Capitolo 1 – DELLA NASCITA E LUOGO D’ORIGINE DI GIOVANNI DI DIO – Francesco de Castro

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I SANTI QUESTI SCONOSCIUTI

Storia della vita e sante opere di Giovanni di Dio – Prima biografia di S. Giovanni di Dio

Traduzione di P. Gabriele Russotto o.h.

P. Gabriele Russotto OHPremessa

“Francesco de Castro, autore di questa Storia, è il primo biografo di San Giovanni di Dio. Egli la scrisse tra il 1581 e il 1582, prima che venissero celebrati i processi per la beatificazione.

Vivendo nell’ospedale fondato da Giovanni di Dio a Granata, il Castro ebbe modo di consultare molti che avevano conosciuto personalmente il Santo. Raccolse molte testimonianze orali, ma riportò solo quelle che poté documentare “con molta certezza”.

A lui, perciò, si riferiscono tutti i successivi biografi del Santo.

Il celebre domenicano Fra Luigi di Granata (1504-1588), accennando alla biografia di Giovanni di Dio composta dal Castro, dice che è “scritta bene”. Il suo autorevole giudizio è ancora valido. Il Castro infatti non indulge a facili entusiasmi panegiristici, ma narra semplicemente quanto ha potuto appurare “con molta certezza e verità”. Narra, perciò, quasi con eccessiva cautela ed omette fatti miracolosi, non perché li neghi a priori, ma perché – dice – “è meglio che rimanga da dire, piuttosto che dire cose che non si abbiano per molto certe” (p. Gabriele Russotto o.h.).

Capitolo 1 

DELLA NASCITA E LUOGO D’ORIGINE DI GIOVANNI DI DIO

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Nell’anno del Signore 1538[1], regnando in Spagna l’imperatore Carlo V, arcivescovo della città di Granata [era] don Gaspare de Avalo[2], insigne, prudente e buon pontefice, il quale ai suoi tempi ebbe la gioia di veder fiorire nel suo vescovato uomini che si segnalarono per santità e virtù, tra i quali ve ne fu uno che, sebbene fosse povero, umile e spregevole agli occhi degli uomini, tuttavia era molto stimato agli occhi di Dio, sì che meritò di portare il suo nome: Giovanni di Dio.

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Giovanni Calloni. Tempera e olio su cartone, Curia Provinciale Fatebenefratelli, Cernusco sul Naviglio (Milano)

Di nazione portoghese, questi nacque in un paese chiamato Montemor-o-Novo, che si trova nel vescovato di Evora, nel regno del Portogallo, da genitori di media condizione, non ricchi né del tutto poveri[3].

Crebbe in casa dei genitori fino all’età di otto anni, quando a loro insaputa venne portato da un chierico nella città di Oropesa, dove visse molto tempo in casa di un brav’uomo, chiamato il Mayoral[4].

Giunto ad età conveniente, costui lo mandò in campagna insieme agli altri suoi servitori che guardavano il gregge. Ivi attendeva a prendere e portare l’approvvigionamento necessario con ogni diligenza, perché, essendogli venuti a mancare i genitori in così tenera età, procurò di compiacere e servire questo brav’uomo nella menzionata occupazione e come pastore tutto il tempo che stette in casa sua. Per questo i suoi padroni gli volevano molto bene, ed era amato da tutti.

Essendo ormai giovane di 22 anni, gli venne la volontà di andare in guerra, e si arruolò in una compagnia di fanteria d’un capitano di nome Giovarmi Ferruz, che allora il conte di Oropesa inviava al servizio dell’Imperatore per soccorrere Fuenterrabía, che era stata occupata dal re di Francia[5].

Mosso Giovanni dal desiderio di vedere il mondo e godere di quella libertà che comunemente sogliono prendersi coloro che vanno in guerra correndo a briglia sciolta per il cammino largo (benché faticoso) dei vizi, incontrò in essa molti travagli e si vide in molti pericoli.

Trovandosi, infatti, in quella frontiera, un giorno a lui e ai suoi compagni venne a mancare l’approvvigionamento.

Essendo egli giovane e molto volenteroso si offri per andare a cercare da mangiare presso certi casali o fattorie, che si trovavano un po’ distanti da loro. Per potere andare e tornare più presto, montò su una giumenta francese, che era stata presa ai nemici.

ONOFRIO BRAMANTE - San Giovanni di Dio 05jpg

Onofrio Bramante

Arrivato a circa due leghe da dove era partito, la giumenta, riconoscendo i luoghi nei quali di solito andava, cominciò a correre furiosamente per rientrare nella sua terra. Siccome, però, non aveva per briglia che una cavezza, con la quale Giovanni la guidava, non fu possibile trattenerla, e corse tanto per le falde di un monte che lo scaraventò contro alcune rupi, dove rimase per oltre due ore, senza parola, buttando sangue dalla bocca e dalle narici, completamente privo dei sensi, come un morto, senza che vi fosse alcuno che potesse vederlo ed aiutarlo in tanto pericolo.

