SOSPINTI DALLO SPIRITO – Angelo Nocent – “Buon giorno, Spirito Santo!”

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Benvenuto, Papa Francesco, a soffiare sulle vele della Chiesa con il fiato dello Spirito!

Ieri, 2 Giugno 2014, una grande gioia mi ha pervaso l’anima, assistendo in diretta TV all’incontro del Papa con il mondiale  Rinnovamento nello Spirito, di cui i GLOBULI ROSSI sono espressione infinitesimale.

Papa Francesco e il RNS

Per la cronaca:

Roma, 1 giugno 2014 – Novanta minuti allo Stadio Olimpico. Papa Francesco si è fermato lo stesso tempo di una partita di calcio. Accolto da una lunga ovazione degli oltre 50.000 fedeli che lo aspettavano per presenziare il 37esimo raduno nazionale del gruppo cattolico ‘Rinnovamento dello spirito’.

Il Pontefice ha percorso a piedi un tratto del prato dello stadio per raggiungere il palco, che è lo stesso del concerto tenuto ieri da Ligabue. Ad accompagnarlo, il presidente del RnS Salvatore Martinez e il reggente della Casa Pontificia, padre Leonardo Sapienza. Mentre alcuni delegati che erano ai lati del percorso lasciato per il Papa hanno potuto stringergli la mano, dagli spalti sono iniziate le ole e i canti, mentre molti gridavano: “Francesco!”.

“Una sola parola, vicinanza: vicinanza a Gesù nella preghiera e nell’adorazione, vicinanza al Signore e vicinanza alla gente, al popolo di Dio. Siate vicini alla gente. Vi chiedo una doppia vicinanza: vicinanza a Gesù e vicinanza alla gente”, ha risposto così Papa Francesco ad un giovane prete siciliano che gli ha rivolto un saluto a nome dei mille sacerdoti presenti oggi pomeriggio allo Stadio Olimpico in occasione della Convocazione del Rinnovamento nello Spirito.

“I nonni, gli anziani, sono l’assicurazione della nostra fede”. “Le nonne e i nonni – ha detto Bergoglio – sono la nostra forza, la nostra saggezza”. “Gli anziani che tante volte noi scartiamo sono la saggezza della Chiesa”, ha proseguito il Papa. “Quella nonnina Anna ha canonizzato le chiacchiere perchè invece di fare pettegolezzi andava da una parte all’altra a dire che era arrivato il Salvatore”, ha aggiunto Bergoglio.

Papa Francesco si è poi inginocchiato mentre – al termine del suo discorso – i 52mila militanti del Rinnovamento nello Spirito hanno pregato invocando su di lui la benedizione del Signore, come lo stesso Bergoglio aveva chiesto appena eletto, il 13 marzo del 2013 nel primo contatto del nuovo Papa con la folla dalla Loggia di San Pietro. A ricordarlo, esortando i presenti alla preghiera per il Papa, che è stata fatta da tutti i presenti cantando con le mani alzate, è stato il presidente di RnS, Salvatore Martinez.

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Quelli che come me appartengono agli “…anta”, sanno benissimo che, prima di toccare il traguardo dei cento anni, vi sono sei tappe intermedie, tutte in discesa. Fatti i conti con le dita, io mi trovo già proiettato verso la quinta pendenza e vi assicuro che si prova la brezza dell’antico adagio latino: motus in fine velocior”. Tradotto in soldoni, significa che, anche senza pedalare, la bicicletta della vita prende da sola sempre maggior velocità, quasi vertiginosa, da brivido. Ma il pensiero del “traguardo” rende euforici anche quando ai polpacci si fanno sentire i crampi.

Naturalmente non penso ai cento anni ma al Paradiso, la meta desiderata, la Patria, cui aspira tutto l’essere. Se c’è un motto che mi ha tenuto compagnia fin dalla mia giovinezza, pur con tante contraddizioni, è proprio questo: Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno(Fl 1, 21).Con ciò che segue: state saldi in un solo spirito e combattete unanimi per la fede del Vangelo, senza lasciarvi intimidire in nulla dagli avversari”.(Fl 1, 27-28).

