OGGI ARIA DI PARADISO – Angelo Nocent

San Callisto I SAN CALLISTO I, Papa

Nacque nella seconda metà del secolo II. Di condizione servile, era tuttavia molto apprezzato dal correligionario Carpoforo, che gli affidò l’amministrazione dei suoi beni. Fu ordinato diacono dal papa Zefirino, al quale successe nella cattedra di Pietro l’anno 217 e resse la Chiesa per cinque anni e due mesi. La sua elezione provocò lo scisma di Ippolito, che rimproverava a Callisto la sua origine servile e soprattutto la sua arrendevolezza nei confronti dei peccatori. San Callisto dovette combattere anche contro l’eresia sabelliana. Morì “martire” nel 222, non per mano dell’autorità imperiale ma in occasione di una sedizione popolare.

Callisto IO glorioso Papa Callisto, intercedi per il Santo Sinodo dei Vescovi in corso.

Nell’ odierna LITURGIA DELLE ORE mi sono lasciato prendere da questo passo, ispirato dalla Chiesa delle origini peri cristiani di ogni tempo, siano essi nella persecuzione chiamati al martirio o in tempi di pace, dove quasi sempre si vive un segreto lancinante martirio interiore.

Guarda caso, proprio ieri avevo preparato una  “cartolina” sul tema:

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«Le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi» (Rm 8, 18).

Chi dunque non si sforzerebbe in tutti i modi di raggiungere tanta gloria da divenire amico di Dio, da entrare subito nel gaudio di Cristo, in modo che, dopo i tormenti e i supplizi della terra, possa riceverei premi del cielo?

Per i soldati della terra è un titolo di gloria ritornare in patria trionfanti, dopo che hanno vinto il nemico. Ma non sarà, allora, molto più grande, molto più stimabile, la gloria di chi ritorna trionfante in paradiso, dopo aver vinto il diavolo?

Nel luogo da cui Adamo peccatore fu cacciato, là riporteremo i trofei vittoriosi, dopo aver gettato a terra colui che ci aveva dapprima ingannati. Offriremo a Dio come dono graditissimo la nostra fede incontaminata, la virtù della mente intatta, e la lode luminosa della nostra devozione. Ci accompagneremo a lui quando verrà il momento di ottenere la vendetta sui nemici. Staremo al suo fianco quando si siederà per giudicare. Saremo al suo fianco quando si siederà per giudicare. Saremo fatti coeredi di Cristo e resi uguali agli angeli. Avremo la gioia di possedere il Regno celeste insieme ai patriarchi, agli apostoli, ai profeti.

  • Quale persecuzione può esercitare una pressione verso il male pari a quella esercitata da queste realtà verso il bene?
  • Quali tormenti una spinta maggiore?

Un cuore pieno di queste promesse diventa saldo, un animo, certo di tale premio, non potrà essere piegato da nessun terrore del diavolo e da nessuna minaccia del mondo; l’animo, dico, corroborato dalla fede certa e solida nella vita futura.

Si abbatta pure sui cristiani la tempesta della persecuzione. Essi non temeranno, perché vedono aperto su di loro il cielo. Li minacci pure l’antiCristo, ma Cristo li protegge. Venga loro inferta la morte, ma li segue l’immortalità.

  • Che felicità, che gioia uscire da questo mondo nella letizia, uscire gloriosamente attraverso amarezze ed angustie, chiudere in un istante gli occhi che prima vedevano gli uomini e il mondo, e riaprirli subito per vedere Dio, il Cristo!
  • Come appare rapido questo passaggio alla felicità! In un attimo sei sottratto alla terra per essere collocato nel regno dei cieli.

Tutto questo bisogna pensarlo con la mente e col cuore e meditarlo giorno e notte. Se la persecuzione troverà un soldato di Cristo impegnato così, non potrà vincerne la fortezza protesa verso il premio. Se invece la suprema
chiamata verrà prima, non rimarrà senza premio la fede che era preparata al martirio. Il prima e il dopo non interferiscono sul premio che Dio giudice concede.

