TERMOMETRO SANITA’: STATO FEBBRILE – SINTOMI – Angelo Nocent

1-Infermieri - Allieve

Foto d’altri tempi

Da qualche mese, per via di un contatto frequente con l’ospedale,  sto esplorando su facebook il mondo della salute (medici-infermieri). Così m’è venuto in mente di comporre una serie di “cartoline” da mettere in circolazione sul Web. Ormai sono tante e le mostrerò un’altra volta. Non sempre, ma alcuni le apprezzano. E ciò mi è di stimolo: “La Chiesa cresce non per proselitismo ma per ATTRAZIONE” (Papa Francesco)

Essere GLOBULI ROSSI in sanità. Che bel sogno!

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Finora mi è sembrato che questa parte di mondo, almeno nel nostro Paese, sia perennemente in conflitto, sia per motivi sindacali che professionali: gli INFERMIERI LAUREATI si sentono in un vestito stretto, dove regna la confusione ( per usare un eufemismo) sulle competenze professionali, una lotta permanente con i MEDICI sempre pronti a difendere la categoria e poco e nulla disposti a cedere determinate incombenze: “il medico sono io!”.

Anche in questo ambiente, l’ESSERE APERTAMENTE CRISTIANI è un inconveniente aggiunto. Motivazione: “è ora di finirla di dire che la nostra è una MISSIONE. Abbiamo studiato e la nostra va considerata una PROFESSIONE. Punto. Stop.

Siamo lontani dai tempi del medico MOSE’ MARMONIDE che, pur non cristiano, aveva della sua professione un visione altamente spirituale ed umana. (Ne parlo altrove).

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L’INFERMIERA NEO-LAUREATA E NONNO ANGELO IN PENSIONE – 
UNO SCAMBIO DI VEDUTE SU FACEBOOK

Navigando sui siti del personale infermieristico, ormai laureato e perciò molto più colto e professionalemente preparato rispetto ad altri tempi, capita di sentire una forte insofferenza per certi termini come “vocazione“, “religione“, “Vangelo“, “carità“, “missione“…tutti termini considerati d’ altri tempi che si vorrebbe non tornassero mai più. Il seguito rispecchia molto bene un sentire generalizzato.

Infermieri 3

Cara Francy (nome di fantasia), siccome non la penso come te, mi piacerebbe diventare tuo amico.

Ciao su cosa non la pensi come me? Sempre bello lo scambio d’opinione.

Sul tuo articolo “……”.  Ti ho anche fatto pubblicità e qualcuno lo ha condiviso.

Io ci credo in Dio solo che l’infermiere non può essere definito santo o altro. Perché credimi io gli infermieri li vedo ogni giorno. Ci sono anche infermiere che sono suore laiche e credimi a volte faccio fatica a vedere la loro umanità con certi pazienti.

Li conosco bene anch’io gli infermieri e anche i medici.

Il mio paziente preferito è un 41 bis, lo so che è strano… Ma proprio perché sono un’infermiera che non opera in base al proprio credo ma alla propria professionalità. Ho avuto a cuore quel paziente. Nonostante avesse fatto tanti omicidi. 

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Hai ragione. Ma il Papa non voleva beatificare la categoria. E’ per questo che ti ho chiesto l’amicizia.

No certo, ma la gente non capisce e io sono stanca di sentirmi dire che è una vocazione. 

Sono tanti a pensarlo, non solo la gente ma anche gli operatori medici e infermieri. Ma non bisogna fare confusione, perché con le parole riusciamo a imbrogliarci. Dio chiama sempre e chiama tutti ma non siamo di plastica, fatti in serie Ognuno avverte la sua chiamata che è personalissima. La tua non è la mia, anche se andiamo nella stessa direzione.

Ma son due cose differenti! Io posso essere stata chiamata da Dio nella mia vita privata non nel lavoro perché io cittadino pretendo che se anche domani dovessi incontrare un infermiere buddista,mussulmano, ateo o qualunque cosa mi tratti nel miglior modo possibile.

Perché è un professionista. E poi davvero credimi. Mi piacerebbe sapere…Come si fa a credere in Dio quando vedi certe cose…non ce la faccio…non riesco a darmi la solita risposta se è successo è perché Dio ha altri progetti. E poi io non riesco ad essere “buona”con tutti

Ci sono certi pazienti che se potessi li manderei a quel paese ma non lo faccio per dovere deontologico! Capita come capita in ogni lavoro.

Succede a te, succede a me, succede un po’ a tutti…compreso le “consacrate”…ma qi viene il bello. Non so se conosci un certo Maimonide.