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Ripartire dal Cenacolo

Per quel poco di saggezza che può venire dai capelli bianchi, devo subito premettere che solo lo Spirito Santo può convertire a Cristo. Del resto, questo è proprio il fine assoluto e totale di tutto il Suo agire nella storia. Ma nella sua realtà storica, l’uomo, già dalla giovinezza e ancor più nell’età matura, si rivela come essere tendenzialmente chiuso, diffidente, sempre attento a difendere il suo esiguo patrimonio personale, privo di fiducia in se stesso. Quante volte nella vita mi sono sentito come votato alla morte, preso nei lacci dell’egoismo e dell’ambizione, incapace ad uscirne. Se dovessi farmi l’autoritratto, non troverei di meglio che prendere a prestito le parole dell’apostolo Paolo:

  • Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene:
  • in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo;
  • infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio.
  • Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.
  • Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me.
  • Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio,
  • ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra.
  • Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Rm 7, 18-24).

La constatazione maturata negli anni è questa: il punto di partenza per non chiudermi in me stesso è proprio il lasciarmi guidare dallo Spirito, nella consapevolezza di incapacità a raggiungere la pienezza della conversione a Cristo.

Se a qualcuno può interessare, vorrei però aggiungere che esistono dei segni rivelatori della vita nello Spirito. Lo dico perché non basta aver colto il senso del cammino una volta per tutte: il cristiano di tutte le età può continuamente inaridirsi, incepparsi, bloccare la porta allo Spirito che è persona discreta, educata, che non forza ma bussa prima di entrare: Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. mChi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese””(Ap 3, 20-22).

La vita nello Spirito, ossia da lui sospinti, si esprime in un drammatico e continuo confronto tra la tendenza fondamentalmente carnale, mondana e quella fondamentalmente evangelica. Paolo nella lettera ai Galati fa un elenco inconfondibile dell’uomo egoista e possessivo, o di una stessa comunità: inimicizia, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie (Gal 5, 19-21). Si tratta di sette attributi ben calcolati di quella che lui chiama carne, l’opposto all’essere di Cristo, all’essere eucaristico (persona che dice GRAZIE), all’essere “per” gli altri.

Allo spirito di degrado cui ho fatto esperienza negli anni si contrappone lo Spirito di verità che produce ben altri frutti: “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22). Dall’Arcivescovo Carlo Maria Martini negli anni in cui appartenevo alla sua diocesi ho appreso che “il frutto dello Spirito è la potente presenza di Cristo che urge in noi e che si dirige contro i desideri carnali che pure sono in noi. E’ l’amore crocefisso di Cristo, è la gioia che nasce dal sacrificio di sé, è la pace con Dio che fonda, mantiene e diffonde la pace tra gli uomini”. Se non fosse un’espressione banale, oserei suggerire a giovani e non, di provare per credere.

Per non partire con il piede sbagliato, al risveglio, le mie prime parole sono: BUON GIORNO, SPIRITO SANTO!

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Alla sorella Suor Longina, missionaria al Cairo, nella primavera del 1927, l’anno in cui entrerà nell’Ordine Ospedaliero, SAN RICCARDO PAMPURI scrive pregandola di fare

“un’ ARDENTE novena allo Spirito Santo

perché abbia ad aprire anche a me la mente,
come già agli Apostoli,
e illuminarmi,
e infiammarmi
di quel sacro fuoco di divina Carità
che Gesù è venuto a portare sulla terra
fra noi
e che Egli vorrebbe ardesse in ogni cuore”.

QUANDO PASSA LO SPIRITO - GUARIGIONE SPIRITUALE

 

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3 risposte a SOSPINTI DALLO SPIRITO – Angelo Nocent – “Buon giorno, Spirito Santo!”

  1. msilvia2 ha detto:

    Caro Angelo, non so se hai più anni di me.I miei sono 74.
    Condivido con te e con tanti il motto latino “.. “motus in fine velocior”.
    P Leo mi diceva ” …ora, devo andare di corsa”. Il senso è lo stesso.
    Vivo l’esperienza drammatica, dolorosa e gioiosa insieme, della “.. potente presenza di Cristo che urge in noi e che si dirige contro i desideri carnali che pure sono in noi.”
    Restiamo uniti in preghiera, ad invicem.

    Il pensiero del “traguardo” mi rende euforica ,anche se ai polpacci si fanno sentire dolorosamente i crampi….

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