2013 – FESTA DI TUTTI I SANTI

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Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate (Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)


A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità?

Perché ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora?

A che dunque i nostri encomi per essi?

I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. E’ chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro.

Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.


Il primo desiderio, che la memoria dei santi o suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all’assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.

  • Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo?
  • I santi desiderano di averci con loro e noi e ce ne mostreremo indifferenti?
  • I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura?

No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipano con i voti dell’anima la condizione di coloro che ci attendono. Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità.

Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l’aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non è certo disdicevole, perché una tale fame di gloria è tutt’altro che pericolosa.


Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria.

Frattanto il nostro capo si presenta a noi non come è ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle spine dei nostri peccati. Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezza sotto un capo coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno onore, ma lo espongono al ridicolo.

Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la nostra vita è nascosta con lui in Dio.

Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le membra glorificate.

Allora trasformerà il nostri corpo umiliato, rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.


Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni diritto. Ma perché la speranza di una felicità così incomparabile abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi.


Elena Maya Akisada NocentSollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere. 

Rallegriamoci tutti nel Signore
in questa solennità di tutti i Santi:
con noi gioiscano gli angeli
e lodino il Figlio di Dio. 

Gaudeámus omnes in Dómino, diem festum celebrántes sub honóre Sanctórum ómnium, de quorum sollemnitáte gaudent Angeli, et colláudant Fílium Dei.

Dio onnipotente, che doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare in un’unica festa i meriti e la gloria di tutti i Santi, concedi al tuo popolo, per la comune intercessione di tanti nostri fratelli, l’abbondanza della tua misericordia. Per il nostro Signore…

DALLA MESSA

Oggi ci dai la gioia di contemplare la città dei cielo,
la santa Gerusalemme che è nostra madre,
dove l’assemblea festosa dei nostri fratelli
glorifica in eterno il tuo nome.

Verso la patria comune noi, pellegrini sulla terra,
affrettiamo nella speranza il nostro cammino,
lieti per la sorte gloriosa di questi membri eletti della Chiesa,
che ci hai dato come amici e modelli di vita.

Per questo dono del tuo amore,
uniti all’immensa schiera degli angeli e dei santi,
cantiamo con gioiosa esultanza la tua lode:

Santo, Santo, Santo …

Elena Maya Akisada Nocent

Tutti i santi

Tutti i santi

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5 risposte a 2013 – FESTA DI TUTTI I SANTI

  1. lucetta ha detto:

    Santità è…

    L’impegno di ogni giorno vissuto con gioia.
    La forza di sorridere anche nei momenti più duri.
    Dio incontrato in ogni istante della vita.
    Accoglienza incondizionata di ogni fratello.
    Preghiera che si incarna nella vita e vita che diventa preghiera.
    Impegno perché la giustizia sia realtà per tutti.
    Dono semplice del proprio essere.
    Accogliere ogni minuto come dono di Dio e ringraziare di cuore.
    Credere che Dio accompagna e benedice ogni nostra azione, ogni nostro pensiero.

    E’ il coraggio della verità, della libertà, della giustizia.
    E’ costruire la pace attraverso i piccoli gesti di ogni giorno.
    E’ lasciare che la Parola di Dio illumini la nostra vita.
    E’ il paradiso raggiunto nel quotidiano.
    E’ gratuità, generosità, condivisione.
    E’ dare e ricevere.

    (fonte : Rivista salesiana)

    Buona festa caro Angelo.!!!!!!

  2. angelonocent ha detto:

    Al primo punto, “L’impegno di ogni giorno vissuto con gioia…”

    Cara Lucetta, mi hai costretto a cercare la lettera di Paolo ai Filippesi che ho sott’occhio:
    “Siate sempre lieti perché appartenete al Signore. Lo ripeto, siate sempre lieti.
    Tutti gli uomini vedano la vostra bontà.
    Il Signore è vicino!
    Non angustiatevi di nulla, ma rivolgetevi a Dio, chiedetegli con insistenza ciò di cui avete bisogno e ringraziatelo.
    E la pace di Dio, che è più grande di quanto si possa immaginare, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Fil 4, 4-7)
    .

    Dire “sta’ allegro” a un poveraccio, alle prese con guai assortiti, non è certo impresa facile.

    Allora bisogna veder Paolo come si muove.

    Ormai in vecchiaia,
    – dopo un’esistenza tumultuosa,
    – tratteggiata da difficoltà di ogni genere,
    – viaggi rischiosi,
    – avventure non sempre piacevoli,
    – naufragi,
    – persecuzioni,
    – bastonature in pubblico,
    – delusioni,
    – prove,
    – polemiche roventi,
    – opposizioni violente,
    – lotte…
    l’Apostolo, come fosse allo stadio, ha la forza di alzare uno striscione per la squadra del cuore: “SIATE LIETI”.
    Che letteralmente vorrebbe dire “RALLEGRATEVI”.

    Secondo lui la gioia è ciò che rimane quando tutto il resto è andato in fumo.
    E non esita a mettere davanti agli occhi di tutti il proprio esempio.
    Ciò significa che lui sa cosa vuol dire avere la gioia, conservare la gioia, nonostante tutto.
    Addirittura: aver perso tutto ma non la gioia.

    Perché nessuno la prendesse come battuta, Paolo si mostra piuttosto categorico: “VE LO RIPETO, RALLEGRATEVI”.