Ripresi i sensi, tormentato dal colpo ricevuto per la caduta e visto il rischio di incorrere in altro non minor pericolo di esser fatto, cioè, prigioniero dai nemici, si sollevò da terra come meglio poté, senza quasi poter parlare, si mise in ginocchio e, alzati gli occhi al cielo, invocò il nome di nostra Signora la Vergine Maria, della quale fu sempre devoto, cominciando a dire: «Madre di Dio, venite in mio aiuto e soccorso, pregate il vostro santo figlio che mi liberi dal pericolo in cui mi trovo e non permetta che venga preso dai miei nemici».

Poi, sforzandosi alquanto e preso in mano un palo ivi trovato, col quale si aiutava, si mise in cammino e piano piano giunse dove stavano i suoi compagni ad aspettarlo. Avendolo visto così mal ridotto e credendo che lo avessero incontrato i nemici, gli chiesero che cosa fosse accaduto. Egli raccontò loro quanto gli era occorso con la giumenta, ed essi lo fecero mettere a letto e sudare, ponendogli molti panni addosso. Così di lì a pochi giorni, guarì e stette bene.

[1] L’anno 1538 è quello in cui Giovanni di Dio giunse a Granata. Il lungo periodo iniziale del Castro, tuttavia, è abbastanza oscuro.

[2] Mons. Gaspare de Avalo, dapprima vescovo di Guadix, fu arci­vescovo di Granata dal 22 gennaio 1528 al 29 marzo 1542, anno in cui fu trasferito a San Giacomo di Compostella. Venne creato cardi­nale da Paolo III il 19 dicembre 1544. Mori il 2 novembre 1545. Nella cattedra arcivescovile di Granata era successo a mons. Pietro Rami­rez de Alva, dell’Ordine di S. Girolamo, il quale, nominato arcive­scovo della medesima il 19 dicembre 1526, mori il 21 giugno 1528 (cfr. G. Van Gulik – C. Eubel Hierarchia Catholica medii et recentioris aevi – Sive Summorum Pontificum, S.R.E. Cardinalium, Ecclesiarum Antistitum Series, Münster 1923, vol. III, dal 1503 al 1600, ediz. II a cura di L. Schmitz-Kallenberg, pp. 204-205).

[3] Montemor-o-Novo, antica fortezza risalente al sec. XIII, sviluppatosi in piccola città nel sec. XVI, si trova nell’Alto Alentejo, a 110 km da Lisbona e a 28 da Evora: attualmente ha circa 13. 000 abitan­ti. Dei genitori di Giovanni si conosce solo il nome del padre: Andrea Cidade o Ciudad.

[4] Come e perché il piccolo Giovanni abbia abbandonato la casa paterna o sia stato tolto ai suoi genitori, per quante ipotesi siano state fatte, rimane sempre un mistero ancora senza una spiegazione plausibile. Eppure si tratta dell’episodio certamente più incisivo nella vita di Giovanni di Dio.

Oropesa, distante circa 300 km da Montemor, si trova nella Nuova Castiglia, in Provincia di Toledo.

Il Mayoral, ossia Capo, è Francesco Cid, soprintendente al bestia­me e al personale addetto, sotto la direzione di Francesco Vásquez, maggiordomo del conte di Oropesa don Francesco Alvarez de Toledo.

[5] Fuenterrabía, nei Pirenei, al confine con la Francia, fu presa dai francesi il 18 ottobre 1521 e riconquistata dagli spagnoli il 25 marzo 1524. Giovanni si arruolò nella primavera del 1523: aveva quindi 28 anni di età e non 22 come erroneamente dice il Castro.

Da Edizioni Fatebenefratelli – 1989

 ONOFRIO BRAMANTE - San Giovanni di Dio 10Onofrio Bramante 

Historia de la vita y santas obras de Juan de Dios
Primera biografía de S. Juan de Dios

                                             CAPITULO PRIMERO 

                             DEL NASCIMIENTO Y NATURAL DE IOAN DE DIOS. 

En el año del Señor de mil y quinientos y treinta y ocho, reinando en España el Emperador Carlos quinto, y siendo Arzobispo de la ciudad de Granada don Gaspar de Ávalos, valeroso, prudente y buen pontífice, y que alcanzó felicidad en sus tiempos, de florecer en su obispado hombres señalados en sanctidad y virtud; entre los cuales fué uno, pobre, baxo y desechado en los ojos de los hombres, pero muy conocido y estimado en los de Dios, pues mereció llamarse de su apellido Ioan de Dios.

El cual fué de nación portuguesa, de un pueblo llamado Montemayor el Nuevo, que es en el obispado de Évora en el reino de Portogal: nació de padres medianos, no ricos ni pobres del todo; crióse con sus padres hasta edad de ocho años, y de allí, sin sabello ellos, fué llevado por un clérigo a la villa de Oropesa, donde vivió mucho tiempo en casa de un buen hombre llamado el Mayoral.

Como fué de edad suficiente, lo envió al campo en compañía de otros criados suyos que guardaban ganado; servía de levar y traer bastimento y lo que era menester para los pastores con toda diligencia, porque como le faltaron los padres en tan tierna edad, procuró de agradar y servir a este buen hombre, en el oficio que está dicho y de pastor, todo el tiempo que en su casa estuvo, por donde le tenían mucha voluntad sus amos, y era querido de todos.

