IL DR. ALBERTO BETTINELLI: PROFUMO DI SAMARITANO – Angelo Nocent

Alberto Bettinelli (Foto by Cardini)Il Dr. Alberto Bettinelli

pianeta-terraNon l’ho conosciuto. Ma mi basta sapere che il Dr. Bettinelli è esistito. E continuerà ad esistere. Non per un “riposo eterno” ma per un’attiva collaborazione con la terra, il pianeta del dolore,  visto dall’alto dei cieli. Perciò, conoscerlo e farlo conoscere, per uno che ama i santi della carità e coltiva nel cuore i grandi ideali di un San Giovanni di Dio, San Riccardo Pampuri…è bisogno del cuore. Perciò lo addito, perché la carità è contagiosa. E Dio sa di quanto amore del prossimo hanno bisogno il mondo, i nostri giorni.

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Sì, CHI CREDE VEDE. E se io cammino, costruisco, confesso…, sostengo e spiego la mia fede. Proprio come ha cercato di fare questo medico, credente e operante.  Ma si può affermare anche che, chi VEDE persone così, finisce per CREDERE.

Don_Luigi_Maria_Verzé_2009Proprio in questi giorni ho riletto una pagina dell’intervista Carlo Maria Martini/Luigi Maria Verzé “SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”.

Il  fondatore del “San Raffaele” di Milano chiedeva al cardinale “se il Cristo è oggi veramente inimitabile nella sua santità e nei suoi miracoli, o se invece non possiamo, o piuttosto dobbiamo imitarlo, per esempio, nel miracolo di una medicina sacerdotale. Penso con questa espressione all’istituzionalizzzione di sacerdoti consacrati e insieme medici laureati. E’ quello che voglio fare io…

Eucaristia Sacramentum Hospitalitatis

Carlo Maria Martini - Credo la vita eternaL’arcivescovo emerito: “Certamente Lei ha avuto molte esperienze importanti, anche se non tutte sono andate a buon fine.
Mi suscita qualche problema sentire parlare di intervento diretto di Dio nella malattia. Intervento di Dio sì, ma…diretto? No, non ne sarei così sicuro.

Le azioni operate da Gesù sui malati erano interventi di rivelazione e di misericordia. Gesù non ha guarito tutti i malati del Suo tempo, ma solo una piccolissima parte di essi.

Del resto, la parabola del buon samaritano insegna che è dovere di ogni persona occuparsi della sofferenza del prossimo come punò, e nelle occasioni che gli capitano, non soltanto attraverso la scienza medica, nè soltanto attraverso l’interesse, ma con tutti quanti i mezzi a disposizione.

Gesù risanava alcuni e la Sua missione era al di  sopra delle gurigioni. Tanto è vero che nell’ultima parte della vita non ha quasi compiuto miracoli di questo genere. Sarebbe stata troppo facile la sua missione, se si fosse trattato soltanto di risanare.

Gesù aveva una missione più ampia, più complessa, più universale. Un cristiano avverte tutto ciò, lo intuisce a seconda delle circostanze, ma non può limitarsi a un solo aspetto della presenza di Gesù.

Quanto ho detto non vuol dire che non ci possano essere persone consacrate alla salute degli altri. Ma non deve identificarsi col programma cristiano“.

Grazie, Dr. Bertinelli, per averci offerto, con la tua morte, la possibilità di rispolverare il Vangelo del “farsi prossimo”, una lezione che non si è mai imparata una volta per tutte.

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MEDICINA & PERSONA, SALUTE & SALVEZZA, FEDE-SPERANZA-CARITA’…

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Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. Alleluia. (Preghiera dalla liturgia del 16 agosto 2014, sabato della XIX settimana del tempo ordinario)

Gli Amici di Alberto Bettinelli della casa dei Memores Domini: ”Il suo, uno sguardo da bambino che nulla misura e tutto ama”.

Alberto Bettinelli 02Il nostro Alberto ha compiuto la sua vocazione nel giorno dell’Assunzione della Vergine Maria, secondo l’imperscrutabile disegno del Padre.

Tenera preferenza per il suo essere “bambino nella fede”, entusiasta del bene, tenacemente fedele alla storia che lo ha generato e al padre suo e nostro, Don Luigi Giussani.

Semplice e umile, capace di accudire i malati e in particolare i suoi piccoli con straordinaria attenzione e professionalità, piegandosi al dolore, con un impegno totale.

Capace di uno sguardo che lo faceva commuovere dei drammi del mondo, in particolare laddove era offesa la dignità dell’uomo, era colpita la vita innocente o in pericolo la libertà della fede, come recentemente per i cristiani in Siria e in Medio Oriente.

Assunta nei CieliUna tenerezza di affezione che, segnata dal rapporto con la madre – donna di straordinaria fede – era capace di abbracciare chi gli era vicino e diventare così esempio anche per i nipoti o per i giovani medici e laureandi coinvolti nelle numerose attività di approfondimento e ricerca che promuoveva con gli amici e colleghi medici.

