“PER ME IL VIVERE E’ CRISTO” – Angelo Nocent

GRAZIE - Antonella

Stando alla liturgia domenicale, oggi è la giornata del “grazie” di un samaritano riconoscente che Gesù ha guarito dalla lebbra. L’evangelista Luca ci ricorda che ringraziare dal profondo sembra facile, ma non è per nulla ovvio. Tant’è che su dieci lebbrosi guariti, non subito ma cammin facendo, uno solo di essi, vistosi guarito innesta la retromarcia:

  • torna indietro,
  • loda Dio a granvoce
  • si prostra davanti a Gesù
  • e lo ringrazia.

A guardar bene, questo samaritano aveva chiesto la guarigione e ha ottenuto la salvezza, Vuol dire che ha capito qualcosa di Gesù. A differenza dei profeti, che erano semplici strumenti nelle mani di Dio, il lebbroso ha intuito, ha capito che la legge, il tempio, i sacerdoti sono secondari di fronte a Gesù, ha capito che Lui deve avere la precedenza . E Gesù accetta il ringraziamento.

Ma Luca fa anche un’altra sottolineatura: il lebbroso, ritornato a ringraziare Gesù per la guarigione, era un SAMARITANO, un membro di quel popolo che gli impediva di passare sul proprio territorio per salire a Gerusalemme. Oltre ad essere impuro per la malattia, apparteneva agli stranieri, ritenuti cattivi, chiusi. Il realtà si dimostra uomo capace di sentimenti profondi.

La reazione di Gesù è formulata con tre accorate domande:

  • «Non ne sono stati purificati dieci? 
  • E gli altri nove dove sono?
  • Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?».

E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». (Lc 17, 11-19)

Gesù loda il lebbroso che

  • NON gli ha obbedito,
  • NON ha continuato il viaggio verso Gerusalemme,
  • ma ha ascoltato la voce del cuore ed è tornato indietro.

Il Maestro buono, con il suo elogio,  fa intendere che la fede non consiste semplicemente

  • nell’obbedire agli ordini,
  • nel celebrare riti,
  • nell’elencare verità definite.

Fede è azittutto

  • lodare e ringraziare,
  • riconoscere dai doni ricevuti (vita, salute, fede, perdono, famiglia, amici…) l’infinita bontà del Padre e di Gesù.

Ne consegue che la LODE  è inseparabile dalla SUPPLICA  e viene prima del compimento dei riti.

Ringraziare sembra facile, ma l’esperienza insegna che non lo è affatto. Non ci rendiamo conto che RINGRAZIARE non è solo un atto dovuto ma  è il modo di riconoscerci figli di Dio. Perché RINGRAZIARE è capovolgere l’atteggiamento di egoismo, di orgoglio e di autosufficienza da cui nasce ogni peccato. 

Ecco perché Gesù alla fine loda il ringraziamento del samaritano e gli dà un ordine: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». Non è stato solo guarito come gli altri nove ma è anche dichiarato RISORTO e SALVATO, capace di percorrere con libertà le vie della vita, di rientrare nel suo ambiente come UOMO NUOVO.

Adesso, da verme che era, non solo si riconosce UOMO, ma anche AMATO. Da ora in poi può annunciare un Dio dell’uomo e della donna, del malato e del sano, di chi crede e di chi è in ricerca.

Questa storia  di un samaritano riconoscente ci ricorda (mi ricorda) che Dio ci vuole donne e uomini

  • di speranza,
  • di fiducia
  • e di gratitudine,
  • perché vuole che ci riconosciamo tutti figli da Lui amati.

MA VENIAMO A NOI.

NoOggi per me è stata una giornata “NO” dall’alba fino alla Messa serale che mi ha ribaltato come un calzino. Sin dal mattino presto e lungo la giornata ho pianto…di nascosto…per non coinvolgere; era più forte di me. E ho scritto CARTOLINE, quelle per facebook.

