LA PORTA N. 6 – Metanoèite: cambiate mente! – Don Giorgio

Metanoeite: cambiate mente!

Domenica 26 febbraio 2012: Prima di Quaresima

Is 57,1-58,4a; 2Cor 4,16b-5,9; Mt 4,1-11

Inizia il periodo della Quaresima: tempo “forte” di conversione. Con l’aggettivo “forte” la Liturgia non intende tanto sottolineare l’importanza, quanto invece marcare la presenza di significati profondi e stimolanti, di valori da riscoprire con una più intensa attenzione da parte non solo dei credenti, ma di ogni essere umano che sente il bisogno di rinnovarsi interiormente, di risvegliare la propria coscienza, di dare al proprio essere quel primato che la vita ordinaria è portata a sminuire, addirittura a togliere, sommersa da mille preoccupazioni d’ogni genere.

La Quaresima è dunque una proposta per tutti, se è vero che, come ha detto il cardinale Carlo Maria Martini, il mondo andrebbe diviso non tra credenti e non credenti, ma tra persone pensanti e non pensanti. Dunque ciò che distingue non è tanto la fede, quanto il pensiero.

Noi credenti abbiamo ridotto la Quaresima a qualche momento in più di preghiera, di catechesi, soprattutto abbiamo puntato molto sul digiuno e sulle rinunce, su qualche opera caritativa. Anticamente la Quaresima era riservata alla preparazione in vista del Battesimo (che nei primi cinque/sei secoli veniva amministrato agli adulti), poi è diventato il periodo in cui intensificare la preparazione agli altri sacramenti cosiddetti della iniziazione cristiana (eucaristia e cresima). La Quaresima ha assunto anche un carattere penitenziale, diciamo un po’ funereo: basterebbe pensare al colore liturgico, il morello o addirittura il nero, basterebbe pensare alle statue che venivano ricoperte.

Lo scopo era anche educativo: mettere al centro il Mistero della Passione di Cristo in vista della Pasqua. Basterebbe pensare all’importanza che ha tuttora per noi di rito ambrosiano la pratica della Via Crucis.

Senz’altro è utile la preghiera, è preziosa anche la lettura di una pagina della Bibbia, sono opportuni incontri di riflessione. Ma ciò che dovrebbe caratterizzare questo momento diciamo provvidenziale della Quaresima è soprattutto prendere coscienza di chi siamo: esseri pensanti.

Il grande filosofo francese Biagio Pascal ha scritto: “L\’uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante”. Ma la canna si può piegare e spezzare al soffio dei venti. Siamo soggetti continuamente alle prove che mettono a grave rischio la nostra coscienza, ovvero il fatto che pensiamo. Il male peggiore non è tanto la mancanza di fede quanto il dover vivere come automi: canne che non pensano.

Anzi il male peggiore è una fede che droga la mente: il fondamentalismo religioso toglie la ragione, toglie perciò il nostro essere “pensanti”. I dubbi ci vogliono per stimolarci a riflettere. Guai se non ci fossero le tentazioni a mettere a dura prova la nostra fede! Non maturiamo se ci chiudiamo in un recinto o in un gruppo protettivo. La Chiesa di Cristo non garantisce a nessuno un quieto vivere. Cristo stesso è stato tentato nella sua missione di salvatore del genere umano. Nelle tentazioni di Cristo possiamo cogliere il senso autentico della nostra missione di cristiani e, diciamo in genere, di esseri pensanti.


Nel leggere il racconto delle tentazioni, che ci è stato tramandato, benché in versioni diverse, da Matteo, Marco e Luca, stiamo attenti: anche qui, come al solito, la Chiesa-religione ha frainteso, puntando talora (favorendo così la fantasia popolare) sulla spettacolarità, senza dirci con chiarezza che il racconto non va preso alla lettera, ma in senso figurato.