Chiediamo umilmente alla Madonna che interceda per lui e per tutti noi, perché obbedendo alla vocazione, possiamo imparare il suo sguardo da bambino, che nulla misura e tutto ama perché infinitamente amato.

I suoi amici della casa dei Memores Domini di Milano.

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Milano: medici, amici, fratelli nella Fede alle esequie del dr. Alberto Bettinelli. ”Insegnava a curare la malattie col sorriso”

Quando uno ha il cuore buono non ha più paura di niente: è felice di ogni cosa, vuole amare solamente“. E’ racchiusa nelle parole del canto che gli amici “Memores Domini” hanno intonato nel corso della celebrazione, la descrizione più vera dell’umanità di Alberto Bettinelli, primario di pediatria dell’ospedale Mandic di Merate, morto il 15 agosto dopo un malore che lo aveva colto alcuni giorni prima sulla spiaggia di Varigotti, in provincia di Savona.

Un’umanità che, permeata dalla grande fede che da sempre ha modellato la sua vita, si è tradotta nella dedizione ai bambini malati, nella vicinanza alle loro famiglie, nella crescita di colleghi e tirocinanti.

Questa mattina nella chiesa di Sant’Ildefonso a Milano, parrocchia di residenza della sua famiglia, si sono svolti i funerali alla presenza di centinaia di persone. Moltissimi i rappresentati del mondo ospedaliero meratese, gli “ex” del Mandic e poi i parenti (in prima fila l’anziana mamma e la sorella che erano con lui al momento del malore), gli amici, i compagni di Fede.

“Non dobbiamo farci trascinare dalle apparenze e chiuderci nei limiti del dolore, pure inevitabile” ha esordito nella sua omelia Don Pino Alberto, il celebrante che assieme ad altri sei sacerdoti ha officiato il rito funebre “quanto accaduto è il compimento in circostanze misteriose ma reali di una vita in cui l’opera di novità di Cristo è stata l’esperienza dominante. E questo è quanto accaduto ad Alberto. Attraverso il mistero del dolore innocente dei suoi bambini ammalati, dei suoi piccoli pazienti e delle loro famiglie, Alberto viveva la paternità di Dio, in una donazione profonda e in un abbraccio universale“.

Parole di dolore ma cariche di riconoscenza sono state espresse anche dagli amici “memores Domini” di Don Giussani, corrente cattolica di cui il primario faceva parte, così come dai colleghi, medici e infermieri del Mandic che hanno ricordato come “Alberto ha insegnato che le malattie si curano anche con il sorriso“, dai volontari Abio con i quali il medico aveva intessuto un particolarissimo rapporto di collaborazione e amicizia.

Alberto Bettinelli_ricordi_colleghi1Con l’équipe medica e infermieristica e una piccola paziente

Colleghi e genitori di piccoli pazienti ricordano il dr.Bettinelli. ”Alberto non c’è più ci ha lasciati nel giorno dedicato a Maria. Aveva votato la propria vita alla cura dei bambini ammalati”

Il nostro dr. Alberto non c’è più.

Ci ha lasciato increduli, commossi ed addolorati in una giornata dedicata a Colei che gli era cara e che spesso invocava: la Madonna.

Non possiamo non ricordare la sua costante presenza in Reparto.

Alle 7.30 udivamo il suo passo familiare: raggiungeva la cucina e sorseggiava un tè con il personale del mattino.

Poi, subito al lavoro…visite, controlli, discussione di casi critici, riunioni, impegni…

Frenesia di un quotidiano dedicato ai bimbi malati cui ha votato la propria vita.

Ci piace ricordarlo mentre giocava a biliardino coi piccoli degenti o quando compariva dal suo studio con in mano un gioco per un paziente “coraggioso” o con indosso la maglietta dell’Italia al posto del camice…

Ma quello che ricordiamo è l’umanità, la spontaneità di una persona a volte schiva nel raccontare di sé ma generosa nell’essere vicino agli altri, colleghi o malati che fossero.

Ognuno di noi conserva un aneddoto, una frase o un evento che lo riguardano.

Lui non c’è più, ma il suo lavoro resta, resta la professionalità, resta l’umanità, resta ciò che ci ha insegnato.

Da adesso, non potremo far altro che impegnarci nel compito che svolgiamo tra i piccoli per renderlo orgoglioso da lassù del nostro operato, sperando che vegli su di noi come un amico che d’improvviso ha deciso di raggiungere un posto migliore.

Ciao Alberto. Ci mancherai.

