CARLO MARIA MARTINI NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE

Carlo Maria Martini

  •  “Come sono belli sui monti
  • i piedi del messaggero
  • che annuncia la pace” (Isaia 52,7)

 Ebbene, sì, questa notte ho divorato tutto d’un fiato le 157 pagine dell’annunciato volume.

La lotta contro la malattia nel racconto del suo segretario. Partendo dall’istante in cui il cuore del Cardinal Martini cessa di battere, in una sorta di viaggio a ritroso don Damiano Modena, il suo segretario personale, racconta la lunga storia di “amicizia-lotta” di Martini con il Parkinson.

 Nonostante la perdita della voce e l’impossibilità di camminare, Martini non rinuncia a dispensare parole di coraggio e di speranza a tutti coloro che lo vanno a trovare. Un libro straordinario, che ci fa scoprire l’ultimo, inedito volto di Martini: uomo di Dio sino in fondo, sino alla fine.

Il volume contiene anche il racconto in presa diretta degli ultimi incontri con Benedetto XVI e in esclusiva il documento inedito consegnato da Martini al Pontefice sui mali della Chiesa.

Globuli Rossi Company

Giacomo CostaGIACOMO COSTA Gesuita, direttore della rivista Aggiornamenti Sociali

Il “metodo Martini nella Chiesa di Papa Francesco

Il 31 agosto ricorre il primo anniversario della morte di Carlo Maria Martini: in modo imprevedibile, lungo questi 12 mesi la storia della Chiesa ha registrato una svolta, in particolare con l’elezione di Papa Francesco, primo latinoamericano e primo gesuita a salire sulla cattedra di Pietro.

In varie occasioni, fino agli ultimi giorni della sua vita, il card. Martini aveva dato voce al sogno di una Chiesa rinnovata. Sarebbe tuttavia riduttivo sostenere che stiamo assistendo alla sua realizzazione, magari come “vittoria postuma” nei confronti di quella parte dell’establishment ecclesiale che non si è mai mostrata “entusiasta” nei confronti dell’ex vescovo di Milano.

CHIESA: CARD. MARTINI GRAVE, ARCIVESCOVO MILANO CHIEDE PREGARE
Il cardinal Carlo Maria Martini – Foto credits: Ansa

Grazie anche all’origine latinoamericana, papa Francesco si sta smarcando dalla estenuante opposizione, tipicamente europea, tra una Chiesa “lampada”, visibilmente presente nella società, e una Chiesa “lievito”, feconda nel nascondimento. Papa Bergoglio esibisce in modo semplice quanto efficace il fatto che anche oggi la Chiesa ha qualcosa di rilevante da dire, senza collocarsi in una posizione dominante, ma recuperando quella originaria tra le persone più semplici.

A ciò si aggiunge il ripetuto appello perché la Chiesa si diriga verso le periferie, soprattutto esistenziali. Inevitabilmente questo comporta abbandonare il “dentro” e il “centro” (la difesa delle posizioni acquisite, le dispute intraecclesiali, ecc.) o almeno relativizzarle.

In questa fase storica, l’eredità di Martini è più che mai viva e feconda e capace di aiutarci a leggere i “segni dei tempi”. In tale prospettiva la Compagnia di Gesù, con la partecipazione della diocesi di Milano, ha dato vita alla Fondazione Carlo Maria  Martini (www.fondazionecarlomariamartini.it), che il 30 agosto è stata presentata ufficialmente a Papa Francesco.

Noto è l’attaccamento del Cardinale alla Parola di Dio, che implica la disponibilità a lasciarsi stupire e a percorrere strade inconsuete. Ogni incontro autentico con la Parola “spiazza” le nostre convinzioni e apre a domande più profonde, mentre le risposte devotamente consolatorie tengono a bada l’inquietudine, ma tradiscono il senso profondo dell’esperienza di fede, capace per sua natura di “aprire al futuro”, anche il più inatteso (come scrive Papa Francesco al n. 12 della sua prima enciclica, la Lumen fidei).

L’ascolto della Parola di Dio interpella la coscienza, quella interiorità che rende ogni uomo unico e in cui si radica la sua dignità. L’esperienza della coscienza, ben al di là delle modalità riduttive con cui viene spesso vista, rappresenta un nucleo centrale e profondissimo nel magistero del card. Martini, poiché ne guida “lo sguardo positivo sulla realtà, ultimamente fondato non su un ingenuo ottimismo, ma sulla convinzione che ogni creatura possa rispondere al disegno dell’amore di Dio, alla luce della croce di Cristo […] come criterio ultimo di discernimento” (Carlo Casalone in Aggiornamenti Sociali, luglio-agosto 2006).

Questa posizione rende possibile un dialogo autentico, che non è mai un espediente strategico per imporre la propria fede, ma è ascolto e accoglienza dell’altro così com’è, e non come si vorrebbe che fosse o come si ritiene che sia.

Il “metodo” martiniano, fondato sulla dinamica dell’ascolto della Parola di Dio da parte della coscienza, è ancora in grado di mettere in movimento la vita di chi lo accoglie. È difficile immaginare qualcosa che lo contraddica più profondamente di un atteggiamento moralistico, che elargisce le risposte prima di ascoltare le domande.

