NON SO VOI MA IO IN CHIESA CANTO A PIENA VOCE – Angelo Nocent

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Dicevo nel titolo:”NON SO VOI MA IO IN CHIESA CANTO A PIENA VOCE”. Ormai la raucedine si fa sentire e dalla gola non sempre escono le intenzioni della mente. Ma non desisto. Perché anche il cuore può fare la sua parte :

Sacris solemnis juncta sint gaudia
Corda et voces et opera
Recedant vetera, nova sint omnia…”

Ai solenni riti religiosi si unisca la gioia, e dai cuori si innalzino lodi; cessi ciò che è vecchio, nuove siano tutte le cose, i cuori, le parole, le opere” 

Sul libro dei canti che c’è in ogni chiesa, solitamente viene riportata questa frase di Sant’Agostino:CHI CANTA PREGA DUE VOLTE”. Ma non tutti la prendono sul serio e tanti adducono il solito motivo: sono stonato.

Chi canta prega due volte” (72, 1) la si trova in Sant’Agostino – Esposizioni sui Salmi (Enarrationes in Psalmos): dove fa una precisazione che mi trova in difetto; [Si deve cantare] non solo con la voce ma con i fatti (Non solum voce sed et opere). – 146, 14.

E spiega:

  • In realtà, il salmo è un cantico: non un cantico qualsiasi ma un cantico accompagnato sul salterio.
  • Il quale salterio, poi, è uno strumento musicale, come la lira, la cetra e gli altri strumenti che sono stati inventati per accompagnare il canto (organa […] quae inventa sunt ad cantandum).
  • Pertanto colui che salmeggia non canta soltanto con la voce ma ha con sé anche uno strumento chiamato salterio, per cui l’abilità delle mani s’accorda con la voce.
  • Vuoi dunque salmeggiare?
  • Non sia soltanto la tua voce a cantare le lodi divine ma alla tua voce s’accordino anche le opere. Se infatti canterai [solo] con la voce, a un certo momento dovrai tacere: canta invece con la vita, affinché mai debba tacere. – 146, 2”

Dopo la bella premessa, la Liturgia odierna riporta nel Breviario il commento del Padre della Chiesa sul salmo 32

Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo

(Sal. 32, Disc. 1, 7-8; CCL 38, 253-254)
Cantate a Dio con arte nel giubilo


Sant'Agostino - Filippino_lippi«Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo!» (Sal 32, 2. 3).

Spogliatevi di ciò che è vecchio ormai; avete conosciuto il nuovo canto. Un uomo nuovo, un testamento nuovo, un canto nuovo.

  • Il nuovo canto non si addice ad uomini vecchi. Non lo imparano se non gli uomini nuovi,
  • uomini rinnovati, per mezzo della grazia, da ciò che era vecchio,
  • uomini appartenenti ormai al nuovo testamento, che è il regno dei cieli.
  • Tutto il nostro amore ad esso sospira e canta un canto nuovo.
  • Elevi però un canto nuovo non con la lingua, ma con la vita.

Salmi tissot-davidCantate a lui un canto nuovo, cantate a lui con arte (cfr. Sal 32,3).

Ciascuno si domanda come cantare a Dio.

  • Devi cantare a lui, ma non in modo stonato.
  • Non vuole che siano offese le sue orecchie.
  • Cantate con arte, o fratelli.

Quando, davanti a un buon intenditore di musica, ti si dice: Canta in modo da piacergli; tu, privo di preparazione nell’arte musicale, vieni preso da trepidazione nel cantare, perché non vorresti dispiacere al musicista; infatti quello che sfugge al profano, viene notato e criticato da un intenditore dell’arte.

Orbene, chi oserebbe presentarsi a cantare con arte a Dio, che sa ben giudicare il cantore, che esamina con esattezza ogni cosa e che tutto ascolta così bene? Come potresti mostrare un’abilità così perfetta nel canto, da non offendere in nulla orecchie così perfette?

Ecco egli ti dà quasi il tono della melodia da cantare:

  • non andare in cerca delle parole, come se tu potessi tradurre in suoni articolati un canto di cui Dio si diletti.
  • Canta nel giubilo.
  • Cantare con arte a Dio consiste proprio in questo: Cantare nel giubilo.

Che cosa significa cantare nel giubilo?

  • Comprendere e non saper spiegare a parole ciò che si canta col cuore.
  • Coloro infatti che cantano sia durante la mietitura, sia durante la vendemmia, sia durante qualche lavoro intenso, prima avvertono il piacere, suscitato dalle parole dei canti, ma, in seguito, quando l’emozione cresce, sentono che non possono più esprimerla in parole e allora si sfogano in sola modulazione di note. Questo canto lo chiamiamo «giubilo».

Elena Maya Akisada Nocent - Angelo musicanteIl giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. E verso chi è più giusto elevare questo canto di giubilo, se non verso l’ineffabile Dio? Infatti è ineffabile colui che tu non puoi esprimere. E se non lo puoi esprimere, e d’altra parte non puoi tacerlo, che cosa ti rimane se non «giubilare»? Allora il cuore si aprirà alla gioia, senza servirsi di parole, e la grandezza straordinaria della gioia non conoscerà i limiti delle sillabe. Cantate a lui con arte nel giubilo (cfr. Sal 32, 3).

Nelle nostre chiese ormai si sente cantare di tutto: c’è il buono e il gramo, sia melodico che testuale. Queste cose sant’Agostino le diceva dal pulpito ai suoi cristiani di Ippona milleseicento anni fa !

UOMO AVVISATO…

1-Scan10093San Riccardo Pampuri che nella sua parrocchia aveva messo in piedi una corale ed anche una banda musicale (nella foto), sembra appartenesse anche lui alla benemerita categoria degli stonati ma è detto nelle testimonianze che durante il lavoro era solito canticchiare canzoni alla Vergine, inni sacri…

I M I T I A M O L O

ANCHE SE PIENI DI DISPIACERI


Ciò che non sappiamo dire con le parole, sfoghiamolo con qualche modulazione. E, se esce anche qualche lacrima, vorrà dire che  “abbiamo pregato due volte”.

1-San Riccardo Pampuri7-002Il contatto con i santi fa bene. Invito a sbirciare ogni tanto questo sul blog:

SULLE ORME DI SAN RICCARDO PAMPURI – 33 anni di sì a Dio

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2 risposte a NON SO VOI MA IO IN CHIESA CANTO A PIENA VOCE – Angelo Nocent

  1. lucetta ha detto:

    Anch’io canto a piena voce e grazie a Dio sono intonata. Dopo l’asportazione della tiroide per due anni sono rimasta senza la capacità di poter cantare poi pian piano ho recuperato. Buona serata ed inizio settimana.

    • msilvia2 ha detto:

      Canto.E’ dolce e confortante il canto in Chiesa, anche se sono stonata. Lo ero prima della tiroidectomia e tale sono rimasta.
      Canto volentieri, anche se mi disturba un po’ il canto subito dopo la Comunione…

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