Siendo mancebo de veinte y dos años le dió voluntad de irse a la guerra, y asentó en una compañía de infantería de un capitán llamado Ioan Ferruz, que a la sazón enviaba el Conde de Oropesa en servicio del Emperador para el socorro de Fonterrabía; cuando el Rey de Francia vino sobre ella; movido Ioan del deseo de ver el mundo y gozar de libertades, que comunmente suelen tener los que siguen la guerra, corriendo a rienda suelta por el camino ancho (aunque trabajoso) de los vicios, donde pasó muchos trabajos, y se vió en muchos peligros.

Estando, pues, en esta frontera, un día faltóles a él y a sus compañeros la provisión; y como hombre mancebo y más diligente, ofrecióse a ir a buscar de comer a unas caserías o cortijos, que estaban de allí algo apartados; y para ir y volver con más brevedad subió en una yegua francesa, que de los contrarios habían tomado; y siendo como dos leguas apartado de la estancia de donde había salido, la yegua, reconociendo la tierra donde solía andar, arremetió furiosamente para entrarse en su natural, y como no llevaba freno más que un cabestro con que la guiaba, no pudo ser parte para detenerla; y tanto corrió por el halda de una sierra, que dió con él un gran golpe entre unas peñas, donde estuvo sin habla más de dos horas, echando sangre por la boca y por las narices y fuera de todo su sentido, como muerto, sin haber por allí quien lo viese y socorriese en tanto peligro.

Vuelto en sí, atormentado de la caída que había dado, y visto que corría otro peligro no menor, de ser preso de los contrarios, se levantó lo mejor que pudo de tierra; no pudiendo apenas hablar, se hincó de rodillas, los ojos puestos en el cielo, invocando el nombre de nuestra Señora la Virgen María, de que siempre fue devoto, comenzó a decir: Madre de Dios, sed en mi ayuda y favor y rogad a vuestro sancto hijo que me libre deste peligro en que estoy, y no permita que sea preso de mis enemigos.

Esforzóse algún tanto, y tomando un palo en las manos, que allí halló, con que se ayudaba a andar, se fué poco a poco adonde los compañeros estaban esperándole. Como lo vieron venir tan mal tratado, creyendo que los enemigos habían encontrado con él, le preguntaron cómo venía así. Él les contó el caso de lo que le había acontecido con la yegua, y ellos le hicieron acostar en una cama, y le hicieron sudar con mucha ropa que le echaron encima, y así de ahí a pocos días guareció y estuvo bueno.

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Una risposta a Capitolo 1 – DELLA NASCITA E LUOGO D’ORIGINE DI GIOVANNI DI DIO – Francesco de Castro

  1. angelonocent ha detto:

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    Scrive José Cruset: “La narrazione della vita di un santo non dev’essere un panegirico. E nemmeno una negazione assoluta delle sue possibilità di ascensione mediante la sua condotta verso gli altri uomini. Studiando la vita dell’uomo, vien fuori il santo”.

    Qui ho provato a metterla in versi. Ma sarà più comprensibile solo dopo aver letto i 25 capitoli che mi prefiggo di pubblicare:

