CHIARA: PANE PER I NOSTRI DENTI – Angelo Nocent

Chiara nel fil di Zeffirelli

“Chiara… piccola umile GRANDISSIMA pianticella del Signore, come la chiamava Francesco, serena e lieta nella sua lunghissima paralisi e nella povertà, perché ricca della pace e della gioia di Dio”, così ha scritto Lorenza, qualche giorno fa in facebook.

(https://www.facebook.com/francescana.secolare?fref=ts

I miei commenti:

  • «Questa luce si teneva chiusa nel nascondimento della vita claustrale, e fuori irradiava bagliori luminosi;
  • si raccoglieva in un angusto monastero, e fuori si spandeva quanto è vasto il mondo;
  • spezzando duramente nell’angusta solitudine della sua cella l’alabastro del suo corpo, riempiva degli aromi della sua santità l’intero edificio della Chiesa».

(da Bolla di Canonizzazione, 1255)

Santa Chiara d' AssisiE ancora:

L’oggetto della sua contemplazione era il Gesù povero della mangiatoia, mentre il Gesù sofferente e umiliato della Croce era lo specchio in cui si specchiava ogni giorno e, ancora oggi, invita ciascuna di noi a fare lo stesso. 

Pur restando chiusa per 42 anni non perse il contatto col mondo esterno; il chiostro le limitava il corpo ma non l’anima;

le sue parole correvano leggere al di là delle mura, il profumo delle sue virtù e della sua santa vita si diffondeva nella Chiesa e nel mondo intero.

L’11 agosto del 1253 compì il suo beato transito sussurrando alla sua anima: “Va’ sicura perché hai buona scorta nel tuo viaggio…, e Benedetto sei tu Signore che mi hai creata…”.

Dopo due anni venne proclamata Santa.

Le biografie non si contano ed ognuno ha modo di spaziare in rete. A me premeva solo di creare il contatto, far scattare la scintilla. Dietro a Chiara e Francesco non ci sono solo conventi e clausure. I “Francescani laici” sono una miriade. Col nome di “Fra Antonio”, lo è stato anche San Riccardo Pampuri prima di entrare nell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, ed è rimasto “francescano” nel cuore fino alla morte.

Nella vigna del Signore ci sono varie mansioni e i santi ci aiutano a trovare il coraggio per svolgere al meglio la nostra.

Chiara e Francesco

Lorenza oggi ha pubblicato questo breve filmato.

Io sotto vi ho scritto:”Quando vedo questa scena o leggo questa pagina…, puntualmente piango“.  E’ una fragilità del cuore.

Chiara e Francesco 2

Chiara, le tue mani,
le tenere mani sudate,
tremanti…

* * *

Com’è bella Assisi sotto la luna!

“Le rossignol…” – cantava una voce,
in provenzale.

Chiara dal balcone ascoltò tutta la canzone. 
Sapeva che quella voce calda era di Francesco.

Egli tacque per un po’, poi intonò un nuovo canto
e questa volta Chiara lo capì: parlava d’amore,
diceva che l’amore è un fuoco.

Ma il canto fu interrotto da alcune voci che gridarono:
Francesco! Francesco! A chi fai la serenata?

– Alla mia donna! rispose Francesco agli amici.
– E chi è la tua donna?
– Madonna povertà.

La voce si allontanò fino a spegnersi nella notte dolcissima.

Chiara rimase al balcone. Le sue sorelle dormivano.
Poi si sdraiò sul letto ma il sonno non venne.
Con chiarezza sapeva che da quella notte
qualcosa era mutato in lei…

1-Chiara%2520nel%2520fil%2520di%2520ZeffirelliCLARA las manos,
Siento sus tiernas manos sudorosas,
temblando …

* * *

¡Qué hermosa Asís bajo la luna!

“El ruiseñor …” – cantó una voz,
en la Provenza.

Borrar desde el balcón escucharon la canción entera.
Ella sabía que la voz era cálida Francesco.

Se quedó en silencio por un tiempo “, y luego cantó una nueva canción
y esta vez CLARA entiende esto: habló de amor,
dijo que el amor es un fuego.

Pero la canción fue interrumpido por voces que gritaban:
Francesco! Francesco! ¿A quién hacer la serenata?

– A mi mujer! Francisco respondió a los amigos.
– ¿Y quién es tu mujer?
– Madonna pobreza.

La voz se fue hasta desaparecer en la noche dulce.

CLARA era el balcón. Sus hermanas estaban durmiendo.
Luego se acostó en la cama, pero el sueño no llegó.
Claramente sabía que a partir de esa noche
algo había cambiado en ella …

Pregare 2

Sulla pagina di Maria Grazia, una mia ex collega di lavoro che sta preparandosi alla consacrazione laicale, oggi trovo scritto:

O amabile Santa Chiara,
che della tua vita hai fatto una lode al Signore,
intercedi per le nostre famiglie,
la fratellanza, l’amore, il rispetto.
Intercedi, perché il Signore
faccia di noi uno strumento della Sua pace!

