2 NOVEMBRE…PERCHE’ LA VITA NON E’ TOLTA MA TRASFORMATA – Angelo Nocent

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Commemorazione dei nostri defunti

1-Elena Maya Akisada Nocent105In faccia alla morte l’enigma della condizione umana diventa sommo». (CV II). Con queste parole gravi il Concilio Vaticano II descrive l’ansietà e la povertà dell’uomo di fronte al mistero della morte. E noi siamo chiamati ad avvicinarci a questo mistero, e ad avvicinarci ad esso non come ad una realtà astratta, ma come a qualcosa che ha creato strappi dolorosi nella nostra carne, nella vita di ciascuno di noi. Ricordiamo infatti i nostri defunti, i nostri cari che ci hanno lasciato.

Per ciascuno di noi sono nomi, persone, volti, parole care che ritornano alla mente, che riempiono la memoria dei giorni passati insieme, dei luoghi animati da presenze care e amate. Anche i grandi Santi hanno vissuto lo strazio di queste separazioni: S. Agostino ha descritto con parole ancora vive la sofferenza da lui provata alla morte della madre. Ci dice: «Mentre le chiudevo gli occhi, una tristezza immensa si addensava nel mio cuore e si trasformava in un fiotto di lacrime. Ma cos’era dunque – si domanda – che mi doleva dentro gravementese non la recente ferita derivata dalla lacerazione improvvisa della nostra così dolce e cara consuetudine di vita comune?».

1-Elena Maya Akisada Nocent9-001Se dunque per i Santi le separazioni dolorose possono essere così penetranti, tali da spezzare il cuore, che cosa non sarà per ciascuno di noi e come non provare pena nel rivivere questi momenti di dolore e di separazione?

Ma i grandi Santi ci mostrano anche la via aperta all’uomo nel mistero della morte. È la via della Pasqua di Cristo che con la sua morte ha distrutto la nostra morte, con la sua risurrezione ha fatto a noi dono della vita.

E noi ricordiamo i nostri defunti non soltanto nella mestizia della separazione, ma li ricordiamo rivivendo il passaggio di Cristo nella morte, e attraverso la morte, alla vita, perché in questo stesso Cristo i nostri defunti vivono e vivranno.

  • I nostri morti sono con noi e vivono con noi e li possiamo sentire uniti alla nostra preghiera.
  • Essi ci parlano nella parola di Gesù, essi sono presenti con noi nella consolazione che il Signore ci dà.

Cardinale Carlo Maria Martini

da Sulle strade del Signore

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Conmemoración de nuestros muertos

En lo que se refiere a la muerte que la condición del hombre es más envuelto en la duda “. (CV II). Con estas palabras del Concilio Vaticano II describe la ansiedad severa y la pobreza del hombre ante el misterio de la muerte. Y estamos llamados a acercarse a este misterio, y para acercarse a ella no como una realidad abstracta, sino como algo que crea lágrimas dolorosas en nuestra carne, en la vida de cada uno de nosotros. Recordamos a nuestros muertos, a nuestros seres queridos que nos han dejado.

Para cada uno de nosotros tenemos nombres, gente, caras, palabras que vienen a la mente, que llenan la memoria de los días que pasamos juntos, animados por la presencia de lugares queridos y amados. Incluso los grandes santos han experimentado la agonía de estas separaciones, Agustín describió con palabras aún vive el sufrimiento que experimenta la muerte de su madre. Él nos dice: “Cuando cerré mis ojos, una inmensa tristeza espesa en mi corazón y se convirtió en un mar de lágrimas. Pero, ¿qué era entonces – se pregunta – que dolían interior no gravementese la reciente herida derivada de la rotura repentina de nuestra costumbre tan dulce y querida de vivir juntos? “.
Si, entonces, para los Santos separaciones dolorosas pueden ser tan penetrante, como para romper el corazón, ¿cuánto más para cada uno de nosotros y cómo no sentir lástima de revivir esos momentos de tristeza y separación? Pero los grandes santos también nos muestran el camino abierto al hombre en el misterio de la muerte. Es el camino de la Pascua de Cristo, que con su muerte destruyó nuestra muerte, por su resurrección nos ha hecho el don de la vida.

Y recordamos a nuestros muertos, no sólo en la tristeza de la separación, pero recordamos revivir el paso de la muerte de Cristo, y por medio de la muerte a la vida, porque en este mismo Cristo a nuestros muertos en vivo y vivirán.
Nuestros muertos están con nosotros y vivir con nosotros y podemos sentirnos unidos en nuestra oración.
Ellos nos hablan en la palabra de Jesús, que están con nosotros en el consuelo de que el Señor nos da.

Cardenal Carlo Maria Martini
Por los caminos del Señor

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7 risposte a 2 NOVEMBRE…PERCHE’ LA VITA NON E’ TOLTA MA TRASFORMATA – Angelo Nocent

  1. lucetta ha detto:

    Oggi nelle 100 requiem che reciterò ci sarà anche Elena. Non posso dimenticarla.

  2. angelonocent ha detto:

    E lei (con me) non dimenticherà te.

  3. lucetta ha detto:

    Volevo inserire un’immagine con le parole di sant’Agostino ma non ci sono riuscita perché vedo che il link che ho incollato non corrisponde all’immagine che volevo inserire. Pazienza, devo imparare come si fa. Ciao Angelo.

  4. msilvia2 ha detto:

    Aspetto il giorno…

    https://i2.wp.com/www.santiebeati.it/immagini/Original/20500/20500.JPG

  5. angelonocent ha detto:

    SALMO 121
    1Canto dei pellegrini.

    Alzo gli occhi verso i monti:
    chi mi potrà aiutare?
    2 L’aiuto mi viene dal Signore
    che ha fatto cielo e terra.
    3Il Signore non ti lascerà cadere,
    veglia su di te, senza dormire.
    4Certo non dorme né riposa,
    lui, che veglia su Israele.
    5Su di te veglia il Signore,
    ti protegge con la sua ombra,
    sta sempre al tuo fianco.
    6Il sole non ti colpirà di giorno,
    né la luna di notte.
    7Il Signore proteggerà la tua vita,
    ti proteggerà da ogni male.
    8Il Signore ti proteggerà
    quando parti e quando arrivi,
    da ora e per sempre!

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