No.

Ne ho scritto proprio oggi. Qui c’è solo una parte…

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Il resto lo trovi qui per esteso:

PREGHIERA DEL MEDICO MAIMONIDE

(Dopo aver letto la cartolina)

Posso farti una domanda? Che lavoro fai!? Perché io te lo assicuro a volte c’è così poco di compassionevole nel nostro lavoro!

Ho lavorato una vita in ospedale con mansioni diverse. Adesso sono tuo nonno in pensione.

Sai perché ho scelto di essere infermiera?

No.

1-MiracoliPerché ho visto morire a soli 18 anni una persona cara… E sai perchè non è stata la religione a spingermi a fare l’infermiera? Perchè quando ero catechista (giuro lo sono stata) credevo che Dio avrebbe ascoltato le mie preghiere e semplicemente non l’ha fatto… Non ha ascoltato le mie nè quelle della ragazza morta (anch’essa molto credente).

E allora dimmi cosa c’è di divino quando una ragazza muore di cancro a soli 18 anni??? Cosa c’è di divino quando la chiesa ti chiude le porte in faccia se hai fatto un errore? Niente. La verità è che predichiamo tutti bene. Ma nella realtà siamo diversi.

E se uno muore a 34 come in questa? (foto)
Si chiama Elena ed è mia figlia
E se ti operano la moglie per un tumore al colon, solo un mese fa?

1-Fragile 2Tu hai la forza.

Io sono la fragilità in persona.
La forza non la vendono in farmacia.

Spero però tu abbia incontrato infermieri validi anche se non credenti.

Per i NON CREDENTI (che probabilmente non esistono) c’è una pagina del vangelo fatta per loro… (ma non ho avuto il tempo di sviluppare il ragionamento)

Io voglio che i pazienti incontrino qualcuno che li faccia sorridere ma nel frattempo li curi con professionalità io avrei voluto questo niente altro.

Il mio lavoro non c’entra con la religione.

Il tuo lavoro non è altro che te in azione. E tu non sei credente o non credente a seconda delle ore del giorno.Io sono quello che sono per GRAZIA DI DIO. SempreE se non faccio bene, non faccio bene e basta, credente o non, con la laurea o con la licenza elementare. Tu sei persona, professionista, credente oppure no, ma PENSANTE SEMPRE 

Ritengo la mia professione troppo importante per confonderla con la religione… Anche perché la religione mi han delusa più di una volta … Mi spiace. Però grazie. Grazie per l’impegno che ci metti.

1-Angelo6

Non sono qui a convertire nessuno.

Dimmi hai incontrato professionisti validi? In tutti quelli che hai incontrato hai visto la mano di Gesù ? È questo quello che cerco di farti capire… Non siamo tutti uguali… E vederla così è anche un’offesa a Gesù dire che certi infermieri operano al posto suo.

La religione è poca cosa. C’è una pagina di Vangelo fatta apposta per gli atei. E quella dove viene detto che “qualunque cosa tu faccia a uno in difficoltà, l’hai fatta a Lui”

Hai ragione, quando diamo i numeri, non c’è religione che tenga. Ma…bisogna evitare le confusioni, i giochi di parole…

Il prof. Veronesi è dalla tua parte.

1-esporta7 

Mah, non credo proprio.

Ha appena scritto un libro dove dice che dopo Auschwitz il cancro è un’altra prova che Dio non esiste. Secondo lui, uomo di scienza  e coscienza, non si può più credere in Dio. 

Veronesi l’ho visto all’opera nel mio ospedale per una sua parente devo dire che anche lui predica bene ma… C’ è niente da fare, quando tocca a te é tutta un’altra cosa…. 

SLAHo conosciuto un paziente il giorno di natale. Ha pianto tanto e io credimi ho davvero fatto fatica a trattenere le lacrime. Era tanto malato ma soprattutto aveva una moglie malata di SLA oramai agli sgoccioli della malattia. Attaccata a un respiratore. E la teneva in casa con lui. Ed era disperato, la vedeva giorno dopo giorno morire e soffrire e nel frattempo stava morendo anche lui. 

Immagino tu sia contrario all’eutanasia, ma quest’uomo ha chiesto aiuto a tutti ma era solo. Si tratta davvero di eutanasia? Se non ci fossero i respiratori quella donna sarebbe ancora viva? 

É vita essere immobilizzati dalla testa in giù. E aspettare che il cuore di fermi? 