Gioia vera

PER PROVAR A CAPIRE LA GIOIA VERA 

OLTRE LA GRATA

santa agnese

Benedizione di S. Chiara

Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen

Il Signore vi benedica, vi custodisca,
mostri a voi la sua faccia, vi usi misericordia,
rivolga a voi il suo volto e vi dia la sua pace
Io Chiara, serva di Cristo,
pianticella del santo padre nostro Francesco,
prego il Signore nostro Gesù Cristo
per la sua misericordia, per l’intercessione
della sua santissima madre Maria,
del beato arcangelo Michele,
di tutti i santi e le sante di Dio,
perché lo stesso Padre celeste vi doni,
vi confermi questa santissima benedizione in cielo e in terra.
Voi siate sempre amanti di Dio e delle vostre anime,
siate sempre solleciti di osservare
quanto avete promesso al Signore.

Il Signore sia sempre con voi,
ed Egli faccia che voi siate sempre con Lui
Amen !

santa chiara d'assisi 6

Santa Chiara d' Assisi 3

davanti allo specchio dell’eternità,
colloca la tua anima
nello splendore della gloria,
colloca il tuo cuore in colui
che é figura della divina sostanza
e trasformati interamente,
per mezzo della contemplazione,
nella immagine della divinità di Lui.
con tutta te stessa ama Colui che,
per amor tuo, tutto si é donato”

(Lett. III,12-15: FF 2888-2889)Colloca i tuoi occhi _dalle lettere di Santa chiara di Assisi

Santa Chiara d' Assisi (2)

Chiara d’Assisi,

discepola del Crocifisso povero

L’esempio di Francesco d’Assisi ha affascinato un grande numero di uomini e donne che, a loro volta, hanno abbandonato tutto per vivere alla sequela del Signore Crocifisso e Risorto. Fra tutti si distingue santa Chiara d’Assisi, giovane donna appartenente alla nobiltà assisiate che nel 1212, diciottenne, ha lasciò la casa paterna per vivere nella povertà e nella fraternità una vita interamente dedicata alla contemplazione.

Affidatasi alla guida di Francesco, venne da lui condotta presso la chiesa di San Damiano, fuori le mura di Assisi dove, raggiunta da altre compagne provenienti da ogni ceto sociale, diede vita all’Ordine delle Sorelle Povere.

La piccola chiesa che le ospitava custodiva la preziosa icona del Crocifisso che aveva parlato a Francesco. Il Signore gli si era rivelato come Colui “che ci ama sino alla fine” (cfr. Gv 13,1), e Francesco affidò Chiara e le sorelle alla sua scuola, perché chiunque potesse riscoprire, attraverso il loro esempio, la bellezza della vita cristiana a motivo della grandezza dell’amore di Dio venuto per servire l’uomo e liberarlo dalla schiavitù delle cose e restituirlo a rapporti umani veri e profondi.

La contemplazione del Crocifisso ha ispirato la vita evangelica di Chiara, plasmandone il cuore e rendendola evangelicamente serva delle sue sorelle, promotrice di fraternità e di umanità, donna ricca di gioia e di speranza, capace di amare e stimare ogni persona, di apprezzare la vita come dono di Dio.

Possiamo attingere all’esperienza contemplativa di Chiara attraverso le lettere da lei scritte alla principessa boema Agnese la quale, dopo aver rinunciato alle nozze con l’imperatore Federico II, aveva fondato a Praga un monastero desiderosa di vivere la stessa vita di povertà e fraternità che si viveva ad Assisi.

Sants Chiara - l'urna

Alla sua sorella spirituale Chiara scrive con accenti intensi, esaltando la grandezza dell’amore divino, risplendente nel mistero del Figlio di Dio fatto uomo:

“Sorella carissima, o meglio signora degna di ogni venerazione, poiché siete sposa, madre e sorella del Signor mio Gesù Cristo, riempitevi di coraggio nel santo servizio che avete iniziato per l’ardente desiderio del Crocifisso povero. Lui per tutti noi sostenne il supplizio della croce, strappandoci dal potere del Principe delle tenebre, che ci tratteneva avvinti con catene in conseguenza del peccato del primo uomo, e riconciliandoci con Dio Padre.

Vedi che Egli per te si è fatto oggetto di disprezzo, e segui il suo esempio rendendoti, per amor suo, spregevole in questo mondo. Mira, o nobilissima regina, lo Sposo tuo, il più bello tra i figli degli uomini, divenuto per la tua salvezza il più vile degli uomini, disprezzato, percosso e in tutto il corpo ripetutamente flagellato, e morente perfino tra i più struggenti dolori sulla croce. Medita e contempla e brama di imitarlo.
Te veramente felice! Ti è concesso di godere di questo sacro connubio, per poter aderire con tutte le fibre del tuo cuore a Colui, la cui bellezza è l’ammirazione instancabile delle beate schiere del cielo. L’amore di lui rende felici, la contemplazione ristora, la benignità ricolma. La soavità di lui pervade tutta l’anima, il ricordo brilla dolce nella memoria.

