PAPA FRANCESCO CI EDUCA ALLA MISERICORDIA – Angelo Nocent

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DISCORSO AI PARROCI DI ROMA

Riporto alcune preziose considerazioni che Papa Francesco ha rivolto ai parroci di Roma ma che, per tanti versi,  riguardano l’intero Popolo di Dio.

Egli ha parlato dell’importanza della MISERICORDIA.

Che cosa significa, per un prete, misericordia?

Il prete è chiamato ad avere un cuore che si commuove.

I preti “asettici” non aiutano la Chiesa.

2014-03-10

La Chiesa dobbiamo pensarla come un ospedale da campo. C’è bisogno di curare le ferite, tante ferite. C’è tanta gente ferita dagli scandali, dalle illusioni del mondo. Prima si devono curare le ferite aperte, ma anche le ferite nascoste.

Mi viene in mente che nella Legge mosaica i lebbrosi venivano sempre allontanati… e loro si allontanavano portando le loro ferite dentro. Ma volevano una carezza. A voi, cari confratelli, domando:

  • Voi le conoscete le ferite dei vostri parrocchiani?
  • Le intuite?
  • Siete vicini a loro?

Papa Francesco in coonfessionale

Misericordia significa né manica larga né rigorosità….


Parlando del sacramento della Riconciliazione…

–   il sacerdote rigorista inchioda le persone alle leggi in modo freddo e rigido….

– il lassista invece se ne lava le mani e solo apparentemente è misericordioso, ma in realtà non prende coscienza del problema di quella persona, minimizzando il peccato.

La vera misericordia si fa carico della persona, la ascolta attentamente, si accosta con rispetto e con verità alla sua situazione e la ACCOMPAGNA nel cammino della riconciliazione.

E questo è faticoso, certamente. Il sacerdote misericordioso si comporta come il buon samaritano. Ma perché lo fa?

Perché il suo cuore è capace di compassione. E’ il cuore di Cristo. Sappiamo bene che né il lassismo né il rigorismo fanno crescere nella santità.

Molti rigoristi sembrano santi…ma il rigorismo non santifica né il prete né il fedele, né il rigorismo né il lassismo.

La misericordia invece accompagna e fa crescere nella santità.

In che modo?

Attraverso la “sofferenza pastorale”.


Cosa significa?

 

  • Significa “soffrire per e con le persone”:
  • Soffire come un padre e una madre soffrono per i figli.
  • Emi permetto di dire con ansia.

Per spiegarmi, vi faccio alcune domande che mi aiutano anche quando io sono solo davanti al Signore:

  • Dimmi, tu piangi?
  • O abbiamo perso le lacrime?
  • Quanti di noi piangemmo davanti alla sofferenza di un bambino, davanti alla distruzione di una famiglia?
  • Davanti a tanta gente che non trova un cammino?
  • Il pianto del prete….
  • Tu piangi il tuo popolo? 
  • Dimmi, tu fai la preghiera di intercessione davanti al tabernacolo?
  • Tu discuti con il Signore come ha fatto Mosè?
  • Com’è il tuo rapporto con i bambini, con gli anziani, con i malati?

Il sacerdote e il levita non seppero avvicinarsi.


Forse il prete dice “devo andare alla Messa, non posso arrivare in ritardo”…. “non ho tempo ora”….

Abbiamo il cuore chiuso…il cuore chiuso cerca sempre una giustificazione…

Io vi confesso, a me fa bene a volte leggere l’elenco su cui sarò giudicato… E’ in Matteo 25…

Quanto bene fa un prete misericordioso, un prete che lava le ferite!

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E NOI LAICI?

Se il nostro non è un “sacerdozio ministeriale”, resta il fatto che, per via del Battesimo, siamo partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale non  della gerarchia, ma di Cristo. La fonte è sempre Gesù. Lo afferma  chiaramente san Pietro: «Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio  regale, la nazione santa». 

Il Concilio Vaticano II, nel documento sull’Apostolato dei laici, dice: «C’è nella Chiesa diversità di ministeri ma unità di missione. Gli apostoli e i loro successori hanno avuto da Cristo l’ufficio di insegnare, reggere e santificare in suo nome e con la sua autorità. Ma anche i laici, essendo partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, all’interno della missione di tutto il popolo di Dio hanno il proprio compito nella Chiesa e nel mondo… I laici derivano il dovere e il diritto all’apostolato dalla loro stessa unione con Cristo capo» (AA 2-3).

Nella nostra “piccola Chiesa domestica“, ma anche nella Chiesa locale e nella Società, possimamo sperimentare le stesse fragilità che critichiamo nei presbiteri. Anche noi possiamo avere il cuore chiuso. E il cuore chiuso cerca sempre una giustificazione.

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San Giovanni di Dio - Urna

O GLORIOSO SAN GIOVANNI DI DIO


tu che sei stato scelto dal Signore
per dare soccorso e conforto
ai fratelli poveri e malati,
ottienici dalla Volontà dell’Eterno Padre
di possedere la tua stessa carità
che ti ha reso Santo.

Fà che tutti noi
possiamo essere pronti
al grido d’aiuto del nostro prossimo
e che le nostre opere siano gradite
agli occhi del Signore
per la Sua maggior Gloria. 

San Giovanni di Dio - Reliquia

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“Uomo di misericordia fu Giovanni: la sua compassione non venne mai meno”.

San Giovanni di Dio in processioneSan Giovanni di Dio – Processione per le vie di Granada

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“Giovanni, nostro padre, che fosti insigne esempio di ardente carità, implora su di noi lo spirito di amore, che ricopra la moltitudine dei nostri peccati”.

_Scan10494 Basilica di San Giovanni di Dio - Granada

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Una risposta a PAPA FRANCESCO CI EDUCA ALLA MISERICORDIA – Angelo Nocent

  1. Rita ha detto:

    Il mio parroco dà molta importanza al sacramento della Riconciliazione; lui è uno che davvero cura le ferite e segue passo passo tutti i suoi parrocchiani. Ogni giorno dobbiamo pregare per i sacerdoti e per i religiosi. Se si impegnano tutti, davvero possono dare una svolta a questa nostra società.

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