CON EDITH STEIN – Santa Teresa Benedetta della Croce NELLA NOTTE DEI SENSI E DELLO SPIRITO – Angelo Nocent

 

Santa Teresa Benedetta dela Croce 03

Poche note che possono aiutare a comprendere certi paradossali momenti in cui,  persone di fede, cristianamente impegnate, si possono venire a trovare per i più disparati motivi e senza comprenderne le ragioni.

Santa Teresa Benedetta della Croce 04Edith Stein – La sua vita è una storia che si muove, con impressionante progressiva continuità, verso Dio e la passione di Cristo. Non è l’attività umana che ci può salvare, ma soltanto la passione di Cristo: partecipare ad essa, ecco la mia aspirazione“.

Dio ha creato le anime umane per se stesso.

Egli desidera riunirle a sé, nonché offrir loro la immensa pienezza e l’ineffabile beatitudine della propria vita divina ancora in questa vita.

Questo è il fine…

Ma la via per arrivare è stretta, erta e faticosa.I più restano per strada.

Pochi riescono a passare le tappe preliminari,e solo uno sparutissimo numero raggiunge il traguardo finale.

  • Colpa dei pericoli della strada;
  • Pericoli originati dal mondo,
  • dal perverso nemico,
  • dalla nostra natura,
  • ma ancora dall’ignoranza
  • e dalla deficienza di direzione appropriata.

Le anime non comprendono quel che accade loro; e difficilmente si trova qualcuno che sia in grado di aprire loro gli occhi.

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La Croce, la Notte oscura dei sensi e dello spirito…

Santa Teresa Benedetta si è lasciata “condurre per mano“, attraverso gli scritti, da San Giovanni della Croce, grande direttore di anime.

  • Come la luce fa risaltare le cose con le loro caratteristiche visibili, così la notte le inghiottisce, minacciando di inghiottire anche noi.
  • Ciò che s’immerge in essa non è annientato;
  • continua ad esistere ma indistinto,
  • invisibile e informe come la notte stessa,
  • oppure sotto forma di ombre,
  • di fantasmi e quindi gravido di minaccia.
  • Inoltre il nostro essere non è minacciato soltanto esteriormente dai pericoli in agguato nella notte, ma colpito anche interiormente dalla notte in se stessa.
  • Ci toglie l’uso dei sensi, 
  • ci blocca i movimenti,
  • ci paralizza le energie,
  • ci confina nella solitudine,
  • riducendo anche noi ad ombre e fantasmi vaganti nel buio.
  • E’ quasi un presagio di morte.

Tutto questo complesso quindi non induce soltanto sul settore vegetativo ma anche su quello psicologico e spirituale. “

Santa Benedetta Teresa della Croce 01

SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ 
(Santa Teresa Benedetta della Croce)

Signore,
tu sei il Padre della sapienza
e sei mio Padre.

Lasciami seguire ciecamente
i tuoi sentieri
senza cercare di capire:
tu mi guiderai anche nel buio
per portarmi fino a te.

Signore, sia fatta la tua volontà:
sono pronta!

Tu sei il Signore del tempo
e anche questo momento
ti appartiene.
Realizza in me ciò che nella
tua Sapienza hai già previsto.

Se mi chiami
all’offerta del silenzio,
aiutami a rispondere.

Fa’ che chiuda gli occhi
su tutto ciò che sono perché
morta a me stessa
viva solo per te.

PER APPROFONDIRE

Santa Teresa Benedetta della Croce

Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, è una delle figure più straordinarie, affascinanti e complesse del ‘900, sia per la traccia indelebile che, nel solco di Edmund Husserl, ha lasciato nella storia della filosofia, sia per la sua straordinaria avventura umana e spirituale, che la portò dall’ateismo alla conversione radicale al cattolicesimo e alla scelta vocazionale del Carmelo, alla conclusione della sua esistenza nelle camere a gas di Auschwitz. Nel 1999 Giovanni Paolo II la dichiarò compatrona d’Europa, insieme alle sante Caterina da Siena e Brigida di Svezia. 

