LETTERA APERTA A PAPA FRANCESCO – Angelo Nocent

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Libero ognuno di pensarla come vuole, personalmente mi sento di SOTTOSCRIVERE la Lettera Aperta che segue. Il Papa non chiede crociate ma solo di PREGARE. Ma è anche un uomo e fargli sentire un po’ di calore non gli farà certo male.

Bandiera ItalianaLettera di sostegno a papa Francesco

Questo testo è nato all’interno del II Congresso Continentale di Teologia “La Chiesa che cammina con lo Spirito a partire dei poveri”: si è svoltosi dal 26 al 30 ottobre nella città di Belo Horizonte, Brasile e c’erano circa 300 rappresentanti dall’America latina, dal Caribe, dall’Europa, dal Canada e dagli Stati Uniti.

Lettera di sostegno a papa Francesco

Carissimo papa Francesco,
in America Latina, in Brasile e nel Caribe ed in altre parti del mondo siamo in molti che seguiamo preoccupati l’ottusa opposizione e gli attacchi che ti portano minoranze conservatrici, ma potenti, dentro e fuori la Chiesa. Abbiamo assistito, perplessi, a qualcosa di insolito negli ultimi secoli: la ribellione di alcuni cardinali conservatori contro il tuo modo di condurre il Sinodo e, soprattutto, la Chiesa Universale.

La lettera strettamente personale di un gruppo di cardinali, a te diretta, è trapelata alla stampa, come era successo prima con la tua enciclica Laudato Si’, in chiara violazione dei principi di un giornalismo etico.
Tali gruppi conservatori pretendono un ritorno al modello di Chiesa del passato, concepita come una fortezza chiusa piuttosto che come “un ospedale da campo con le porte aperte per accogliere qualsiasi persona che bussi”; Chiesa che dovrà “cercare e accompagnare l’umanità di oggi con le porte aperta, perché con le porte chiuse tradirebbe se stessa e la sua missione e, invece di essere un ponte, diventerebbe una barriera”. Queste sono state le tue parole coraggiose.

Gli atteggiamenti pastorali del tipo di Chiesa proposto nei tuoi discorsi e nei tuoi gesti simbolici si caratterizzano per l’amore caldo, per l’incontro vivo tra persone e il Cristo presente tra noi, per la misericordia senza limiti, per la “rivoluzione della tenerezza” e per la conversione pastorale. Questa implica che il pastore abbia “odore di pecora” perché convive con lei e l’accompagna lungo tutto il percorso.

Ci dispiace che tali gruppi conservatori sappiano al massimo dire no. No alla comunione dei divorziati risposati; no al riconoscimento degli omoaffettivi; no a qualsiasi apertura al mondo che comporti cambiamenti di sostanza. Vorremmo ricordare a questi fratelli le cose più ovvie del messaggio di Gesù. Lui non è venuto a dire no. Al contrario Lui è venuto a dire sì. San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi ci ricorda che “Il Figlio di Dio è stato sempre sì…perché tutte le promesse di Dio sono sì in Gesù” (2 Cor 1,20).

Nel Vangelo di San Giovanni Lui afferma esplicitamente: “Se qualcuno viene a me io non lo manderò mai via” (Gv 6,37). Poteva essere una prostituta, un lebbroso, un teologo pavido come Nicodemo: ha accolto tutti con il suo amore e la sua misericordia.

La caratteristica fondamentale del Dio di Gesù, “Abba”,

  • è la sua misericordia illimitata (Lc 6,36)
  • ed il suo amore preferenziale per poveri, per gli ammalati ed i peccatori (Lc 5,32; 6,21).

Più che fondare una nuova religione con fedeli devoti, Gesù è venuto a insegnarci a vivere ed a realizzare il messaggio centrale del Regno di Dio, i cui beni sono: l’amore, la compassione, il perdono, la solidarietà, la fame e sete di giustizia e il farci sentire tutti figli e figlie amati da Dio.