    CRISTO, SORGENTE DELLA NOSTRA GIOIA 
    Biografia del Santo in versi ritmici eseguibili sull’aria dell’ “Iste confessor Domini colentes” ma anche recitabile, preferibilmente a cori alterni. Durante la Novena il testo può essere giornalmente frazionato.
     Autore: Angelo Nocent
    1
           Cristo, sorgente della nostra gioia,
                Nel sacro tempio oggi convocati,
                Leviamo il canto di riconoscenza:
                Grazie, Signore!
     2
               Tutta la Chiesa celebra nel mondo
                La liturgia di un anniversario:
                Giovanni, il santo, l’uomo di Granada,
      (Giovanni, il santo nostro fondatore)
                E’ nella gloria.
        3       
                Fare memoria della sua esistenza
                E’ fondamento: serve a ricordare
                Che questa vigna appartiene a Dio,
                A Lui soltanto.
       4       
               Quando, bambino, abbandona il nido,
               parte con sogni maturati in casa:
               terre lontane, luoghi sconosciuti…
               Brama avventure.
         5      
               Gl’occhi innocenti bevono i dintorni:
               Lunghe vallate, fiumi, colli, monti,
               Boschi odorosi e, più in là, la Spagna,
               Meta, destino.
     6
               Ad Oropesa, orfano per scelta,
               Trova famiglia molto generosa;
               Studia quel poco, cresce lavorando,
               Sorveglia greggi.
      7       
               Ma qui c’è un uomo, Don Francisco Alvarez,
               Conte virtuoso, duca patriota,
               Che fa per Dio spese consistenti
               Nel testamento.
      8      
              Ordina e vuole, presso il suo palazzo,
              Un edificio per l’accettazione
              Di pellegrini, poveri e malati,
              Piaghe di Cristo.
      9      
             Giovanni osserva, fissa nella mente
             L’iniziativa senza precedenti.
             La gente apprezza, benedice il ricco
             Che condivide.
     10       
             Cresce il ragazzo, sogna l’avventura.
             Non ha ben chiaro cosa vuole fare.
             Si guarda in giro, vede solo terre
             Da coltivare.
      11    
            Fattosi uomo, vaglia la proposta
            Di Mayorallo che lo vuole sposo
            Della sua figlia, molto consenziente.
            Non si convince.
      12   
            Sente nei piedi come ribollire
            La nostalgia di una vita nuova.
            Perciò si arruola nella fanteria.
            Parte soldato.
      13   
            Sceglie una truppa di professionisti,
            Vero mestiere, cambio radicale.
            L’ambiente è forte, sembra il posto giusto,
            Ma non è vero.
      14   
            Dio lo spinge su diverso fronte.
            Senza le briglie, guida una giumenta;
            La bestia sbanda e lo sbatte al suolo.
            E’ semimorto.
      15 
             Caduta insulsa, priva d’eroismo.
             Come un insetto, misera prodezza,
             Sviene sui sassi e per ore giace.
             Non c’è nessuno.
     16  
             Dopo l’impatto, senza conseguenze,
             E’ destinato a montare in guardia.
             Perde un bottino molto consistente:
             Vesti e gioielli.
     17    
             Imprigionato come traditore,
             Attende il giorno dell’impiccagione.
             Viene graziato, ma cacciato via.
             Sogna Oropesa. 
    18     
            Raggiunge casa, sosta sulla porta.
            Viene ad aprire lei, la Mayorallo.
            L’abbraccia, piange, vive una speranza.
            Solo per poco.
     19 
            Torna all’ovile, come uno sconfitto,
             Per pascolare nuovamente il gregge.
             Sposarsi ora? No, non se la sente.
             Rifiuta ancora.
     20  
             La guerra santa, nobile crociata,
             Muove i cristiani dell’Europa intera.
             Forte alleanza nasce contro i Turchi.
             Corre all’appello.
      21  
             Marcia su Vienna. Retrocede l’Islam.
             Finisce bene, si ritorna a casa.
             Stanco, spossato, gode una licenza.
             Meta: Siviglia.
      22    
             Come campare? Solito mestiere:
             Portare pesi, adattarsi a tutto.
             Sta qui per poco: l’Africa lo chiama.
             Piega su Ceuta.
      23    
            La piazzaforte è del Portogallo.
            La guarnigione rischia di subire
            L’urto dei turchi, sempre più pressante.
            Chiede rinforzi.
      24  
             Contro le mire dei conquistatori
             Vengono erette fortificazioni.
             Cercano gente per fatiche immani.
             Vengono in tanti.
     25   
             Molti gl’illusi, miseri i salari.
             I malviventi sono una legione.
             La disciplina regna con la sferza
             E punizioni.
      26    
            Fuggono in molti dall’inferno atroce.
            Meglio coi mori ed apostatare.
            Anche Giovanni paga il contributo
            Dell’illusione.
      27    
             Disoccupato per il fallimento
             Dell’ Almeyda che non può pagare,
             Sgobba e si assume l’oneroso peso
             Della famiglia.
      28   
            Per il padrone senza più risorse,
            spacca le pietre, svende i suoi cappotti,
            Lavora sodo e col suo salario
            Mangiano tutti.
     29    
            Vede abiurare, prova compassione.
            Sente un’ impulso, quello missionario.
            Ma lo dissuade frate francescano
            Cui si confessa.