Nella persecuzione viene coronato il combattimento vittorioso, nel tempo di pace la condotta esemplare. (Capp. 13; CSEL 3, 346-347)

Catacombe di San CallistoCATACOMBE DI SAN CALLISTO – ROMA

Le catacombe sono sorte verso fine del II secolo, con alcuni ipogei cristiani privati e da un’area funeraria direttamente dipendente dalla chiesa romana. Prendono nome dal diacono Callisto I, preposto da papa Zefirino all’amministrazione del cimitero stesso. Salito a sua volta al soglio pontificio, Callisto ingrandì il complesso funerario, che ben presto divenne quello ufficiale della Chiesa.

Rom,_Calixtus-Katakomben,_Krypta_der_PäpsteLa cripta dei Papi

buon Pastore - Catacombe San CallistoIl Buon Pastore (Il Pastore Bello)

Agape_feast_04Banchetto liturgico tra cristiani

1-Ultimo Giorno

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5 risposte a OGGI ARIA DI PARADISO – Angelo Nocent

  1. lucetta ha detto:

    “Un cuore pieno di queste promesse diventa saldo, un animo, certo di tale premio, non potrà essere piegato da nessun terrore del diavolo e da nessuna minaccia del mondo; l’animo, dico, corroborato dalla fede certa e solida nella vita futura.”

    Allora perchè pur avendo fede, credendo nelle promesse, nella vita eterna, nell’incontro amoroso con il Padre…..HO PAURA delle persecuzioni, delle alluvioni, dei terremoti, e al solo pensarci mi viene da desiderare di morire prima che ciò possa accadermi?
    Povera me, forse la mia fede è ancora molto debole e fragile.
    Sono un globulo anemico.

    • angelonocent ha detto:

      Lucetta,
      ho appena trovato in facebook una cartolina che poneva solo la domanda.
      Io vi ho aggiunto la risposta che m’è venuta per prima:

      Come vedi, LA MORTE E’ PRIMA DI MORIRE.
      Gesù nel Getsemani s’è caricato delle nostre paure. Quando sarà il momento, sono sicuro che non saremo lasciati soli a terrorizzarci con le nostre mani.

  2. msilvia2 ha detto:

    Persecuzioni, alluvioni,terremoti. Fanno paura, sono prove e non sono la morte.
    Non abbiamo mai sperimentato la persecuzione. Dobbiamo pregare molto. Per i cristiani perseguitati che testimoniano fede eroica.
    E per noi che stiamo vivendo eventi che mettono a dura prova la fede anche se non subiamo persecuzioni.
    Dobbiamo, devo vivere in grazia di Dio, confessare e pentirmi e riparare i miei tanti peccati.Questo mi fa paura. Non so come fare per riparare di fatto. Posso solo sperare nella Sua Misericordia e portare a Lui il carico dei peccati che porto su di me.
    Mi conforta il fatto che anche Lui si è fatto “peccato” per liberarci e pagare per noi. Per me.
    Porto tutto a Lui. Con Lui.
    Signore Ti prego: non so che altro fare. Difendimi Tu.
    La morte, solo così non mi fa paura.
    In qualsiasi modo, momento, situazione…sia benedetta sempre! Vieni Signore Gesù!

  3. msilvia2 ha detto:

    In realtà, ho sempre paura.
    Non della “morte” ma dei giorni che verranno e che ancora devo vivere. Devo restare fino a quando Lui vuole, come Lui vuole.
    “Dare la vita” è una cosa che fa paura, cioè vivere : la morte in realtà è la Vita, come dice Claudio citando Gv 11, 25.
    Scusate la confusione ma avevo proprio desiderio di condividere questi pensieri.
    Grazie e continuiamo a vivere (pregare) aspettando di entrare infine nella Vita!

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