CON TUTTA UMILTA’ – Angelo Nocent

Papa Francesco - andate...

Udite, uditeIn questi giorni ci sono foto del Papa che stanno facendo il giro del mondo.

Udite udite !
Il Papa al self service, in fila col suo vassoio, alla mensa dei dipendenti e al tavolo con loro, come uno di loro…

Papa Francesco alla mensa


IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINIPer non usare parole mie, a commento riporto uno stralcio delle meditazioni del  Cardinal Martini che fu profeta umile e curioso. Tratto da  LE CONFESSIONI DI PAOLO, aiutano a comprendere la vera UMILTA’.


Aggiungi un posto a tavola 03Sarebbe troppo bello poter dire: AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA che viene Papa Francesco! In realtà, in quella mensa siamo tutti rappresentati. 

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale"

«Essere con»

Con le parole introduttive del discorso Paolo abbraccia in sintesi il suo ministero di circa tre anni ad Efeso: «Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per tutto questo tempo» (v. 18). E lo abbraccia con una formula che rimanda immediatamente il gioco agli uditori. Non ha bisogno di descrivere prima di tutto se stesso; si riferisce all’esperienza che gli altri hanno fatto.

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale" Fin da questa battuta introduttiva, comprendiamo che Paolo si sente uno con la sua comunità, si sente conosciuto, familiare. Non deve raccontare niente perché: «Voi sapete, mi avete visto, sono stato con voi ». Il suo ministero si può riassumere con: «è uno che è stato fra la gente », uno che la gente conosce, di cui sa tutto, e può renderne testimonianza.

È un ministero fondato sull’« essere con», sul comunicare, sul convivere. Paolo sa benissimo che guardavano a lui come ad un esempio e sente perfettamente la responsabilità non soltanto delle parole che ha detto, ma di ciò che ha fatto. Non: «voi ricordate ciò che vi ho detto in questi anni… », ma: «voi sapete come mi sono comportato ». La gente ha guardato a ciò che lui era, a come viveva, prima ancora di giudicare se le sue parole erano interessanti, belle, vere, pratiche.
E lui si è comportato servendo.

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale"

«Con tutta umiltà»

Anche qui vogliamo capire come mai tra le mille altre qualifiche del suo ministero Paolo sceglie questa, sottolineandola come fondamentale atteggiamento pastorale.

Il termine greco con cui si esprime può essere inteso « in ogni genere di umiliazione », con riferimento non all’atteggiamento ma alle situazioni. Cosi va inteso nel Magnificat là dove Maria dice: «Il Signore ha guardato all’umiltà della sua serva ». Indica l’insignificanza, l’abiezione, la piccolezza, il non contare nulla, e non la virtù dell’umiltà.

Ma mentre nel Magnificat il vocabolo greco è esattamente «tapéinosis », qui è « tapeinofrosune »: sentimento di umiltà. Paolo qui si riferisce all’atteggiamento di umiltà con cui ha servito il Signore nell’attività pastorale. Umiltà è una parola che ripetiamo mille volte, ma di cui non è sempre facile cogliere tutte le implicazioni che ha per l’Apostolo.

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale"

In senso generale si potrebbe dire che l’umiltà è l’opposto di ciò che è detto nel Magnificat: «Dio ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore ». I superbi sono quelli che credono di essere qualcuno, che hanno di sé un concetto così alto da fame quasi una ragione di vita, per cui gli altri devono piegarsi al loro servizio, e neppure vanno ringraziati perché fanno ciò che è dovuto. È l’atteggiamento che Paolo stigmatizza altre volte nelle sue lettere.

Ad esempio scrivendo ai Romani: «Non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi» (Rm 12, 16). L’atteggiamento umile è quello di chi non si gonfia e non si illude.
È importante riflettere su questo atteggiamento di non-sapere: esso è utile sempre, ma è indispensabile soprattutto nel rapporto con Dio. Infatti « noi non sappiamo neanche pregare, non sappiamo neanche cosa chiedere» (cf. Rm 8, 26).

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale" Spesso non riusciamo a pregare bene perché incominciamo con la presunzione di saper pregare, mentre dovremmo partire sempre confessando: «Signore, non so pregare; so di non sapere pregare ». Già questa è preghiera, perché fa posto allo Spirito che dobbiamo chiedere.

Papa Francesco - Lavanda dei piedi

Papa Francesco l’umiltà l’ha imparata nelle sue frequentazioni: la gente di ogni estrazione sociale, a cominciare dai poveri. E adesso non fa che continuare ad essere se stesso. Con nostra somma meraviglia.

Papa Francesco - Card. Broglio

papa francesco 2

1-Angelo6

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Una risposta a CON TUTTA UMILTA’ – Angelo Nocent

  1. angelonocent ha detto:

    Il vescovo ausiliare ERMINIO DE SCALZI che fu il primo segretario del Card. Martini, racconta di lui che da arcivescovo volle farsi “vangelo vivente” per tutti.

    E’ proprio quello che anche Papa Francesco sta cercando di fare: mostrarsi come un pane spezzato per la nostra fame.

    “Quando il cardinale Martini venne a Milano qualcuno ne sottolineò il tratto aristocratico e distaccato. Vivendogli accanto, ho scoperto in lui una singolare tenerezza d’animo capace di gesti di squisita attenzione. Ricordo che – poco dopo la mia nomina a vescovo ausiliare – mi chiamò ed estrasse dalla tasca una busta con una somma in denaro. Dentro un biglietto: «Per le prime spese che dovrai sostenere». Poi mi fece dono dell’anello del Concilio che papa Paolo VI diede al cardinale Colombo e questi a lui.

    Ricordandomi che uno dei gesti dell’ordinazione sarebbe stato quello di porre sul mio capo il libro dei Vangeli.
    Scriverà un giorno: «È un segno molto bello, a significare che il vescovo deve avere il Vangelo dentro sé stesso e quindi essere un Vangelo vivente». Parole queste che definiscono il cardinale Martini nel tratto più vero della sua azione pastorale.

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