Marco ad esempio si limita a dire: “E subito (dopo il Battesimo nel Giordano) lo Spirito lo sospinse (sospinse Gesù) nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana”. Quindi Marco (non dimentichiamo che fu il primo a mettere per iscritto il Vangelo) non dice nulla sulle modalità delle tentazioni di Gesù.

Matteo e Luca, invece, specificano che si è trattato di tre tentazioni e si soffermano sulle modalità, ma non concordano nell’ordine:

– per Matteo Gesù è stato condotto prima sul punto più alto del tempio e poi su un monte altissimo,

– per Luca Gesù è stato condotto prima sul monte e poi sul pinnacolo del tempio.

Già questi voli pindarici sanno di fantasia e farebbero ridere se venissero presi in senso letterale. Favorendo questa interpretazione letterale e fantastica, si è fatto perdere il senso della tentazione. E poi non dimentichiamo che, come concordano gli studiosi, non c’è stata come una concentrazione temporale e spaziale delle prove a cui è stato soggetto Gesù, ma tutta la vita di Cristo è stata una tentazione.

E allora è importante cogliere il senso della parola “tentazione”. Anzitutto il numero tre sta a indicare la perfezione: nelle tre prove a cui Cristo è stato sottoposto possiamo vedere tutte le possibili tentazioni dell’uomo.

C’è un altro aspetto interessante, a cui facciamo poco caso: i tre evangelisti notano che a spingere Gesù nel deserto per essere tentato non è stato il diavolo, ma lo Spirito santo.

Anche qui, quante confusioni: facilmente noi riteniamo la tentazione già in sé come se fosse un peccato. La tentazione è una prova di Dio per farci maturare. La vera tentazione di Cristo è stata quella del Getsemani e sulla croce: abbandonato dallo stesso Padre. Le prove ci vogliono per farci maturare.

Anche qui, educare i figli non significa tenerli nella bambagia, lontano dai pericoli di una società in cui devono pur vivere un domani. Educare allora non significa tarpare loro le ali per non farli volare, o lasciarli in gabbia, significa invece farli camminare da soli, pur accompagnandoli gradualmente nei loro passi. La stessa cosa vale per noi adulti. Quando si tratta di fare delle scelte non possiamo sempre dipendere dagli altri.

Fatta la scelta, dobbiamo camminare da soli, assumendoci anche delle responsabilità nel campo sociale. E le prove non mancheranno mai. Nella liturgia ho trovato questa frase a proposito del santo: colui che poteva fare del male, ma non l’ha fatto. Poteva…

A me non piacciono espressioni del tipo: quella persona è di una bontà tale che non è capace di fare del male nemmeno ad una mosca. Che significa? Più si è tentati a fare il male, più si cresce, si matura. La vita stessa è una prova quotidiana. Appena ci alziamo, dobbiamo essere pronti ad affrontarla, senza schivare le difficoltà, ma affrontandole se vogliamo crescere e maturare.

Sarebbe interessante soffermarci sulle tre tentazioni di Cristo, ma anche qui non voglio ripetermi, già l’ho fatto negli altri anni. Vorrei invece dire qualcosa sulla parola “conversione”, che la liturgia ci ripete con le parole stesse di Gesù nel Vangelo.

Subito dopo i quaranta giorni vissuti nel deserto, Gesù inizia la sua missione annunciando il Regno di Dio con queste parole: “Convertitevi e credete nel Vangelo”. La parola “conversione” è stata intesa in diversi modi, principalmente nel senso moralistico, ovvero: cambiate comportamento di vita, tornate sulla retta via osservando i comandamenti di Dio.

Nel testo originale greco troviamo “metanoèite”, che andrebbe letteralmente tradotto: “cambiate mente, modo di pensare”. Quindi, prima che di un cambiamento di tipo morale, che riguarda cioè il nostro agire, si tratta di un cambiamento di mentalità.

