VISITA LAMPO: MORIMONDO – TRIVOLZIO – CERTOSA DI PAVIA – Angelo Nocent

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Ieri, 23 Luglio 2014, sul registro dei visitatori ho scritto: “Grazie per avermi chiamato. Mi fido, confido…”.

09-SAM_6371Venivo da Milano con dei signori giapponesi amici, destinazione Certosa di Pavia. Una visita lampo decisa in giornata. Ho fiancheggiato per un lungo tratto di strada il Naviglio grande e attraversato tanti paesi che conoscevo solo di nome.

Milano_naviglio_grande_Gaggiano_04Ad Abbiate Grasso la tentazione era di andar a cercare l’ospedale dove il Dr. Erminio Pampuri, medico condotto di Morimondo, ricoverava e andava a trovare i suoi pazienti. Ed è proprio lì che la figlia del Direttore lo aveva adocchiato e, tramite un’amica comune, si era azzardata a formulargli una proposta di matrimonio. Ma non c’era il tempo.

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Sul percorso, una indicazione turistica: “ABBAZIA DI MORIMONDO”. Cedo alla tentazione e si va a fare una sosta, anche perché l’avevo vista solo nelle foto.

Visitiamo di corsa l’Abbazia che risale al 1182.

19-SAM_6381All’ingresso della chiesa, sulla sinistra, c’è una statua di San Riccardo Pampuri e di fianco un cestino pieno di richieste della gente che chiede grazie.

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Un giro veloce nella penombra del tempio, fotografo quadri, statue, affreschi…e mi soffermo sugli scanni lignei del coro dove i monaci cistercensi cantano le lodi e celebrano la Divina Eucaristia.

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Fotografo lo schienale del primo: San Benedetto intarsiato nel legno con la prima pagina della Reghe la: “Obsculta, o fili, praecepta magistri, et inclina aurem cordis tui Ascolta, o figlio, gl’insegnamenti del maestro, e piega l’orecchio del tuo cuore…”.

Sono quelle parole lette e rilette chissà quante volte e rimaste impresse nella mente del Dr. Pampuri che lo hanno messo alla ricerca ostinata di una Regola anche per la sua vita che, per la sua gracile salute, difficilmente avrebbe potuto essere quella austera di benedettino cistercense.

1-Scan10045In fondo alla chiesa, prima dell’uscita, c’è un tavolo con l’esposizione di libri di spiritualità monastica, solo che non ho il tempo nemmeno per leggere i titoli. Ma l’occhio mi cade su un volumetto di 48 paginette: “LA VITA FRATERNA E’ IL VANGELO”. Si ratta di trascrizioni inedite da conversazioni col Card. Carlo Maria Martini. E’ l’unica copia. Verso nella cassetta le monetine e ringrazio San Riccardo con la coda dell’occhio per il regalo che mi ha fatto trovare. Poche pagine ma tante belle cose che proverò a condividere, come questa: “Noi dobbiamo semplicemente andare dietro a Lui e fare quello che Lui ci dice di fare, cercando di farlo volentieri”.

1-1-Pictures1123-SAM_6385Esco e fotografo la formella sulla porta che lo ritrae con san Bernardo e si riparte in direzione di Pavia. Ad un certo punto una segnaletica: TRIVOLZIO a 3 Km. Chiedo ed ottengo dagli ospiti di deviare e fare una brevissima sosta. Per un motivo preciso: un signore dal Venezuela, via Facebook, mi aveva chiesto una reliquia di San Riccardo Pampuri. Non sapendo dove andare a prenderla, gli ho spedito quella che avevo in casa. Ma, dopo un anno, non gli è ancora arrivata. Lui però non ha mai desistito ed anche in questi giorni è tornato a fare ricerche all’ufficio postale che non è in grado di compiere una verifica senza il numero di riferimento della raccomandata. Che non c’è, perché la lettera è stata spedita semplicemente come prioritaria.
Gli ho promesso che, alla prossima occasione, gliene avrei procurata un’altra ma non potevo immaginare che si sarebbe presentata proprio il giorno successivo, ore 17,14, come da campanile.

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Era da qualche anno che non tornavo. L’ultima volta mi aveva accompagnato la mia Elena, probabilmente per una chiamata misteriosa, di cui non saprò mai.

San Riccardo Pampuri - Trivolziio

Questa volta a mezzo raccomandata, oggi ho spedito all’amico l’immaginetta con la reliquia tanto desiderata. E che San Riccardo interceda con noi per le sue e nostre richieste al Signore.

In quanto a me, nell’orecchio continua a risuonarmi questo avverbio: VOLENTIERI, VOLENTIERI, VOLENTIERI…

«Mi puoi dare una mano?» «Volentieri» .

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Alla Certosa, solo una visita fugace alla chiesa perché siamo arrivati poco prima che chiudessero. Sarà per un’altra volta.65-SAM_6430

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Certosa di Pavia - Lodovico Sforza e Beatrice d'Este

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