GLI SPOSI – LA VITA – LA GIOIA – L’AMORE… – Don Bruno Maggioni

Viva gli sposi

Don Bruno Maggioni 01

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1-battesimo

Don Bruno Maggioni 02

«Buongiorno. Sono una persona normale, vede? Niente di strano, un prete normalissimo. Normale. Normalissimo»

Ma proprio mentre don Bruno Maggioni ripete come un karma il concetto, ti accorgi che di normale – nel senso triste e noioso del termine – quest’uomo di 57 anni per fortuna non ha nulla. Gli occhi sorridono, le parole si rincorrono velocemente con gioia, i movimenti delle mani sono ipnotizzanti e l’energia che galleggia nell’aria, avvolgendoti, è speciale.

D’altronde, proprio normale – sempre nel senso triste e noioso del termine – non è nemmeno ciò che fa don Bruno, parroco della Chiesa del Sacro Cuore. Alla fine della celebrazione dei matrimoni accende un vecchio mangianastri («Me l’hanno regalato vent’anni fa i coscritti del ’56. È una classe di ferro: ci siamo io, Miguel Bosè, Gianna Nannini e Moana Pozzi…») appoggiato in un angolo dell’altare e mette a palla «Mamma mia» dei Ricchi e Poveri («Mi piace perché è fuori moda»), cantando e ballando che in confronto Raffaella Carrà e il suo Tuca Tuca era roba da mummie. E la platea, ops, i fedeli lo seguono scatenati.

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5 risposte a GLI SPOSI – LA VITA – LA GIOIA – L’AMORE… – Don Bruno Maggioni

  1. lucetta ha detto:

    Mi sembra molto fuori le righe. L’allegria, la gioia, sono sentimenti bellissimi ma il sacerdote poteva esprimerli durante il pranzo di nozze, non durante la cerimonia in chiesa. No, non mi piace.

    • Mariella Beduschi ha detto:

      Finalmente un po’ di gioia nella celebrazione di un sacramento cosi importante.Inuovi sposi troveranno già tante difficoltà nella società di oggi che penalizza la famiglia, la fedeltà, la responsabilità che riconoscere gioia ,speranza e allegria nella casa del Signore mi sembra connotare di queste espressioni le loro nozze.Ci ricordiamo le “nozze di Cana”? Non è superficialità….

    • angelonocent ha detto:

      Pubblicato il 23/lug/2013

      Don Bruno: scatenato anche al 25° anniversario dei miei genitori sulle note di “Mamma Maria”.
      Parrocchia Sacro Cuore di Gesù, Villaggio Giovi Limbiate.

      PER QUEL POCO CHE CAPISCO DELLA GENTE…
      se avessi l’età di Don Bruno, probabilmente lo imiterei.
      Ma dovrei avere alle spalle una grande confidenza e condivisione di vita con le famiglie, i problemi del quotidiano, i malati, le confidenze di piccoli e grandi…

      Lui può permetterselo anche perché ha un carattere estroverso, un altro, magari, farebbe pena…
      E poi, in una Parrocchia di città di 20/30 mila abitanti, dove il prete conosce uno sparuto numero di persone, questo sarebbe certamente fuori luogo, perché la Parrocchia per molti è luogo dei “servizi religiosi”, spesso vissuti nell’anonimato.

      Ad un certo punto però, Don Bruno afferma:

      “Abbiamo ascoltato queste cose, dette in modo simpatico ma profonde:
      – la vita,
      – il coraggio,
      – l’aiutarsi reciprocamente e
      – l’amore.

      Adesso ascoltiamo gli sposi”:

      E QUI NESSUNO OSA RIDERE…
      PERCHE’ LE PAROLE SONO DECISAMENTE IMPEGNATIVE:

      Lo sposo si rivolge alla sposa con queste parole:

      Io N., accolgo te, N., come mia sposa.
      Con la grazia di Cristo
      prometto di esserti fedele sempre,
      nella gioia e nel dolore,
      nella salute e nella malattia,
      e di amarti e onorarti
      tutti i giorni della mia vita.

      La sposa si rivolge allo sposo con queste parole:

      Io N., accolgo te, N., come mio sposo.
      Con la grazia di Cristo
      prometto di esserti fedele sempre,
      nella gioia e nel dolore,
      nella salute e nella malattia,
      e di amarti e onorarti
      tutti i giorni della mia vita.

      IL CONSENSO VIENE ACCOLTO

      Il Signore onnipotente e misericordioso
      confermi il consenso
      che avete manifestato davanti alla Chiesa
      e vi ricolmi della sua benedizione.
      L’uomo non osi separare ciò che Dio unisce.

      *******
      Per il giornaletto parrocchiale, in questi giorni ho scritto due righe…
      Ma per non allungare le riporto successivamente…

  2. angelonocent ha detto:

    Per il giornaletto parrocchiale…
    Non so se è pertinente al precedente commento. Ma forse sì.
    Tuttavia, evangelizzare oggi, non è poi così facile. E il Papa lo sa…

    Titolo: PEPERONCINI IN ACETO ?

    Di Angelo Nocent

    Tra un temporale e l’altro, ho trascorso l’estate a tuffarmi in quel grande mare limpido che è la EVANGELII GAUDIUM, l’ultima Esortazione apostolica di Papa Francesco.

    Ciò che colpisce immediatamente è il tono inusuale del documento pontificio sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale. Si respira quella fresca aria mattutina di cui il Papa ci ha abituati con la Messa quotidiana a Santa Marta: un linguaggio diretto che arriva subito al cuore, elettrizzandolo.