     30   
             Degli Almeyda, dopo malattia,
             Nessuna traccia, più nessun contatto.
             Resta in miseria, mani sanguinanti
             E molta pena.
      31    
             Inquieto il cuore, si fa presto strada
             La nostalgia di tornare in Spagna.
             S’imbarca e salpa verso Gibilterra.
             Terra promessa.
      32    
              Viene raggiunta dopo una burrasca.
              Cerca lavoro, s’offre manovale.
              Risparmia ed apre piccolo commercio
              Di libri usati.
    33    
              Lui, portoghese, molto convincente,
              Ha del talento, quindi sopravvive.
              Ma il corpo stanco, chiede di fermarsi
              E si ribella.
      34   
              Se i libri vanno, il fardello pesa.
              Costa fatica fare l’ambulante
              Con l’ intemperie, sotto il solleone.
              Vuole fermarsi.
      35    
               Sogna Granada, viva, seducente,
               I dolci poggi che le fan corona.
               Le sue fontane, gl’oleandri in fiore,
               Diciotto porte.
      36    
               Duecentomila sono i residenti,
               Fermenta il nuovo, grandi gl’orizzonti.
               Vuole tornarci e si mette in viaggio
               Per dimorarvi.
     37    
               Vive ed agisce come un ispirato.
               L’idea di Dio muove prepotente.
               Pesa il passato, ha lasciato tracce.
               Cosa lo attende?
      38    
               Libri e pensieri vagano con lui,
               Per le contrade, i vicoli, le alture
               E si convince che la scelta è giusta.
               Ma non ha casa.
     39      
              Non sa spiegarsi come il cuore inquieto
              Abbia trovato una serena calma.
              Respira a fondo, dorme sonni interi,
              Parla con Dio.
    40    
             Cerca bottega. Trova uno stanzino
             Per pochi sodi, proprio a Porta Elvira.
             Che meraviglia stendere la merce,
             Chiudere a sera! 
      41   
             Questa cometa che ha girato il mondo,
             Assaporando tante delusioni,
             Deve affrontare provvida tempesta
             Di Vento e Fuoco.
      42   
             L’Eremo è in festa per San Sebastiano
             E lui, Giovanni, sente di aggregarsi.
             Segue la folla, va alla funzione
             Come trainato.
      43 
             Viene a parlare gran predicatore,
             Uomo di Dio, santo e timorato.
             Commuove sempre, scava nel profondo
             Ogni coscienza.
      44    
             Giovanni ascolta, scorre la sua vita.
             Sente il bisogno di riparazione.
             S’apre alla Grazia che gli tocca il cuore.
             Esce sconvolto. 
     45  
            “Séguimi, vai…”, sembra che gli dica
             Come una voce, lì nel più profondo.
             Spalanca gl’occhi e si rende conto
             Che Dio gli parla. 
     46  
            No, non sospetta cosa può volere
            Da lui la Forza che gli fa pressione,
            Lo piega, spinge, gli scompiglia il cuore.
            E’ Pentecoste.
     47 
           Dagl’occhi rossi sgorga una fontana:
           Lacrime calde, limpide, salate,
           Dolenti e dolci, sulle accese guance,
           Copiosamente.
      48 
            Esce di chiesa, si fa grido, pianto;
           “Misericordia!”, supplica a gran voce,
            Si getta a terra, voltola nel fango.
            Preso è per pazzo.
      49 
             Sola follia, Cristo Crocifisso!
            E lui, Giovanni, fissa il suo Maestro,
            E non gl’ importa d’essere capito,
            Quanto seguirlo.
     50  
            Cosa lo attende? L’Ospedale Regio,
            Settore a parte, quello dei dementi.
            E lì matura, nell’isolamento,
            Il suo destino.
      51   
            Osserva attento questo triste ambiente
            Fatto d’infermi senza la ragione.
            Nelle pupille fissa i loro volti,
            Nel cuore i nomi.
      52   
            Quando, dimesso, passa a Guadalupe,
            Alla Madonna chiede, come a Cana,
            D’intervenire nella situazione
            Senza futuro.
     53    
            Torna a Granada per donare tutto.
            Ha solo un corpo, cosa può valere?
            Meno di nulla o, forse, più dell’oro,
            Se c’è la fede.
     54   
            Comincia il freddo. Vaga a mani vuote.
            Non ha denaro, privo d’una casa,
            Tagli la legna, vende e condivide
            Coi mendicanti.
      55   
            La terra è pronta. Il Seminatore
            Conta sul campo lavorato a lungo.
            Ora Giovanni, sceso nella tomba,
            Può germogliare.
      55   
            Una saetta gli balena in mente:
            Cercare ai ricchi per poter donare
            A chi non osa, nella sua indigenza,
            Alzare il capo.
     56  
            Va dai Venegas, mori convertiti.
            “Cuore comandi”, legge sul portale.
            Sale le scale, bussa, viene accolto.
            E lì pernotta.
     57   
            Poi, l’indomani e per qualche giorno,
            Esce e ritorna sempre in compagnia:
            Solita legna, nuovo mendicante
            Da sistemare.
      58 
             Chiede, intercede per il forestiero.
            Vitto ed alloggio viene assicurato.
            Nel gran cortile stende pagliericci:
            La prima pietra.
     59    
            Non può durare tale situazione.
            Prende in affitto una palazzina,
            Sempre contando sui benefattori
            Che Dio gli manda.
     60   
             Nasce l’audace opera geniale,
             Semplicemente, nell’insicurezza.
             Curare i corpi e badare al cuore:
             Ecco la meta!
      61   
            Magro e giallastro, sempre malvestito,
            Grida di notte lungo le contrade:
            “ Fate del bene! Fatelo, fratelli!
            E’ per voi stessi!” 
     62   
            Ha nelle mani grossi pentoloni
           E sulle spalle una rude sporta.
           Pane ed avanzi calano dall’alto.
           Qualche denaro.
      63 
           Corpi piagati, soli, mendicanti,
           Menti malate, donne prostitute,
           Orfani, madri, vecchi, sventurati,
           Tutti raccoglie.
     64 
            Cuoce, riscalda, lava le scodelle,
            Trasporta l’acqua, pratica il bucato,
            Cura gl’infermi, veglia i moribondi,
            Tutto da solo.
     65  
            Cresce l’aiuto, prende nuovo slancio:
             Paga infermieri, compra le coperte,
             Nuove lenzuola, letti, biancheria…
             Questo straccione.
    66  
        Giunge notizia nelle alte sfere.
             Don Sebastiano, vescovo di Tuy,
             Scopre nell’uomo palpiti di Dio:
             Gli cambia il nome.
      67
             Poi suggerisce decorosa veste
             Per conferire dignità sacrale
             All’assistenza dei ricoverati.
             E lui accetta.
      68   
            Storpi, lebbrosi, monchi, muti, pazzi,
            Tignosi, vecchi, soli, pellegrini,
             Donne di vita, vedove, bambini…
             La sua famiglia.
      