    Vuoi vedere che nel libro dei doveri propri del cristiano c’è inserito il dovere fondamentale della GIOIA ?

    Per chi conosce qualcosa di Georges Bernanos,quello del Diario di un curato di campagna, si ricorderà che lo scrittore rinfacciava ai credenti una colpa particolare: quella di non avere una faccia da resuscitati. E poneva una sferzante domanda: “Dove diavolo nascondete la vostra gioia?

    Vien da dire: caro Bernanos, per nasconderla bisognerebbe possederla. Ma se uno nel suo repertorio non ce l’ha, cosa può nascondere.

    Il segreto della gioia di Paolo, l’antidoto contro ansie e inquietudine è in queste stringate parole: “IL SIGNORE E’ VICINO!”.

    Alla mia età ormai mi rendo conto che molte ansie, depressioni, maliconie, non vengono dal nostro temperamento, oppure dalle nostre circostanze esteriori sfavorevoli, ma dal fatto che non sappiamo riconoscere il Signore che è vicino, proprio accanto a noi. In altre parole, vuol dire che la fede o non c’è o è un lumicino che si spegne con nulla.

    Io la miseria, nera nera, l’ho provata da bambino. Ma sul viso di mia mamma la gioia non è mai venuta meno.
    Un giorno è andata a Gorizia con la corriera, non so a fare cosa, ed è tornata senza una lira ma con una ingombrante statua di gesso del Sacro Cuore, pesante e alta più di 70 cm. Ha lasciato nel negozio di articoli religiosi tutti i suoi averi, come travolta da una forza misteriosa alla quale non ha saputo ribellarsi.
    Un folle spreco ? Un ottimo investimento,direi. Perché con l’effige del Sacro Cuore lei ha parlato tutta la vita, fino all’ultimo giorno.

    Ora la statua è qui con me e mi fa compagnia mentre scrivo. Ha una mano penzolate e qualche acciacco, ma svolge ancora egregiamente il suo lavoro. Lei che aveva sempre sentito leggere le “Epistulae” in latino, di cosa avesse scritto Paolo ai Filippesi, non sapeva nulla. Ma, giorno dopo giorno, quella lettera lo Spirito glie l’ha scolpita nel cuore, con parole comprensibili e incandescenti.

    Con Dio il mondo è un mistero, senza Dio, un assurdo.

    PAOLO C’INCORAGGIA A PREFERIRE IL MISTERO:

    E la pace di Dio, che è più grande di quanto si possa immaginare,
    custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù
    ” (Fil 4, 4-7).

    • lucetta ha detto:

      Ti lascio un GRAZIE di cuore per questa tua riflessione che mi ha fatto un gran bene e che ho apprezzato tantissimo.Mi hai spinto a chiedermi a che punto sono con “la vera gioia” e perchè fatico così tanto ad esserlo pur sapendo che il Signore è vicino. Eppure la mia fede non mi sembra un lumicino tanto fioco…..forse il Signore ci mette solo alla prova per vedere se siamo perseveranti fino alla fine e non si fa sentire come vorremmo sentirlo noi. Ciao ed ancora….. GRAZIE.

  3. msilvia2 ha detto:

    .La sofferenza, per chi non ha la fede, rimane un enigma, se non un’assurdità. Per il credente è un mistero, vale a dire una realtà che mi dilata gli orizzonti e mi rende grande nella ricerca del suo perché.
    Per il credente il dolore è un mistero, una realtà che si può intuire grazie all’apertura al trascendente, a Dio.
    Senza Dio non capisco la vita, il mondo,l’universo e, tanto meno, il limite, il male e il peccato. Supero l’aspetto enigmatico della sofferenza quando la considero nel contesto del mistero. (V.Salvoldi).

    Sinteticamente,Angelo dici la stessa cosa.”Con Dio il mondo è un mistero, senza Dio, un assurdo.”
    Vorrei poter dire di essere tra quelli “con Dio”.
    “IL SIGNORE E’ VICINO!”. Resta pur sempre un Mistero.
    In questi giorni, ho vissuto fatti dolorosi.
    I nostri figli e le nipoti, ed anche mio marito, mi hanno peraltro ringraziato, oggi in particolare, di ciò che ho fatto per loro. Erano contenti.
    Forse la gioia che io non avverto, e altri ricevono, fa parte del Mistero.
    Ho ringraziato e ringrazio Dio di averci ancora una volta salvato.
    Grazie anche a voi, Angelo, Lucetta e….per esserci, con Fede e Amore.

    P.S. A proposito del Sacro Cuore: ho in cucina, una immagine del Sacro Cuore, da sempre. Un regalo di mia Madre, appena noi sposati. Non sarei arrivata fin qui, senza di Lui.
    Vorrei postarlo qui, ma non è consentito.

    • lucetta ha detto:

      Ciao Silvia carissima. Anch’io ho un’immagine non del Sacro Cuore ma del Santo Volto, piuttosto grande, che ho faticato ad esporre in una stanza della casa perchè il marito non era contento (secondo lui stava bene solo in una sacrestia)…..poi con l’aiuto del Signore ho avuto il permesso di farlo e con Lui intreccio dialoghi e sguardi. Grazie a te perchè ci sei sempre anche tu e questo mi fa sentire la tua vicinanza. Un abbraccio.

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