È inutile, tempo perso dire ad una persona: Compòrtati bene, se quella persona continua a vedere le cose in un modo sbagliato, ha una visuale distorta del mondo. Sta qui per me l’errore madornale di una Chiesa che ha sempre privilegiato la morale, addirittura inventando un nuovo ramo della teologia.

Si può parlare di teologia morale? La teologia precede la morale. In parole più semplici: il concetto che ho di Dio è essenziale se voglio dare un certo indirizzo comportamentale alla mia vita.

Se ho di Dio un concetto misero, avrò anche della mia vita un concetto misero. Gesù Cristo non è venuto per darci una nuova morale, ma a rivelarci il vero volto del Padre. E da qui, dal nuovo volto del Padre, deriva poi la morale. Allora può avere un senso parlare anche di teologia morale, ovvero di un’idea nuova di Dio da cui deriva una nuova morale.

Ma che cosa è successo lungo la storia della Chiesa? È successo che si è perso il volto di Dio, si è offuscata la sua immagine, e perciò la morale ha perso il suo vero senso: si è tornati a dare più importanza al sabato mettendo al suo servizio la dignità stessa dell’essere umano, figlio di Dio.

Un esempio chiaro di come già la Chiesa primitiva aveva in parte tradito il Vangelo sono le interpretazioni delle parabole del buon seminatore e della zizzania. L’interpretazione che ne viene data non è di Cristo, ma della Chiesa, che ha ridotte le due parabole sul piano moralistico. Cristo aveva puntato l’obiettivo sul volto del Padre, la Chiesa invece ha puntato l’obiettivo sul comportamento umano. Da parabole teologiche sono diventate parabole moralistiche.

Metanoèite: cambiate mente, ovvero mentalità, il modo di vedere le cose, e da qui cambierà il vostro stile di vita. Oggi parliamo di visuale più aperta, di uscire da una concezione ristretta della vita. Dalla quantità si deve passare alla qualità, dalle cose all’essere, da un’impostazione mercantile della società ad una concezione più umana, mettendo al centro la dignità della persona. Dobbiamo uscire anche da una ristretta visuale di fede, dallo schema di una religione che mortifica l’essere umano in nome di un dio costruito in funzione della stessa struttura religiosa.

Anche nella nostra società sentiamo dire che bisogna cambiare stile di vita, ed è giusto. Ma anche qui: prima di cambiare stile di vita bisogna cambiare il nostro modo di vedere la vita. Oggi parliamo anche di nuova cultura di vita. Ed è qui su una nuova cultura di vita che si gioca il futuro dell’umanità.

Non si può più andare avanti a produrre cose, a consumare cose, a pensare solo cose. Siamo in un cerchio chiuso: non ne usciremo più se non cambiando il modo di vedere la vita. Qui non c’entra tanto la religione in quanto religione. Casomai c’entra quel volto di Dio che Cristo ci ha rivelato, ma che purtroppo è stato quasi subito offuscato dal cristianesimo ridotto a religione.

Puntiamo l’obiettivo in alto, verso grandi ideali, e cambieremo stile di vita, cambieremo la società. La Chiesa riprenderà a decollare solo quando uscirà dal pantano in cui oggi si dibatte, la politica riprenderà il suo ruolo: quello di servire il Bene comune, uscendo dalla crisi che, prima che economica, è crisi di valori.

Metanoèite: cambiate mente, questo vale anche per le nostre comunità cristiane. Rimangono ancora oggi vittime di una religione del fare, di un sacramentismo solo rituale, di una morale formalistica. Occorre puntare l’obiettivo sul volto di Dio, quello di Cristo, e nel volto di Dio, che è Cristo, potremo riscoprire il Cristianesimo, ovvero l’Umanesimo integrale.        