    69    
             Lì si consuma per portare aiuto
             Come infermiere, medico, accattone.
             Ascolta, prega, porta una speranza
             Ad ogni letto.
     70     
             Schiavo di Dio, sempre indebitato,
             Confida in Cristo che provvede a tutto.
             Ha spese enormi, crescono i malati,
             Ma non si ferma.                   
    71      
             Divampa il fuoco presso l’ Ospedale,
             Il Regio brucia, chiamano Giovanni.
             Lui lo conosce meglio delle tasche.
             Entra da solo.
    72      
             Prende i malati come le fascine:
             Due per mano, uno sulla schiena.
             Chiude la bocca, passa tra le fiamme,
             Esce di corsa.
     73    
             Poi torna dentro, carica di nuovo,
             scappa tra il fumo, corre per le scale.
             Vince l’incendio con un altro Fuoco:
             Usa l’amore.
    74     
            Pensa all’inverno, al riscaldamento.
            Vuol fare legna nel torrente in piena.
            Cade malato dopo lo strapazzo.
            Cede la quercia. 
    75    
            La fiamma smorza, crolla l’organismo,
            La febbre avanza, l’anima si stacca.
            Finisce i giorni come una candela.
            Perde zavorra.
     76    
            Sollievo immenso il Vescovo gli reca
            Quando si accolla i debiti rimasti.
            Tolto il pensiero, Viatico richiede.
            E’ giusto l’alba.  
    77    
            Cala il silenzio, tacciono le voci.
            Con gl’occhi vuoti, come una scultura,
            Scende dal letto, si prepara al passo
            Solo con Dio.
    78      
            Muore in ginocchio, lì, sul pavimento,
            Come inchiodato, duro come il marmo,
            L’aspra casacca, stretto al Crocifisso…
            Radiosa Pasqua.
    79    
            Dietro la bara, tutta in processione,
            Piange Granada, mesta, silenziosa,
            L’uomo di Dio, pazzo per amore.
            Servo di tutti.                           
     80    
            Il resto è storia che perdura ancora,
            Sogno che abbraccia cinque Continenti.
            Amore antico, mezzi sempre nuovi.
            Cuore di Dio.  Amen.                                                                              
     
       
    CRISTO, NUESTRA FUENTE DE LA ALEGRÍA

    Biografía de los Santos versos ejecutable rítmica en el aire ‘”Iste confesor Domini colentes” sino también jugables, coros preferiblemente alternados. Durante la Novena, el texto se puede fraccionar en una base diaria.

     Autor: Angelo Nocent

    1       Cristo, fuente de nuestra alegría,
                En el templo sagrado llamado hoy en día,
                Elevamos la canción de gratitud:
                ¡Gracias, Señor!

     2           Toda la Iglesia celebra en el mundo
                La liturgia de un aniversario:
                Juan, el santo hombre de Granada,
      (Juan, nuestro santo fundador)
                E ‘en la gloria.

        3      La conmemoración de su existencia
                Y “fundación: sirve como un recordatorio
                Este viñedo es de Dios,
                Para él solo.

       4       Cuando el bebé deja el nido,
               parte de los sueños acumulados en la casa:
               tierras lejanas, lugares extraños …
               Brama aventuras.

         5     Los ojos inocentes beben en los alrededores:
               Valles largos, ríos, colinas, montañas,
               Maderas perfumadas y, además, España,
               Destino Meta.

     6        Para Oropesa, huérfano por elección,
               La familia es muy generosa;
               Estudió la pequeña, que crece de trabajo,
               Supervisa rebaños.

      7       Pero aquí hay un hombre, Don Francisco Alvarez,
              Cuente virtuoso patriota Duke,
              Lo que Dios hace a los gastos significativos
              En su testamento.

      8     Ordene y deseos, en su palacio,
              Un edificio para la aceptación
              De los peregrinos, los pobres y los enfermos,
              Las heridas de Cristo.

      9     John observa, fijado en la mente
             La iniciativa sin precedentes.
             La gente aprecia, bendice a los ricos
             Ella comparte.

     10    Un niño que crece, los sueños de aventura.
             No muy claro lo que quiere hacer.
             Mira a su alrededor, no ve más que las tierras
             Para cultivar.

      11  Hecho hombre, está examinando la propuesta
            Mayorallo que quiere novio
            De su hija, muy dispuesto.
            No es convincente.

      12  Se siente como estar en el punto de ebullición
            El anhelo de una nueva vida.
            Así se alistó en la infantería.
            Soldado Part.

      13    Elija una tropa de profesionales,
            Trabajo real, el cambio radical.
            El ambiente es muy fuerte, parece el lugar adecuado,
            Pero no es cierto.

      14    Dios le lleva a diferentes frente.
            Sin las riendas, conduciendo a una yegua;
            La bestia se desvía y se estrella contra el suelo.
            Y “medio muerto.

      15    Caída insípida, carente de heroísmo.
             Como un insecto, destreza miserables,
             Se deja caer en las rocas y se extiende durante horas.
             No hay ninguno.

     16      Después del impacto, sin consecuencias,
             Y “diseñado para montar en guardia.
             Perder un botín muy importante:
             Ropa de vestir y joyas.

     17      Encarcelado por traidor,
             Espera el día de la ejecución.
             Fue perdonado, pero ahuyentaron.
             Sueños Oropesa.

    18       Llega a casa, deteniéndose en la puerta.
            Está abierto a ella, Mayorallo.
            La abraza, llora, vive una esperanza.
            Sólo por un tiempo.

     19     Volver al redil, como un perdedor,
             Para pastorear el rebaño de nuevo.
             Casarse ahora? No, no se siente.
             Todavía se niega.