Ho una sorella malata di distrofiaE ci penso spesso come sarà,cosa farò.Io non lo so. Ma io credo che nessuno si possa arrogare il diritto di scegliere per gli altri perché la sofferenza è personale.  

E siamo tutti bravi a parlare ma ognuno reagisce a modo proprio, non tutti siamo forti e non tutti siam deboli. E Dio non ci ha regalato la vita x soffrire.La medicina non ha fatto passi da gigante per prolungare la sofferenza. 

Nessun prete è mai andato a casa di quel mio paziente solo perché lui ha osato porre il dubbio che forse era meglio lasciarla andare.

Mia moglie a 37 anni ha avuto una severa aplasia midollare causata da un farmaco. Per undici anni è vissuta solo di trasfusioni. Avevo due bambini uno di sei e uno di otto anni e i medici le davano un anno di vita…

Oggi ne ha 69. A causa del cortisone ha avuto un potente diabete, due interventi alla vista, un rene che non lavora più, il cuore malandato, adesso l’intervento di tumore…

Abbiamo perso una figlia improvvisamente. Era in Giappone e quando sono andato l’ho trovata in una scatola, dopo la cremazione...

Questo solo per dirti che di dolore un po’ me ne intendo. 

Mi spiace… Io non voglio dire che sbagli, anzi credimi, io invidio chi nonostante tutto riesce a non perdere la fede… Perché è importante per ognuno di noi. È che il mio Dio è dentro di me e non ha un nome, una religione.Lo so che cè ed è li e non mi aspetto niente. Evito di farmi domande perché non so darmi le risposte.

Si può perdere solo qualcosa che si ha, ma se si ha (la fede) –  ed è un gioiello -, meglio non perderlo. 

So che nel corso degli anni a Dio sono state attribuite troppe cose che in realtà non ha mai detto. Questo vale per tutte le religioni. Sono sicura che Allah non ha mai pensato alla guerra,né che il mio Dio Cristiano abbia additato gli omosessuali.So che Dio è amore in ogni sua forma. Quindi anche tra due donne e tra due uomini

Vedi, nel mondo ci sono tante religioni ma quella cristiana non lo è, perché E’ UNA RIVELAZIONE, il rovescio della religione. 

So che Dio è un Dio che perdona. Non che fa sentire in colpa. Quello ce lo siamo inventati noi. Perché là chiesa è la prima ad aver rovinato il messaggio di Dio. Perché è fatta di uomini.

Allora tu e io facciamo bene a non credere a certe le balle! 

Io credo nella bontà d’animo nei fatti non nelle parole. Ecco perché mi sono allontanata dalla chiesa come istituzione. 

  • La chiesa che si fa pagare 100 euro per nominare una volta il nome di un defunto. 
  • La chiesa che chiede soldi per il matrimonio e tutti gli altri sacramenti
  • La chiesa che parla dei politici che rendono povera la gente e nel frattempo naviga nell’oro.

 Dov è finito il messaggio di Gesù? Di San Francesco? E poi fanno sentire colpevoli noi. Di amare questo o quest altro o di fare questo o quest altra cosa.

Il messaggio di Gesù è come l’oro; piccole pepite, che vanno cercate in mezzo alla sabbia, a tante scorie, quelle che tu hai elencate.

Lui stesso ha detto:Fate quel che vi dicono, ubbidite ai loro insegnamenti, ma non imitate il loro modo di agire: perché essi insegnano, ma poi non mettono in pratica quel che insegnano. 4Preparano pesi impossibili da portare e li mettono sulle spalle degli altri: ma da parte loro non vogliono muoverli neppure con un dito” (Mt 23, 3-4).

Ti piace San Francesco? Anche lui si è trovato nella situazione che tu hai appena finito di denunciare. Tutto era squallido intorno a lui. E ha dovuto andare a Roma, alla corte papale del tempo… Le stimmate sono una sofferenza. E Gesù gliele ha regalate, gliele ha fatte condividere, per la Chiesa malata del suo tempo.

Posso farti una domanda? In realtà non so nemmeno perché ti dico queste cose ma visto che ci siamo… Come mai un prete non può confessare una donna che ha abortito?  Una volta mi han detto che può farlo solo un frate ma non un prete. Non l’ ho mai capito.

Sono tutti argomenti cose che fanno girare la testa…Ma una professionista della salute deve reggere a questi urti irragionevoli. 

In che senso ? Non ho studiato che un prete può o meno far confessare chiunque?