Esso richiede poi di accogliere il pluralismo: non nel campo del dogma, ma in quello delle opzioni politico-sociali (cfr Gaudium et spes, n. 43) o delle spiritualità alla base delle diverse aggregazioni e movimenti nella Chiesa; cosa che fino a oggi la prassi ecclesiale fatica a riconoscere come legittima e ancor più ad assumere e valorizzare.

Praticare il pluralismo in una Chiesa aperta non costituisce una minaccia per la sua solidità: è questa l’eredità di Carlo Maria Martini, a cui essere fedeli nella Chiesa di papa Francesco.

L’AFFETO DEL POPOLO

PER IL SUO MARTINI

Carlo Maria Martini Carlo Maria Martini Carlo Maria Martini Carlo Maria Martini

Sotto questo Crocifisso che San Carlo Borromeo portò in processione durante la peste, sta scritto: ” IL TUO AMORE SI E’ TALMENTE IMPADRONITO DEL MIO CUORE CHE, QUAND’ANCHE NON CI FOSSE IL PARADISO, IO TI AMEREI LO STESSO”. (San Carlo)

Carlo Maria Martini - La tomba in duomo 3

Dice Mons. Gianantonio Borgonovo, parroco del Duomo, che i ceri davanti al Crocifisso sono raddoppiati. Moltissimi continuano a pregare sulla tomba dell’Arcivescovo nel Duomo di Milano: “QUASI UNA CANONIZZAZIONE DAL BASSO“. Durante il Conclave i fedeli chiedevano la sua protezione per il futuro della Chiesa.

Carlo Maria Martini

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3 risposte a CARLO MARIA MARTINI NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE

  1. msilvia2 ha detto:

    ascolto e accoglienza dell’altro così com’è,
    Che Lui mi dia la luce e la forza necessaria!

  2. lucetta ha detto:

    PREGHIERE DEL CARD. CARLO MARIA MARTINI

    TU SEI LA MIA LUCE

    Signore, tu sei la mia luce;
    senza di te cammino nelle tenebre,
    senza di te non posso
    neppure fare un passo,
    senza di te non so dove vado,
    sono un cieco
    che pretende di guidare un altro cieco.

    Se tu mi apri gli occhi, Signore,
    io vedrò la tua luce,
    i miei piedi cammineranno
    nella via della vita.
    Signore, se tu mi illuminerai
    io potrò illuminare:
    tu fai noi luce nel mondo.

    Amen

    PREGHIERA DELLA BUONANOTTE

    Restare con te
    Signore Gesù,
    sul far della sera ti preghiamo di restare.
    Ti rivolgeremo questa preghiera,
    spontanea ed appassionata,
    infinite altre volte nella sera del nostro smarrimento,
    del nostro dolore e del nostro immenso desiderio di te.

    Tu sei sempre con noi.

    Siamo noi, invece, che non sempre sappiamo diventare
    la tua presenza accanto ai nostri fratelli.

    Per questo, Signore Gesù, ora ti chiediamo di aiutarci
    a restare sempre con te,
    ad aderire alla tua persona
    con tutto l’ardore del nostro cuore,
    ad assumerci con gioia la missione che tu ci affidi:
    continuare la tua presenza,
    essere Vangelo della tua risurrezione.

    Carlo Maria Martini

  3. angelonocent ha detto:

    “Nella sera del nostro smarrimento” cosa resta ?
    Niente se non LUI che ha promesso di “restare sempre con noi”.

    IN PRINCIPIO LA PAROLA

    Notava Origene: «poteva comprendere il senso delle parole di Gesù, soltanto colui che riposò sul petto di Gesù» (In Joannem 1,6: PG 14,31).

    E il giovane vescovo Martini scriveva: “…prima di condurre la diocesi verso una rinnovata esperienza della centralità dell’Eucaristia, ci si mette in viaggio con Gesù, come i due di Emmaus, per farsi aprire i tesori delle Scritture, la loro capacità di mostrare, in Cristo, il senso della storia e di riaccendere nel cuore la speranza che sembrava sopita e il desiderio di un annuncio gioioso che si era spento in sterile chiacchiera su eventi ormai passati”.

    Il cardinal Martini ci ha educati con la sua parola e con il suo esempio a leggere la storia del nostro tempo alla luce della Parola di Dio; ci ha insegnato a non aver paura del mondo in cui viviamo, ma a dialogare con esso; ci ha spinti ad amare e a far crescere quella “comunità alternativa” che è la Chiesa.

    Nel pregare il Signore perché lo accolga nella sua pace, Lo ringraziamo per il dono che nella vita del vescovo Carlo Maria lo stesso Signore ha fatto a tutti noi.

    “Sento, quanto più mi addentro nell’argomento, che la Parola di Dio è qualcosa che ci supera da ogni parte, che ci avvolge e che quindi ci sfugge, se tentiamo di afferrarla. E’ stata la Parola per prima a rompere il silenzio, a dire il nostro nome, a dare un progetto alla nostra vita. E’ in questa Parola che il nascere e il morire, l’amare e il donarsi, il lavoro e la società hanno un senso ultimo e una speranza” (C.M.Martini; In principio la Parola).

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