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12 risposte a LA PORTA N. 6 – Metanoèite: cambiate mente! – Don Giorgio

  1. lucetta ha detto:

    Ho ascoltato e letto con attenzione. Alcune frasi come:
    “La tentazione è una prova di Dio per farci maturare”
    “Prendere coscienza di chi siamo: esseri pensanti.”
    “Siamo soggetti continuamente alle prove che mettono a grave rischio la nostra coscienza, ovvero il fatto che pensiamo.”
    Mi hanno chiarito alcuni dubbi personali però a volte mi è sembrata un’omelia per persone che hanno già iniziato un cammino di conversione e sono avanti……

    E’ solo una mia opinione trascurabile.
    ————————————————————————————————————————-
    Riporto qui di seguito la riflessione di un amico sempre sulla 1^ domenica di quaresima che mi è sembrata alla portata di “pensanti e non pensanti”
    “Gesù, pieno di Spirito Santo fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni,
    fu tentato dal diavolo” (v. 1)
    GESU’ RESPINGE IMMEDIATAMENTE LA TENTAZIONE,NELLO SCONTRO RISULTA VITTORIOSO.
    “Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui” (V. 13).
    Vediamo ora alla MOVIOLA le mosse giocate dal diavolo in questo match.
    ATTENZIONEEEEE!!… perché il diavolo è senza fantasia:sono le stesse mosse che fa con te!

    Il MATCH si svolge in TRE MOSSE:
    Prima tentazione: vivere di solo pane, intendendo per pane le cose materiali, soldi, sesso, pellicce, case, macchina, TV, ecc. Star bene, riempiendo lo stomaco e il proprio portafoglio.

    Seconda tentazione: il potere. Prevalere sugli altri con ogni mezzo per affermarsi.
    Già a scuola ,in prima elementare, c’è il primo della classe che guarda con disprezzo l’ultimo.
    ……Gli onori, la gloria umana. Che pena!

    Terza tentazione: fare di Dio un idolo. Tirarlo fuori quando c’è qualche necessità e se le cose non vanno come si vorrebbe, prendersela con lui “che non mi ha ascoltato, io che sono tanto buono…” Dio inteso come una polizza di assicurazione contro i rischi.
    LA TATTICA CHE IL DIAVOLO USA CON TE, è…. prepararti L’ESCA ADATTA.
    Come? Si, il diavolo è un grande professionista.
    Ti analizza attentamente con ogni genere di prove, per rendersi conto della tua natura, delle tue tendenze, della tua forza e delle tue debolezze.
    Egli impara a conoscerti come neppure immagini.
    Una volta individuate le tue FAMI,
    ecco che si accosta presentandoti il cibo appropriato.
    Agisce come ogni esperto cacciatore che, per ogni specie animale,
    appronta l’esca adatta.
    Sei un lussurioso? Ecco che ti presenta la donna.
    Sei attaccato al denaro? Ecco che ti mostra una vita facile e disonesta.
    Sei impaziente? Ecco che ti provoca all’ira, approfittando degli innumerevoli inconvenienti della vita quotidiana.
    Satana approfitta anche delle tue stanchezze e dei tuoi nervosismi, delle mancanze di sonno, della debolezza fisica o psicologica e persino della tua malattia!!!..
    Egli usa a suo vantaggio anche i più piccoli dettagli della vita quotidiana.
    Gesù ti dà le ARMI per VINCERE LA TENTAZIONE.

    Come Davide, davanti a Golia, hai a disposizione 5 sassi:
    1. LA PAROLA DI DIO come spada potente dello Spirito.
    2. LA PREGHIERA ASSIDUA che è la nostra arma più raccomandata, in modo speciale il ROSARIO, la preghiera più temuta dal Diavolo (pensa che ha talmente paura di Maria, che negli esorcismi non pronuncia mai il suo nome e non sopporta che qualcuno preghi il rosario).
    3. L’EUCARISTIA l’arma delle armi.
    4. L’AMORE: se ami, non c’è spazio per il diavolo.
    5. LA TATTICA: non perdere tempo per pensare alla tentazione, ma quando si presenta dì: “Và via, non voglio occuparmi di te”.