Papa Francesco

Non è che non può confessare…
Dare l’assoluzione per questo tipo di “colpa” compete al vescovo che delega solo alcuni sacerdoti. Questa è la norma. Non lo dico io.

Cioè secondo me se uno va a confessarsi, deve poterlo fare. E non fa un po ridere? Mi viene in mente una frase di un grande cantante le porte delle chiese son sempre chiuse quando servono. Dio è più semplice di tutto ciò. Si può parlare direttamente con lui senza intermediari tanto nessuno è senza colpa.

Allora Papa francesco ha detto che la Chiesa è come un ospedale da campo. Inutile chiedere a un malato gravemente ferito se ha il colesterolo a posto o la glicemia in regola…

Non è questione di colpa. Il vescovo presiede a tutto. Ma non avendo mille mani, deve delegare. E questi delegati sono i preti, ai quali affida compiti precisi.
Di fare esorcismi, ad esempio, non viene permesso a tutti, solo ad alcuni sacerdoti.

Io un “prete samaritano” l’ho incontrato in Giappone. E’ italiano e si chi chiama Don Mario, di Vercelli.

Per l’aborto, basta andare in Duomo e c’è un confessionale con il prete autorizzato. Si chiama PENITENZIERE (addetto ai casi speciali).

Caro Angelo, mi è piaciuto tanto parlare con te ma è ora di andare a nanna…
PS. Spero tu e tua moglie incontriate sempre infermieri degni di essere chiamati tali… A me importa solo questo perchè tengo tanto alla nostra figura
e ai miei pazienti… Auguro una pronta guarigione a tua moglie…

Ah non hai perso tempo stasera, non mi hai convinta ma è stato bello poterne parlare… Eh complimenti per la tua forza e per la tua fede…buonanotte.

Notte! anche a te. Da oggi tu e tutti quelli che ti stanno a cuore sono nei miei pensieri e nel mio povero pregare.
Si professionale e assomiglierai a Gesù che come medico non era per niente male. I tuoi pazienti ti benediranno.

1-Angelo17

1-Infermieri 04

Grazie, Francy, per l’amicizia !

Buona notte 2

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4 risposte a TERMOMETRO SANITA’: STATO FEBBRILE – SINTOMI – Angelo Nocent

  1. msilvia2 ha detto:

    Non so chi leggerà questo commento.
    Essendo io, anche se ormai da tempo NONNA come Angelo, un medico, mi sento necessitata a dire due parole.
    Sono stata Medico e lo sono ancora, anche se in pratica da tempo ho minime occasioni di compiere atti professionali.
    Medico, se lo sei una volta, lo resti sempre, anche se sei vecchio e pensionato.
    Anche infermiere, è la stessa cosa: lo sei e non smetti di esserlo quando hai terminato il turno.
    Vocazione, c’entra sempre: la Vocazione, è un fatto personale. Anche un bancario, un operaio, un insegnante, una casalinga, un disoccupato…: tutti, abbiamo la nostra Vocazione personale. Dio chiama ciascuno di noi.
    Per un medico, per un infermiere, vivere la propria Vocazione personale nella professione, è una grazia speciale, per lui e per i pazienti. Un infermiere – un medico- deontologicamente corretto, svolge un servizio certamente prezioso ed efficace. Un infermiere che vive nella professione la sua Vocazione personale, trasmette qualcosa di speciale. A contatto con il malato, medico, infermiere o altro (vedi Angelo), sei comunque chiamato a “toccare” la persona, nella sua realtà totale. Fisica e spirituale. Nella sua debolezza, nella sua sofferenza..Sei chiamato a “amarla” anche solo professionalmente. Quanto più, se nell’atto professionale c’è anche l’Amore. Dio.
    Forse, non sono stata capace di dire ciò che ho dentro.
    Comunque, infermiere o medico o quant’altro, lo sei e lo resti: e la Vocazione anche. E’ la tua vita, sempre e comunque.
    Sono un medico: sono moglie, madre, nonna e tanto altro…Lui, Dio, vive in me sempre, malgrado le Croci continue e sempre nuove. Malgrado il buio che alla fine sembra spegnere ogni luce.
    Ma la Fede ti da ancora e sempre la Luce che malgrado il dolore, ti fa sorridere e trasmettere sorriso…

  2. lucetta ha detto:

    “Malgrado il buio che alla fine sembra spegnere ogni luce.
    Ma la Fede ti da ancora e sempre la Luce che malgrado il dolore, ti fa sorridere e trasmettere sorriso…”
    Questa conclusione del tuo commento, cara Silvia, mi piace…….MOLTO❤

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