Di fronte a una testimone così autentica sono un po’ in difficoltà. Innanzitutto ti devo chiamare Edith o con il nome da carmelitana, Teresa Benedetta?

Rimanendo in ambito familiare preferisco Edith, anche perché Teresa Benedetta della Croce è un nome molto impegnativo che suggella un cammino di ricerca della verità che caratterizza tutta la mia vita.

Edith, dove sei nata? Da che famiglia provieni? Com’è stata la tua infanzia?

Santa Teresa Benedetta dela Croce 04Sono nata il 12 ottobre 1891 a Breslavia, città della Germania nella regione della Slesia, ultima di 11 figli di una famiglia della borghesia ebraica cittadina. Sono nata proprio il giorno di Yom Kippur, la festa ebraica più importante.

Mio papà, che aveva un’impresa per il commercio del legname, purtroppo morì quando avevo solo due anni; mia madre, rimasta sola, donna molto religiosa, caparbia e tenace, si rimboccò le maniche e riuscì ad accudire la famiglia e a portare avanti l’azienda. In questo suo spendersi in favore degli obblighi familiari e delle necessità dell’impresa, non trovò il tempo necessario per infondere a noi figli una fede vitale.

E così, fosti travolta dagli eventi familiari e da una prospettiva di vita in cui Dio era assente?
Non solo smarrii ogni riferimento a Dio, ma durante la mia adolescenza smisi, in piena coscienza e con libera scelta, di cercare ogni riferimento al trascendente, al divino, al mistero, quindi cessai di pregare.

E con la scuola come andò?

Bene, trascorsi i miei anni di gioventù studiando senza fatica; conseguii brillantemente la maturità, studiai assiduamente germanistica e storia, ma ciò che mi attirava di più era la filosofia. Per questo, nel 1913 mi recai a Göttingen, in Sassonia, per frequentare le lezioni universitarie di Husserl, il più illustre dei filosofi tedeschi del tempo, e ne rimasi letteralmente conquistata, conseguendo la laurea in filosofia con lui, divenni sua discepola e sua assistente alla cattedra di filosofia, entrai a far parte inoltre dell’«Associazione prussiana per il diritto femminile al voto».

Eri una femminista «ante litteram»!

Fatte le debite proporzioni sì, anche se l’insegnamento di Edmund Husserl aveva il sopravvento un po’ su tutto il mio modo di pensare.

Ma cos’è che aveva Husserl di tanto affascinante?

Edmund_Husserl_1900Egli attirava il pubblico illustrando un nuovo concetto di verità: l’esistenza del mondo – secondo Husserl – veniva percepita non solo in maniera kantiana, ovvero quello che noi chiamiamo percezione soggettiva, ma la sua filosofia portava a una visione molto concreta della vita e della storia, definita come un «ritorno all’oggettivismo». La conseguenza indiretta del suo modo di intendere l’esistenza umana fu che molti studenti ritornarono alla (o scoprirono la) fede cristiana.

Se non erro, gli anni in cui frequentavi i corsi di Husserl coincisero con l’inizio della Prima Guerra Mondiale.

Edith Stein a 36 anniÈ vero, in quel periodo dedicai molto tempo allo studio universitario, ma lo scoppio della guerra mi spinse a frequentare un corso di infermieristica e a prestare servizio in un ospedale militare. Nel 1916 seguii Husserl a Friburgo, dove conseguii la laurea con una tesi Sul problema dell’empatia, premiata summa cum laude. Ma di fronte al dramma della guerra, a una tragedia che toccava tanti uomini e donne, tante famiglie e tanti popoli, cominciai a leggere per trovare il senso di tutto quello che avveniva nel mio paese e sullo scenario europeo.

Ritornasti ancora a Breslavia nella tua città?

