AGOSTINO: DIO NELLA MENTE E NELL’ANIMA

Sant'Agostino con il figlio

Alcuni passi tratti da Le Confessioni, in cui Agostino evoca la figura divina, la quale dimora nella memoria e nell’anima di ogni uomo pur rimanendo al di là dello spazio e del tempo. ”Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo.” 

Dio dimora nell’anima, non nel mondo, solo nell’introspezione dell’anima viene permesso agli uomini di venire a contatto con Dio, un tema centrale della teologia agostiniana.

sant-agostino25. 36. Ma dove dimori nella mia memoria, Signore, dove vi dimori?

Quale stanza ti sei fabbricato, quale santuario ti sei edificato?

Hai concesso alla mia memoria l’onore di dimorarvi, ma in quale parte vi dimori? A ciò sto pensando.

Cercandoti col ricordo, ho superato le zone della mia memoria che possiedono anche le bestie, poiché non ti trovavo là, fra immagini di cose corporee.

Passai alle zone ove ho depositato i sentimenti del mio spirito, ma neppure lì ti trovai.

Entrai nella sede che il mio spirito stesso possiede nella mia memoria, perché lo spirito ricorda anche sé medesimo, ma neppure là tu eri, poiché, come non sei immagine corporea né sentimento di spirito vivo, quale gioia, tristezza, desiderio, timore, ricordo, oblio, e ogni altri, così non sei spirito, e mutandosi tutte queste cose, mentre tu rimani immutabile al di sopra di tutte le cose.

E ti sei degnato di abitare nella mia memoria dal giorno in cui ti conobbi!

Perché cercare in quale luogo vi abiti? come se colà vi fossero luoghi. Vi abiti certamente, poiché io ti ricordo dal giorno in cui ti conobbi, e ti trovo nella memoria ogni volta che mi ricordo di te.

26. 37. Dove dunque ti trovai, per conoscerti?

  • Certo non eri già nella mia memoria prima che ti conoscessi.
  • Dove dunque ti trovai, per conoscerti, se non in te, sopra di me? Lì non v’è spazio dovunque: ci allontaniamo, ci avviciniamo, e non v’è spazio dovunque.
  • Tu, la Verità, siedi alto sopra tutti coloro che ti consultano e rispondi contemporaneamente a tutti coloro che ti consultano anche su cose diverse.
  • Le tue risposte sono chiare, ma non tutti le odono chiaramente.
  • Ognuno ti consulta su ciò che vuole, ma non sempre ode la risposta che vuole, Servo tuo più fedele è quello che non mira a udire da te ciò che vuole, ma a volere piuttosto ciò che da te ode.
  • 27. 38. Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai.
  • Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori.
  • Lì ti cercavo.
  • Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.
  • Eri con me, e non ero con te.
  • Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te.
  • Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità;
  • balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità;
  • diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete;
  • mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace.”

(Agostino, Confessioni, a cura di Carlo Carena, Mondandori, 1984)

agostino

Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell’intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr. Sal 29, 11).

Entrai e vidi con l’occhio dell’anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza.

Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo.

Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce più forte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa.

Era un’altra luce, assai diversa da tutte le luci del mondo creato.

Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l’olio che galleggia sull’acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma una luce superiore.

Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa.

 Chi conosce la verità conosce questa luce.

 O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte.

 Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me.

 Tremai di amore e di terrore.

 Mi ritrovai lontano come in una terra straniera, dove mi pareva di udire la tua voce dall’alto che diceva: «Io sono il cibo dei forti, cresci e mi avrai.

Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me».

 Cercavo il modo di procurarmi la forza sufficiente per godere di te, e non la trovavo, finché non ebbi abbracciato il «Mediatore fra Dio e gli uomini, l’Uomo Cristo Gesù» (1 Tm 2, 5), «che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli» (Rm 9, 5).

Egli mi chiamò e disse: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6); e unì quel cibo, che io non ero capace di prendere, al mio essere, poiché «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14).

Così la tua Sapienza, per mezzo della quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini.

Sant'Agostino - arca - San Pietro in Ciel d'Oro - PaviaSan Pietro in Ciel d’Oro – Pavia – Arca contenente le reliquie del Santo

Sant'Agostino

UN ANNO FA, IL 31 AGOSTO 2012, MORIVA IL CARDINALE CARO MARIA MARTINI ARCIVESCOVO DI MILANO.

SEGNALAZIONE:

UN VOLUME + UN DVD

Carlo Maria Martini

Questa voce è stata pubblicata in AGOSTINO vescovo d'Ippona. Contrassegna il permalink.

Una risposta a AGOSTINO: DIO NELLA MENTE E NELL’ANIMA

  1. lucetta ha detto:

    Invocazione alla Verità

    O Verità
    che illumini il mio cuore,
    fa’ che non siano le mie tenebre a parlarmi!
    Mi sono gettato in mezzo a esse
    e mi sono trovato al buio,
    ma anche da quaggiù ti ho amato tanto.

    Mi sono smarrito,
    ma mi sono ricordato di te.
    Ho sentito la tua voce alle mie spalle
    che mi diceva di tornare indietro:
    l’ho sentita a mala pena,
    a causa del tumulto interiore
    dell’inquietudine,
    ma ecco che ora torno assetato
    e desideroso della tua fonte.
    Nessuno m’impedisca di avvicinarmi a lei:
    ne berrò e vivrò.

    Non devo essere io la mia vita:
    da me sono vissuto male,
    sono stato morte per me stesso;
    in te ritorno a vivere.

    Parlami tu, istruiscimi.
    Credo nelle Scritture,
    ma le tue parole sono molto misteriose.

    Tu hai già dichiarato con forza, Signore,
    all’orecchio del mio animo,
    che sei l’eterno,
    il solo che possiede l’immortalità
    in quanto non muti di aspetto
    né alcun movimento ti cambia,
    e neppure cambia col tempo la tua volontà:
    non sarebbe immortale una volontà
    che ora è in un modo, ora in un altro.

    Ciò mi è chiaro dinanzi a te;
    ti prego che mi sia sempre più chiaro
    e che io abbia a rimanere in tale chiarezza,
    pieno di sapienza sotto le tue ali…

    Agostino, Le Confessioni, XII, 10-11, Paoline.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...