Le ho scritte con lo sguardo retroattivo. Una confusione totale che non ho la forza di documentare; mi facevo pena da solo, mi chiedevo che senso avessero i grandi enunciati, quando poi tocchi con mano la tua pochezza, la tua lebbra invisibile,  ti senti bisognoso di guarigione e più ancora di salvezza.

Ciò nonostante…sono battezzato e continuo a crederci:

1-Crocifisso - Vittorio Angini 2

QUELLA VOLTA, QUANDO SOTTOSCRIVEVO, ERANO GLI ANNI DEL CONCILIO VATICANO SECONDO, DI PAPA GIOVANNI XXIII E DI PAOLO VI... 

Lo Spirito soffiava dai quattro angoli della terra: Effonderò su ogni persona il mio Spirito: diverranno profeti i vostri figli e figlie, i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni, su schiavi e schiave effonderò il mio Spirito“. (Gioele 3,1-2)

ECCO LA VISIONE:

1-Collage23

E,  con l’aiuto dello SPIRITO SANTO, anche adesso, come allora, mi sento di proclamare ad alta voce, non senza rossore, che, nonostante tutto,

 

1-Casella personale

DALL’ALTRA…

L’Apostolo Paolo manda a dire ai cristiani di Filippi: “dall’altra, è molto più utile per voi che io continui a vivere. Convinto di questo, so che resterò e continuerò a rimanere con voi tutti per aiutarvi ancora, e perché proviate quella gioia che viene dalla fede. Così avrete un motivo di più per lodare Gesù Cristo, a causa del mio ritorno tra voi“. (Fil 1, 24-26).

 Quanto a me, posso soltanto dire: ” VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ “.

Intanto, penso alla profezia di Ezechiele che aveva cantato una trasformazione interiore: «Darò loro un cuore nuovo, uno spirito nuovo metterò dentro di loro. Toglierò dal loro petto il cuore di pietra, darò loro un cuore di carn (11,19).

 Ahimè , Dio sa quanto vorrei essere “nuovo”, PROFETA anch’io, nel significato di battezzato, testimone della parola di Dio al mondo ! 

SAM_3980

AVE, MARIA !

1-Lumini

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8 risposte a “PER ME IL VIVERE E’ CRISTO” – Angelo Nocent

  1. msilvia2 ha detto:

    Non ho pianto,oggi.
    Da tempo, non piango.
    Ho lavorato duramente. Al di la delle mie forze.
    Poi, quando finalmente , tutti a casa, è rimasto solo quel figlio: un braccio di ferro, in ogni modo possibile, per estorcere ancora. Ma il pozzo è secco e….
    A suo tempo, non a 24 ma a 38 anni, ho detto quel SI radicale: ho firmato l’assegno in bianco. Senza sapere che cosa Lui vi avrebbe scritto.
    Via via, ho sperimentato ciò che mai avrei immaginato, pur sapendo di aver messo TUTTO nelle Sue mani.
    Ho ripetuto molte volte quel SI, per andare avanti e non cedere alla tentazione di scendere.
    Oggi è una Croce indicibile.
    Dalla Croce non puoi scendere. Puoi solo abbracciarla.
    Fede. Speranza.Amore. Non so: non vedo, solo sofferenza e buio assoluto.
    Anche oggi, niente Messa: la Messa, non certo in cucina. Sarebbe già un conforto.
    Domani?

    Lode.Ringraziamento.
    Non so, sono senza parole, senza sentimenti.

    Signore, sia fatta la Tua Volontà.
    Se ci sei, abbi misericordia: salvaci!

  2. angelonocent ha detto:

    AMEN, AMEN, AMEN!

    ————–

    RICEVI, O SIGNORE !

    Ricevi, o Signore, le nostre paure
    e trasformale in fiducia.

    Ricevi la nostra sofferenza
    e trasformala in crescita.

    Ricevi il nostro silenzio
    e trasformalo in adorazione.

    Ricevi le nostre crisi
    e trasformale in maturità.

    Ricevi le nostre lacrime
    e trasformale in preghiera.

    Ricevi la nostra rabbia
    e trasformala in intimità.