Edith Stein - Teresa Benedetta della CroceSì, e mi misi a scrivere saggi di discipline umanistiche e a leggere disordinatamente tutto quanto mi capitava sotto mano, che avesse in qualche modo attinenza con la filosofia. Lessi Kierkegaard, Newmann, Ignazio di Loyola… finché una sera in casa di amici trovai l’autobiografia di santa Teresa d’Avila, la lessi in una notte, quando richiusi il libro dissi a me stessa: «Questa è la verità». Qualche anno più tardi, il 1° gennaio 1922, ricevetti il battesimo e qualche settimana dopo lo comunicai a mia madre. Mi recai a Breslavia e non appena entrai in casa le dissi: «Mamma, mi sono convertita alla fede cattolica». Con queste parole mi accorsi che le davo un dispiacere, ma subito dopo ci abbracciammo piangendo lungamente.

Cosa provavi dopo questo passo, vivendo una condizione di vita praticamente nuova.

Mano a mano che Dio si era impossessato del mio cuore, sentivo crescere dentro di me una forza che mi spingeva a uscire da me stessa per dedicarmi sempre più agli altri. Un impegno questo che cercavo di svolgere pienamente in ambito accademico.

Intanto sulla Germania calava una luce sinistra: l’ideologia nazista che proprio in quegli anni prendeva il potere.

Hitler In CrowdAvvertii subito l’odio che i seguaci di Hitler nutrivano verso gli ebrei, e l’incessante ripetere che la razza ariana doveva liberarsi dai corpi estranei della società tedesca identificati soprattutto in coloro che erano di religione ebraica, mi fece capire più che mai che dovevo rendere testimonianza non solo della mia fede, ma anche del popolo a cui appartenevo.

Subisti conseguenze in questo senso?
Mi fu tolta la facoltà di insegnamento in tutte le scuole della Germania; dentro di me avevo preso la decisione di farmi carmelitana. Andai a casa a salutare i miei e ancora una volta l’incontro con mia mamma fu struggente e pieno di sofferenza, in quanto lei, donna dell’antico popolo d’Israele, vedeva la figlia sua entrare a far parte della Chiesa cattolica, una cosa che per quanto si sforzasse di capire non gli riusciva di intendere pienamente.

Come fu il tuo ingresso tra le carmelitane.

Santa Teresa Benedetta dela Croce 02Il 14 ottobre 1933 entrai nel carmelo di Colonia e il 14 aprile dell’anno successivo ci fu la cerimonia della mia vestizione. Da quel giorno la mia nuova vita fu segnata da un nuovo nome: suor Teresa Benedetta della Croce. Il 21 aprile del 1935 presi i voti temporanei. Nel settembre del 1936 mia madre morì e avvertii chiaramente che l’avevo al mio fianco come fedele assistente per giungere alla meta, il cui traguardo lei aveva già superato. Il 21 aprile 1938 feci la mia professione perpetua con voti solenni; per l’occasione feci stampare sull’immaginetta distribuita ai presenti le parole di san Giovanni della Croce: «La mia unica professione d’ora in poi sarà l’amore».

Un programma di vita impegnativo di fronte all’odio contro gli ebrei che divampava in Germania e in gran parte d’Europa, alimentato dalla propaganda nazista.

Sì! Effettivamente i nazisti fecero di tutto per annientare il popolo di Israele, bruciarono sinagoghe, rinchiusero gli ebrei nei ghetti e sparsero terrore fra la mia gente. Per questo i superiori decisero che non potevo più stare in Germania: la notte di capodanno del 1938 fui portata nel monastero delle carmelitane di Echt, in Olanda. Lì non si respirava la tensione che c’era in Germania, ma quando l’Olanda venne invasa dalle truppe naziste si ripresentò il volto truce e demoniaco della svastica. Presi così coscienza che dovevo compiere fino in fondo la volontà di Dio con una «Scientia crucis» (la scienza della croce) che aveva caratterizzato il mio nome dal momento dell’entrata nel Carmelo. Dal profondo del cuore pronunciavo incessantemente: «Ave, Crux, spes unica» (ti saluto, croce, nostra unica speranza).