    – Un flash: “Non lasciatevi rubare la speranza” (n. 86)
    – Un’altra istantanea: “La gioia del Vangelo è quella che niente e nessuno ci potrà mai togliere” (nn. 83-84).

    Per quelli della mia età, che hanno vissuto gli anni del Concilio, riflettuto sui grandi doni che ci ha lasciato (la Gaudium et Spes, la Lumen Gentium, la Dei verbum…), per noi cresciuti alla scuola di Paolo VI con le sue grandi encicliche, (‘Ecclesiam suam, Gaudete in Domino, Populorum Progressio, Octogesima advenies, Evangelii nuntiandi…) non par di sentire nulla di nuovo. In realtà, il nuovo c’è ed è la provocazione diretta:

    – “Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale”(n. 10).
    E’ il concetto che ripeteva il 6 luglio 2013:
    – “Ma per favore: mai suore, mai preti con la faccia da “peperoncino in aceto”, mai! La gioia che viene da Gesù” .

    Evangelii gaudium può significare “la gioia del vangelo” (n.1), ma anche la “gioia di evangelizzare” (n.9).

    Il Papa, che sa di non dire cose nuove, riprende le parole di Paolo VI: “Conserviamo la dolce e confortante gioia d’evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime […]
    Possa il mondo del nostro tempo, che cerca ora nell’angoscia, ora nella speranza, ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradii fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo
    ” (Evangelii nuntiandi n 80).

    Un anticipo dell’esortazione lo avevamo sentito proprio nell’omelia pronunciata nella Domenica delle Palme 2013:

    Questa è la prima parola che vorrei dirvi: gioia!
    Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo […] !
    E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza!
    Non lasciatevi rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù
    ”.

    A questo leitmotiv del suo parlare, nella EG il Papa aggiunge altri simili ammonimenti:

    – “non lasciamoci rubare l’entusiasmo missionario” (n. 80);
    – “non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione” (n. 83)
    – “non lasciamoci rubare la comunità” (n. 92);
    – “non lasciamoci rubare il Vangelo” (n. 97).

    Chiosando il verso, verrebbe da dire: “non lasciamoci rubare l’Esortazione Apostolica!

    Il diabolico “leone ruggente” va insinuando che son tutte chiacchiere ad effetto per fomentare il populismo. Certo, se mancano il pane, il lavoro…hai voglia!
    Ma almeno una trasfusione di “speranza” la Madre (Chiesa) non la nega a nessuno.

    Ma cosa contiene la flebo?
    Il “Farmaco” numero uno: “Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo, in qualsiasi situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta” (n. 3).

    Evangelii gaudium! E gioia sia nella nostra Chiesa locale. Che è “Mistero gaudioso” ma che non può mai essere dissociato dagli altri, contemplati nel Rosario: (della luce, dolorosi e gloriosi).

    Accanto all’azione misteriosa del Risorto e del suo Spirito, c’è anche la forza missionaria dell’ ”Intercessione”, premessa, prima di prendere il largo:
    …Quando un evangelizzatore riemerge dalla preghiera, il suo cuore è diventato più generoso, si è liberato dalla coscienza isolata ed è desideroso di compiere il bene e di condividere la vita con gli altri” (n.282).

    Buona condivisione!

  3. angelonocent ha detto:

    LA CRONACA LOCALE – “QUI BRIANZA”

    Limbiate: entusiasmo per don Bruno e il suo ballo in chiesa al matrimonio

    Pubblicato il 19 luglio 2013 da redazione

    Tutti pazzi per don Bruno Maggioni: meravigliati ma entusiasti, gli internauti mostrano un enorme gradimento nei confronti del sacerdote che al matrimonio si è messo a ballare e a cantare dal pulpito “Mamma maria” dei Ricchi e Poveri.

    Tanta eco a questo gesto non se l’aspettava neanche lui. L’ha compiuto in semplicità, perché gli sembrava giusto farlo per partecipare alla felicità degli sposi e dei familiari. Ma la sua performance, pubblicata su youtube, ha fatto il giro d’Italia. E forse è andata anche ben oltre.

    Già sulle pagine del popolare network di condivisione dei video, il consenso è elevatissimo. Solo un utente storce il naso: “Che scandalo… in altri tempi sarebbe stato messo al rogo”. Gli altri, però, non solo apprezzano ma si dimostrano addirittura entusiasti.

    “E’ un vero mito – scrive un limbiatese che si era rivolto a lui per il battesimo dei figli – solo chi non lo conosce personalmente lo può giudicare male. È una persona eccezionale in tutti i sensi. Accetta chiunque anche se non si tratta di veri credenti. Non giudica le persone in modo negativo e cerca di trovare il lato positivo in tutti (omosessuali compresi) esaltandone le qualità e le virtù. Magari la Chiesa avesse più preti di questo tipo”.

    Opinione espressa da molti altri: “E’ un parroco semplice, la chiesa è sempre gremita di gente, lo dice una credente che non crede alla Chiesa. Se fossero tutti così e come Papa Francesco sarebbe fantastico”.

    Per qualcuno “è un mito” o “grandissimo”. Qualcuno si sbilancia con un “Troppo bello! Lui sì che fa venire la voglia di andare in chiesa!”. Commenti dello stesso tenore anche su Facebook dopo la pubblicazione del nostro articolo: “Ho scoperto che è di Limbiate: domenica andrà a Messa”. Per altri il suo atteggiamento è il modo migliore per avvicinare i giovani alla Chiesa o, ancora, “così dovrebbero far tutti: esser gioia nella gioia”.

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