    TI RENDI CONTO CHE PUOI VINCERE ANCHE TU?
    Gesù nel deserto si è liberato di satana per liberarci da satana! E’ la gioiosa notizia con cui iniziamo questo tempo prezioso:
    in questo senso tutta la Quaresima è un tempo di esorcismo perché un tempo di purificazione dal male.
    Approfitta di questa grazia! Intensifica il tuo rapporto con Gesù,prendi in mano i 5 sassolini e usali!
    Inizia ad allenarti.
    Ultimo avviso: SONO PREVISTI CONTROLLI ANTI-DOPING.
    Ecco la lista di ciò che puoi assumere:
    Unico alimento ammesso: l’EUCARESTIA
    Unico integratore di energie ammesso:
    lo SPIRITO SANTO
    Migliore allenatore e preparatore atletico a tua disposizione: GESU’

    • msilvia2 ha detto:

      Grazie.
      … il ROSARIO, la preghiera più temuta dal Diavolo….
      Possiamo pregarlo insieme?

      • msilvia2 ha detto:

        Perchè ora, pregare, mi risulta oscuro.
        Non so proprio come, che cosa.
        Mi pare di avere pregato tanto e che tutto sia stato vano.
        ………………….
        Mi conforta questa Parola,
        «Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, perché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio» (Romani 8, 26-27).

        Soffro questi gemiti inesprimibili.
        .. i desideri dello Spirito
        ..i disegni di Dio.

  2. angelonocent ha detto:

    IL don Giorgio, di Lecco, oltre ad essere parroco che parla alla sua gente, è un polemista formidabile, spesso un “guastafeste”, ma che al Card. Martini non dispiaceva.

    Le riflessioni del tuo amico ci arricchiscono ulteriormente.
    Lui mi sembra un esperto allenatore della squadra di calcio,
    uno che che conosce bene i segreti del mestiere.

    Forza Roma!

  3. msilvia2 ha detto:

    Pregare ascoltando un frate, non è un pregare “insieme”, con chi sa e condivide.
    Grazie comunque.

    • lucetta ha detto:

      Forse tu Silvia proponevi un rosario recitato insieme tramite skipe? Oppure ho capito male?

      • msilvia2 ha detto:

        Non so,Lucia.
        Non potrò mai pregare insieme, nemmeno con skipe. Posso solo sperare e credere che tu, Angelo e chi passa e legge, faccia arrivare a Dio la preghiera muta che urge dentro di me.
        Una preghiera necessaria e inesprimibile.
        Un Rosario, perchè lo Spirito Santo e Maria ci liberino dal male.
        Insieme, nelle intenzioni e nella speranza.
        Grazie sempre.

  4. angelonocent ha detto:

    Il giorno 20 marzo ci sono stati 93 contatti.
    Se una qualche Ave Maria è scappata ai visitatori, niente di male, no?

    • msilvia2 ha detto:

      Chi canta, prega due volte…
      Grazie. A te e alle eventuali Ave Maria…

      • angelonocent ha detto:

        Accogli, o Dio pietoso,
        le preghiere e le lacrime
        che il tuo popolo effonde
        in questo tempo santo.

        Tu che scruti e conosci
        i segreti dei cuori,
        concedi ai penitenti
        la grazia del perdono.

        Grande è il nostro peccato,
        ma più grande è il tuo amore:
        cancella i nostri debiti
        a gloria del tuo nome.

        Risplenda la tua lampada
        sopra il nostro cammino,
        la tua mano ci guidi
        alla meta pasquale.

        Ascolta, o Padre altissimo,
        tu che regni nei secoli
        con il Cristo tuo Figlio
        e lo Spirito Santo. Amen.

        Dalla liturgia odierna dei vespri.

  5. lucetta ha detto:

    Cara Silvia conta pure sulle mie povere preghiere quotidiane. Non ti dimentico.

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