     20      La guerra santa, una noble cruzada,
             Mueva los cristianos de toda Europa.
             Alianza fuerte viene contra los turcos.
             Corre a la apelación.

      21     De marzo, de Viena. Backward Islam.
             Termina así, vuelva a casa.
             Cansado, agotado, goza de una licencia.
             Meta: Sevilla.

      22   ¿Cómo vivir? Por lo general, el comercio:
             Trae pesos, poner todo.
             Él está aquí para un poco: África le llama.
             Crease de Ceuta.

      23     La fortaleza se encuentra en Portugal.
            La guarnición es probable que sufra
            El impacto de los turcos, cada vez más acuciante.
            Pide refuerzos.

      24   En contra de los objetivos de los conquistadores
    Se erigen fortificaciones.
            Se buscan personas con grandes penurias.
            Los hay de muchos.

     25     Muchos gl’illusi, salarios miserables.
             Los criminales son legión.
             La disciplina reina con el látigo
             Y castigos.

      26     Se escapan del infierno en muchas atroz.
            Mejor con Moros y apostatar.
            Juan también pagar la contribución
            Ilusión.

      27    Desempleados en quiebra
            Almeyda Dell ‘que no pueden pagar,
            Trabajo de esclavos y asume el peso oneroso
            De la familia.

      28    Para el jefe sin más recursos,
            dividir las piedras, vende fuera de sus manos,
            Trabajar duro y con su salario
            Todos comen.

     29     Ver abjurar, intente compasión.
            Se escucha un “pulso, el misionero.
            Pero disuade fraile franciscano
            Qué confiesa.

     30     De Almeyda, después de la enfermedad,
             No hay señales, no hay más contacto.
             Sigue en la miseria, sangrado manos
             Y mucho de ello.

      31     Corazón inquieto, es fácil por carretera
             El deseo de volver a España.
             Embarcado y zarpar hacia Gibraltar.
             Promised Land.

      32      Se llega después de una tormenta.
              Búsqueda de empleo, sí ofrecen obrero.
              Guardar y abrir un pequeño negocio
              Libros usados.

    33        Él, portugués, muy convincente,
              Tiene el talento, entonces sobrevive.
              Pero el cuerpo cansado, pide parar
              Y los rebeldes.

      34      Si los libros son, la carga pesa.
              Es difícil de hacer la caminata
              Con el ‘mal tiempo, bajo el sol abrasador.
              Él quiere dejar.

      35      Sueña Granada, vivo, seductor,
              Las suaves colinas que los fans de la corona.
              Sus fuentes, gl’oleandri en flor,
              Dieciocho puertas.

      36      Son doscientos mil habitantes,
              Fermenta el nuevo, amplio gl’orizzonti.
              Quiere ir allí de nuevo y se va en el camino
              Para habitar allí.

     37       Vive y trabaja como un inspirado.
              La idea de Dios se mueve matón.
              Pesa el pasado ha dejado su huella.
              Lo que le espera?

      38      Libros y pensamientos vagan con él,
              En los distritos, las calles, las colinas
              Está convencido de que la elección es correcta.
              Pero nadie en casa.

     39       No se puede explicar cómo el corazón inquieto
              Han encontrado una calma serena.
              Respire profundamente, profundamente dormido enteros,
              Habla con Dios

    40       Buscar en la tienda. Encontrar un armario
             Para algunas empresas, en Porta Elvira.
             ¡Qué maravilloso es difundir los productos,
             Cierre de la noche!

      41     Este cometa ha viajado por el mundo,
             Saboreando muchas decepciones,
             Caras de previsión tormenta
             De Wind and Fire.

      42     La ermita se celebra San Sebastián
             Y él, Juan, se sienten a unirse.
             Siga la multitud, vaya a la función
             Cómo remolcado.

      43     Viene a hablar gran predicador,
             Hombre de Dios, santos y temerosos de Dios.
             Siempre se mueve, profundizar
             Cada conciencia.

      44     John escucha, dirige su vida.
             Se siente la necesidad de reparación.
             Se abre a la gracia que te toca el corazón.
             Sale molestos.

     45      “Sígueme, vaya …” A mí me parece que decirle
             Como una voz, no en más.
             Abre gl’occhi y se da cuenta
             Que Dios le habla.

     46      No, él no sospecha lo que puede querer
            A partir de él la fuerza que hace que la presión,
            Las curvas, empuja, volantes su corazón.
            Y ‘Pentecostés.

     47     Dagl’occhi roja brota una fuente:
           Lágrimas cálidas, claras, salados,
           Tierno y dulce, las mejillas encendidas,
           Profusamente.

      48   Fuera de la iglesia, qué lloras, lloras;
           “Mercy”, pidiendo a gran voz,
            Se lanza en el suelo, voltola en el barro.
            Taken es una locura.

      49    Sola locura, Cristo Crucificado!
            Y él, Juan, fijando su Maestro,
            Y la materia gl ‘debe entenderse,
            ¿Cómo le siguen.

     50     Lo que le espera? El Royal Infirmary,
            Sector independiente, la de los dementes.
            Y no maduran, el aislamiento,
            Su destino.