L’intero gruppo dei collaboratori – Medici, Infermieri, Ausiliari- della Pediatria e della Chirurgia pediatrica di Merate

Alberto Bettinelli_ricordi_colleghi 2Il dottor Bettinelli con gli amici dell’ABIO durante una festa di Natale

Clementina IsimbaldiSono stata collaboratrice, ora sono da poco in pensione, ma sono soprattutto amica di Alberto, una amicizia che dura da una vita. La sua morte improvvisa mi ha fatto dapprima ricordare un canto che spesso facevamo insieme nei raduni con gli amici, bellissima:

Qualcosa muore nell’anima quando l’amico se ne va. Quando l’amico se ne va e va lasciando una traccia che non si può cancellare. Non andartene ancora, non andartene, per favore, perché anche la mia chitarra piange quando dice addio. Un attimo di silenzio al momento di partire perché ci sono parole che feriscono e non si possono dire. La barca diventa piccola quando si allontana sul mare. Quando si allontana sul mare e si perde all’orizzonte, com’è grande la solitudine! L’amico che se ne va lascia un vuoto che è come un pozzo senza fondo, che non si può riempire“.

Quello che descrive la canzone è l’esperienza di tutti noi con la sua scomparsa. Eppure non è tutto qui. Non basta dire “E’ così“, non ci basta. A me non basta perché c’è dell’altro. Cioè: la vita non è solo questo, la morte di Alberto è segno di Altro. Era un bravo medico, interessato a tutto, a tutti i nostri piccoli pazienti; ma soprattutto la vita di Alberto è stata piena di un Altro che l’ha trasfigurata.

Primario sì, ma con la capacità di rendere possibile a ciascuno dei suoi collaboratori di essere se stesso, di esprimere sé nello specifico del lavoro, aspettando senza pretesa da ciascuno il risultato che pazientemente attendeva…..In questo modo, in questa libertà, il nostro reparto è cresciuto negli anni, con il contributo di ciascuno. E con la dedizione di ciascuno per una gratuità che si vedeva all’opera nei propri confronti. Ecco, questo è stato per me Alberto. Lo ricordo così.

Drssa Clementina Isimbaldi

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tenersi-per-manoCaro Dottore,
non può neanche immaginare lo sconforto e il senso di vuoto che noi tutti proviamo. La perdita di una persona come lei, unica e dal cuore grande,che ha fatto del suo lavoro una vera e propria passione aiutando tante persone,tanti genitori spaventati come noi,ma sopratutto tanti bambini come mio figlio. Un uomo magnifico,sempre con il sorriso,sempre disponibile,umile….qualità che in una persona sola è difficile trovare,possiamo dire che è quasi impossibile.

Un DOTTORE che non ha mai smesso di capire,di studiare,di appassionarsi,di ascoltare ogni singola persona e il suo problema,con calma e interesse,quanti dottori lo fanno ancora?,in quanti si siedono con il paziente e lo ascoltano?,purtroppo siamo stati in molti ospedali,ma nessuno ci ha mai capito e compreso come lei.

Si è sempre interessato ogni volta che mio figlio veniva ricoverato qui a Massa,ha sempre risposto a ogni nostra chiamata,ogni nostra mail…quando una volta all’anno si veniva al Mandic si occupava di trovarci una sistemazione per notte sempre meno costosa, perché il viaggio per noi, ma sopratutto per Tommaso era un pò lungo.

La mattina dopo aspettava il primo prelievo e arrivava con una bella brioche calda per il bimbo…. “Mangia che diventi forte!”…..ecco questo era lei. Non ci saranno mai belle parole o grandi aggettivi per poterla descrivere,nessuno le renderebbe mai giustizia, perché lei era questo e molto più. Senza di lei ci sentiamo persi,disorientati,spaventati come prima di conoscerla…ma il suo bellissimo ricordo sarà sempre con noi,ci darà forza,ci guiderà e ci aiuterà a continuare a percorrere la strada da lei insegnata. Grazie Bettinelli, è stato un onore conoscerla.

Francesca e Michele

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Oggi le voci squillanti dei bambini non riescono a mitigare il dolore e lo sconcerto di tutto il personale, che lo ricorda come grande medico e grande uomo.

La sua competenza nel trattamento delle tubulopatie era riconosciuta a livello internazionale, e la sua positività, gentilezza e disponibilità erano indiscusse” ha spiegato il dottor Cogliati.
Il direttore sanitario del Mandic, dottor Gedeone Baraldo, ha raggiunto i colleghi nel pomeriggio di oggi. “Abbiamo subìto una grave perdita, incolmabile, dal punto di vista professionale e umano” ha commentato con amarezza. “Il dottor Bettinelli aveva un grande attaccamento ai suoi pazienti, e si dedicava ad ogni singolo caso con grande impegno, senza mollare finchè non era riuscito ad ottenere una diagnosi chiara”.

 

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4 risposte a IL DR. ALBERTO BETTINELLI: PROFUMO DI SAMARITANO – Angelo Nocent

  1. lucetta ha detto:

    Un altro “santo” in cielo!!!! Mi verrebbe da chiedere a DIO perchè lo ha sottratto a tanti piccoli che avevano bisogno di lui, visto che faceva il suo lavoro con tanto amore ma dico solo……FIAT.

  2. lucetta ha detto:

    Passo, rileggo, penso e ringrazio.🙂

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