    Ricevi il nostro scoraggiamento
    e trasformalo in fede.

    Ricevi la nostra solitudine
    e trasformala in contemplazione.

    Ricevi le nostre amarezze
    e trasformale in calma interiore.

    Ricevi le nostre attese
    e trasformale in speranza.

    Ricevi la nostra morte
    e trasformala in risurrezione.

  3. lucetta ha detto:

    Mi piace questa preghiera-offerta.

    Caro Angelo,
    non sono brava a parlare ma a condividere con il cuore le tue parole.
    Ieri hai lodato Dio con le lacrime e quindi è stata una giornata fruttuosa.

    LEGGEVO SU UN OMELIA di don Marco Pedron queste parole che ti dono:

    “Le persone credono che lodare sia sorridere ed essere sempre felici.
    Ma…

    LODARE non è sorridere sempre come gli stolti;
    LODARE è dire di “sì” alla propria vita,
    sentire che c’è un progetto, una direzione,
    che c’è un motivo per cui le cose succedono,
    che non capitano per caso;
    che c’è un motivo per cui io ci sono.

    LODARE è rimanere fedeli a ciò che sì è:
    non rifiutarsi, non lasciarsi soli, dirsi di sì.

    LODARE è essere fedeli ad ogni sentimento, esprimerlo,
    cantarlo e dargli voce anche si tratta di grida,
    di urla di rabbia o di disperazione;

    LODARE è essere fedeli allo stupore e all’incanto della vita
    e alla sua drammaticità.

    LODARE è sentire in te e rivolgerlo a Lui
    il grido del fratello che soffre, che è disperato, che nel silenzio urla contro una vita che non gli piace;

    LODARE E’ PIANGERE e lasciare scorrere le proprie lacrime
    di fronte all’impotenza di non poter fare niente;
    è permettersi di commuoversi
    è non decidere noi cosa è bene e cosa è male per la nostra vita,
    ma dirle di sì.

    LODARE è essere fedeli a Dio,
    dirgli di “sì” anche quando non capisco:
    e allora Gli esprimo la mia confusione e la mia disperazione,
    ma canto anche il mio essere nelle Sue mani
    e che tutto andrà bene.”

    • msilvia2 ha detto:

      Lodare è
      -dire di SI alla propria vita, sempre e comunque…
      -sentire in te e rivolgerlo a Lui il grido del fratello – del figlio? del marito? della figlia? ….- che soffre, che è disperato, che nel silenzio urla contro una vita che non gli piace;..
      e il fratello non solo urla, ma……..
      e non solo nel silenzio, ma…
      -dire di SI a Dio, anche -soprattutto- quando non capisco…
      Se questo è lodare: grazie, Lucetta!

      • lucetta ha detto:

        Silvia cara e spesso presente nelle mie preghiere, fino a ieri non pensavo che lodare fosse tutto quello che don Marco Pedron ha elencato !!!!Essendo lui un sacerdote mi sono fidata ed ho condiviso. Se ti ha sollevato anche solo per un attimo….NE SONO FELICE.

    • angelonocent ha detto:

      Grazie del dono, Lucetta.
      Lo condivido con Silvia e con i suoi
      che lodano anch’essi a loro modo.
      Par di udire l’urlo di Gesù:
      “Dio mio, Dio mio,
      perché mi hai abbandonato!?”

      Noi, tendenti all’armonia,
      si va facilmente in confusione
      quando le note cozzano e stridono…

      Se non abbiamo la forza di cantare
      a piena voce il Magnificat,
      possiamo tentare di ripetercelo dentro,
      anche con il groppo alla gola.

      Ma è solo per Grazia
      che invochiamo copiosa.

      • lucetta ha detto:

        Sono più che convinta che se riusciremo a lodare Dio soprattutto nella sofferenza che ci strazia il cuore…..SARA’ perchè LUI ci dona la GRAZIA di poterlo fare.

  4. Donatella ha detto:

    Grazie amici ♥ ho bisogno di queste parole… ora più che mai. Un abbraccio a tutti

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