E poiché questa visione di lui è splendore dell’eterna gloria, chiarore della luce perenne e specchio senza macchia, ogni giorno porta l’anima tua, o regina, sposa di Gesù Cristo, in questo specchio e scruta in esso continuamente il tuo volto… Contempla l’ineffabile carità per la quale volle patire sul legno della croce e su di essa morire della morte più infamante. Perciò è lo stesso specchio che, dall’alto del legno della croce, rivolge ai passanti la sua voce perché si fermino a meditare: O voi tutti, che sulla strada passate, fermatevi a vedere se esiste un dolore simile al mio; e rispondiamo, dico a Lui che chiama e geme, ad una voce e con un solo cuore: Non mi abbandonerà mai il ricordo di te e si struggerà in me l’anima mia.

Lasciati, dunque, o regina sposa del celeste Re, bruciare sempre più fortemente da questo ardore di carità! (dalle lettere di santa Chiara a sant’Agnese di Praga)

L’incontro di Chiara con il Crocifisso Risorto risplende anche nella sua regola, da lei composta insieme alle sue sorelle, impregnata di Vangelo, e che costituisce il primo testo legislativo scritto da una donna per altre donne.

La regola venne approvata da papa Innocenzo IV nel 1253, alla vigilia della morte di Chiara, coronando la sua fedeltà all’ideale evangelico di minorità e altissima povertà.

santa chiara oasi

Dalle lettere di S. Chiara
S. Chiara d’Assisi, “Lettera terza a Sant’ Agnese di Boemia”

Per la grazia di Dio, l’anima dell’uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è più grande del cielo, poiché i cieli con tutte le altre creature non possono contenere il Creatore, mentre la sola anima fedele è sua dimora e sede, e ciò soltanto grazie alla carità di cui gli empi sono privi, come afferma la Verità stessa: “Chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò, e verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Gv 14,21.23).

1-Chiara d'Assisi

  • Le lodi che francesco a dedicato al Signore

    Tu es sanctus dominus deus. Tu es deus deorum, qui facis mirabilia.
  • Tu es quietas, tu es gaudium. Tu es mansuetudo.
  • Tu es protector, tu es custos et defensor,
  • Pius et misericors et salvator.
  • Tu sei santo mio Dio e mio Signore.
    Tu Dio di tutti gli dei sei colui che compie prodigi.
    Tu sei quieta pace e gaudio,
    Tu sei la dolcezza, il protettore, il custode, il difensore,
    Ttu sei amorevole e misericordioso
    Tu sei il salvatore.

santa chiara d'assisi 5

Francesco e Chiara

Affinità elettiva, ispirazione spirituale di Chiara e Francesco

Furono riferimento costante e autorevole l’uno per l’altra: Chiara fa riferimento costante a Francesco, anche nella regola, mentre Francesco chiede consiglio a Chiara sull’opportunità di ritirarsi in eremo e le invia Stefano da Narni da curare, perché Le riconosce forza taumaturgica e confida a frate Leone, dopo aver visto il volto di Chiara illuminato dalla Luna nel pozzo: Dopo Dio e il firmamento c’è Chiara.

La relazione fra Chiara e Francesco è di pace nel senso più pieno del termine.
Francesco e Chiara sono un esempio di come un uomo ed una donna possano essere uniti nella totale purezza, lontani da ogni concupiscenza ed egoismo, totalmente uniti, perché totalmente liberi, e totalmente donati l’uno all’altro, perché totalmente offerti a Cristo ed ai fratelli.

Felice A. pubblicò uno studio approfondito del rapporto tra San Francesco e Santa Chiara (Ed. Porziuncola, Un rapporto libero).
Il libro ripercorre molti episodi della vita di entrambi, facendoci comprendere questo rapporto d’amicizia così umana e profonda, di vero amore, che lascia sempre Dio al primo posto, in maniera stabile e definitiva.
Riescono ad inglobarsi in quella universalità di sentimenti verso Dio, il prossimo e la natura, che li fa diventare parti di un tutto, quel tutto che per noi è ancora irraggiungibile.

chiara e francesco soavitàVivono una comunione di pensiero e di azioni del tutto nuova per quei tempi che spesso può sembrare anche irriverente o spregiudicata a chi, profano, li osserva dall’esterno, ma da quell’esterno privo di sentimenti che possono innalzare le menti prive di evoluzione.

Dobbiamo prendere esempio e insegnamento dal modo di vivere la quotidianità che a noi tanto pesa e che per loro, era diventata di una semplicità quasi disarmante. I loro insegnamenti, leggendoli e cercando di farli diventare parte di noi, possono aiutarci ad un “sentire” quotidiano diverso e ad affrontare le angosce di ogni giorno come una benedizione e una unione con Cristo.

Il nostro video:

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