      51    Observe cuidadosamente este triste ambiente
            Hecho del enfermo sin razón.
            En las pupilas fijas sus rostros,
            En el corazón de los nombres.

      52    Cuando se descarga, cambiar a Guadalupe,
            Alla Madonna pide, como en Caná,
            En intervenir en la situación
            No hay futuro.

     53     Regreso a Granada a dar todo.
            Sólo tiene un cuerpo, lo que puede valer la pena?
            Menos que nada o, tal vez, más que el oro,
            Si no hay fe.

     54     Se está haciendo frío. Vaga con las manos vacías.
            No tenía dinero, privado de una casa,
            Los recortes de madera, y vende acciones
            Con mendigos.

      55    El terreno está listo. El sembrador
            Cuente con el campo trabajado durante mucho tiempo.
            Ahora John, cayó en la tumba,
            Se puede germinar.

      55    Un relámpago cruzó por la mente:
            Busque los ricos para poder dar
            Para aquellos que no se atreven, en su pobreza,
            Levante la cabeza.

     56     Que van desde Venegas, murió conversos.
            “Mandatos del corazón,” Ley sobre el portal.
            Él sube las escaleras, golpes, es bienvenida.
            Y durante la noche.

     57     Luego, al día siguiente, y durante unos días,
            Sale y vuelve siempre en la compañía:
            Madera Solita, nuevo mendigo
            Para solucionar.

      58    Él pregunta, aboga por el extraño.
            Alojamiento y comida está asegurada.
            En el gran patio se extiende paletas:
            La primera piedra.

     59     Esta situación no puede durar.
            Se arrienda un edificio,
            Siempre confiando en benefactores
            Que Dios envía.

     60     Llega la obra de un genio audaz,
            Simplemente, la inseguridad.
            El tratamiento de los cuerpos y cuidar el corazón:
            Esa es la meta!

      61    Delgada y de color amarillento, siempre mal vestido,
            Gritos en la noche a lo largo de los distritos:
            “Haz el bien! No, mis hermanos!
            E ‘por ti mismo! ”

     62    Él tiene grandes ollas manos
           Y sobre su espalda una cesta grosero.
           Pan y desechos descienden de lo alto.
           Un poco de dinero.

      63   Cuerpos doloridos, solo, mendigos,
           Mentes enfermas, prostitutas femeninas,
           Los huérfanos, madres, ancianos, infeliz,
           Todas las selecciones.

     64    Cocina, calefacción, cuencos de lavado,
           Lleva agua, practicar la ropa,
           Curar a los enfermos, los moribundos, la vigilia,
           Todo por el mismo.

     65    Creciendo ayuda, toma un nuevo impulso:
           Enfermeras, comprar mantas, Pay
           Nueva ropa de cama, camas, ropa de cama …
           Este mendigo.

    66    Noticias viene en las altas esferas.
          Don Sebastián, obispo de Tuy,
          Descubre humanos latidos del corazón de Dios:
          Los cambios de nombre.

    67    Luego sugiere vestido decente
             Dignificar sacra
             El cuidado de los pacientes.
             Y él acepta.

      68

            Tullidos, leprosos, lisiados, mudos, locos,

            Tignosi, viejo, solo, peregrinos,

             Las mujeres de la vida, las viudas, los niños …

             Su familia.

      

    69       No se consume para llevar ayuda
             Como enfermera, doctor, mendigo.
             Escucha, por favor, trae una esperanza
             Para cada cama.

     70      Esclavo de Dios, siempre en deuda,
             Confía en Cristo todos serán.
             Tiene enormes gastos, crecen enfermos,
             Pero no se detiene.

    71       Raging incendio en el “Hospital
             El Royal quemaduras, llame a John.
             Lo mejor de los bolsillos sabe.
             Ingresa solo.

    72       Lleva a los enfermos como los paquetes:
             Dos manos, una en la parte posterior.
             Cierra la boca pasa a las llamas,
             Se agota.

     73      Entonces de nuevo, cargar de nuevo,
             escapa a través del humo, corre por las escaleras.
             Vince el fuego con otro fuego:
             Utilice el amor.

    74       Piense en invierno, la calefacción.
            ¿Eso tiene la madera en el torrente.
            Se enferma después de la fatiga.
            Cede el roble.

    75      Los subsidios de llama, los colapsos del cuerpo,
            La fiebre progresa, el alma se separa.
            Termina el día como una vela.
            Baje de peso.

     76     Obispo le trae gran alivio
            Al asumir las deudas permanecían.
            Sin el pensamiento, Viático requiere.
            Lo ‘sólo la salida del sol.

    77      Cae el silencio, las voces son silenciosas.
            Con gl’occhi vacío, como una escultura,
            Sale de la cama, a punto de dar un paso
            Sólo con Dios.

    78      Murió de rodillas, allí, en el suelo,
            Cómo clavado duro como el mármol,
            El pelaje áspero, cerca del Crucificado …
            Radiant Pascua.

    79      Detrás del ataúd, todos en la procesión,
            Granada llora, triste, silencioso,
            El hombre de Dios, loco de amor.
            Siervo de todos.

     80     El resto es historia que aún perdura,
            Sueño de los cinco continentes.
            Amor antiguos siempre nuevos medios.
            Corazón de Dios, Amén.

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