A Echt ti raggiunse tua sorella Rosa che, seguendo le tue orme, si era convertita al Cattolicesimo ed era diventata Carmelitana.

Sì! Ma fummo scovate dai nazisti, i quali irruppero il 2 agosto 1942 nel nostro monastero e ci avviarono al campo di raccolta di Westerbork, da dove il 7 agosto fummo messe sul treno insieme a migliaia di altri deportati destinati alle camere a gas di Auschwitz.

auschwitz 021

E ad Auschwitz fosti inghiottita dall’olocausto che si compiva sul popolo d’Israele.

Giunta ad  mi prodigai per tutte le persone del mio popolo che erano in preda alla disperazione e allo sconforto. Mi occupai soprattutto delle donne, consolandole, cercando di calmarle e avendo cura dei più piccoli.

 
Il 9 di agosto suor Teresa Benedetta della Croce, insieme a sua sorella Rosa e a molti altri ebrei, venne avviata alle camere a gas del campo di sterminio, dove trovò la morte, una sorte toccata a sei milioni di ebrei e che noi oggi ricordiamo col termine Shoah.

Ebrea per nascita, cristiana per scelta, dopo un lungo cammino di ricerca, elevandosi alle più alte vette della spiritualità delle due religioni che tanto avevano inciso nella sua esistenza, è diventata esempio affascinante e luminoso per quanti cercano la verità con amore tenace e coraggioso. Il 1° maggio 1987 Giovanni Paolo II nel duomo di Colonia, nella cerimonia liturgica di beatificazione dichiarò che era: «Una figlia d’Israele, che durante le persecuzioni dei nazisti è rimasta unita con fede e amore al Signore crocifisso Gesù Cristo, quale cattolica, e al suo popolo, quale figlia d’Israele”.

Don Mario Bandera – Direttore Missio Novara

Giovanni Paolo II 2

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II PER LA BEATIFICAZIONE
da leggere

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1987/documents/hf_jp-ii_hom_19870501_messa-stadio-koln_it.html




Santa Teresa Benedetta della Croce 3

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2 risposte a CON EDITH STEIN – Santa Teresa Benedetta della Croce NELLA NOTTE DEI SENSI E DELLO SPIRITO – Angelo Nocent

  1. angelonocent ha detto:

    MI FIDO DI TE
    Don Angelo Saporiti, Commento sulla fede in Dio

    Mi chiedi solo di credere,
    di fidarmi di te,
    di non avere paura delle tempeste della vita.
    Mi dici che tu ci sei.
    E io lo so. Lo sento che ci sei…

    Fidarmi di te però non è facile,
    non è per niente scontato.
    Ma tu insisti e mi dici che se non mi fido di te
    non ti amerò mai.
    Lo sai bene, Signore,
    quanto mi costa il salto della fede,
    abbandonarmi a te,
    totalmente,
    ad occhi chiusi.

    Lo sai bene, Signore,
    e per questo mi sussurri:
    “Figlio mio, fidati di me!
    Io ci sono e ti salverò.
    Non avere paura.

    Anche se la tua barchetta non dovesse reggere alla tempesta,
    se tu dovessi andare a fondo,
    colare a picco sommerso dalle onde della vita,
    io sarò con te,
    sempre.
    Non ti lascerò mai.

    Io sono lì:
    sul fondo più profondo del tuo mare,
    nell’abisso più oscuro delle tue paure,
    alla fine di ogni tua disperazione più devastante,
    io sono proprio lì.

    Sono la tua spiaggia bianca al tramonto,
    sono il tuo orizzonte illimitato,
    sono la tua domenica,
    sono il tuo pane.
    Fidati di me.
    E mi potrai amare per sempre”.

  2. lucetta ha detto:

    Ecco questa preghiera mi aiuta a superare l’angoscia che sento per il massacro di cristiani che si sta perpetrando.

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