I tentativi di delegittimare la tua maniera di essere Vescovo di Roma e Papa della Chiesa universale guidando la Chiesa più con la carità che con il Diritto Canonico, più con la collegialità e la cooperazione che con l’uso solitario del potere sacro non approderanno a nulla, perché niente resiste alla bontà e alla tenerezza delle quali ci dai uno splendido esempio. Dalla storia abbiamo imparato che. quando prevale il potere, sparisce l’amore e si estingue la misericordia, valori centrali della tua predicazione e di quella di Gesù.

In questo contesto, di fronte alla nuova fase planetaria della storia ed alle minacce che pesano sul sistema-vita e il sistema-Terra, coraggiosamente segnalate nella tua Enciclica Laudato Si’ sulla “Cura della Casa Comune”, vogliamo serrare le file intorno a te e mostrare il nostro totale appoggio alla tua persona, al tuo ministero, alla tua visione di Chiesa pastorale e aperta e alla forma carismatica con la quale tu ci fai sperimentare nuovamente la Chiesa come nostro focolare spirituale. E ci sono tanta gente di altre chiese, religioni e del mondo laico che ti appoggiano e ti ammirano per il tuo modo di parlare e agire.

Non è senza significato il fatto che la grande maggioranza dei cattolici viva nelle Americhe, in Africa e in Asia, dove si constata una grande vitalità e creatività in dialogo con le diverse culture, che mostrano vari volti della stessa Chiesa di Cristo. La Chiesa cattolica è oggi una chiesa del Terzo Mondo, poiché soltanto il 25 % dei cattolici vive in Europa. Il futuro della Chiesa si gioca in queste regioni dove soffia fortemente lo Spirito.

La Chiesa cattolica non può rimanere ostaggio della cultura occidentale, che è una cultura regionale, per quanto grandi siano i meriti che ha accumulato. C’è bisogno che si disoccidentalizzi e si apra al processo di mondializzazione che favorisce l’incontro delle culture e dei cammini spirituali.

Masaccio - Polittico di Pisa - Martirii di S Pietro e del BattistaCaro papa Francesco, tu partecipi dello stesso destino del Maestro e degli Apostoli, che anche loro furono incompresi, calunniati e perseguitati.
Ma siamo tranquilli perché sappiamo che tu accetti tali tribolazioni nello spirito delle Beatitudini. Tu le sopporti con umiltà. Tu chiedi perdono per i peccati della Chiesa e continui sulle orme del Nazareno.

Vogliamo stare con te, appoggiarti nella tua visione evangelica e liberatrice di Chiesa, darti coraggio e forza interiore perché prendiamo coscienza, nelle parole e nei gesti, della Tradizione di Gesù fatta di amore, di misericordia, di compassione, di intimità con Dio e di solidarietà con l’umanità sofferente.

Infine, caro papa Francesco, continua a mostrare a tutti noi che il Vangelo è una proposta buona per tutta l’umanità, che il messaggio cristiano è una forza ispiratrice per la “cura della Casa Comune” e generatrice di una piccola anticipazione di una Terra riconciliata con se stessa, con tutti gli esseri umani, con la natura e soprattutto con il Padre che ha mostrato di avere caratteristiche di Madre di infinita bontà e tenerezza. Alla fine, tutti insieme potremo dire: “Tutto è molto buono” (Gen 1,31).

Il sostegno può essere inviato a valecarusi@gmail.com dell’Ambasciata argentina preso a la Santa Sede.


Bandiera franceseLettre de soutien au Pape François

Cher Pape François,

En Amérique latine, au Brésil, aux Caraïbes et dans d’autres parties du monde, nous sommes nombreux à nous inquiéter de l’attitude fermée et des attaques commises à votre encontre par des groupes conservateurs, minoritaires mais puissants, provenant de l’intérieur et de l’extérieur de l’Eglise. Nous avons assisté, perplexes, à un phénomène qui ne s’était pas produit durant les derniers siècles : la rébellion de cardinaux conservateurs contre votre manière de conduire le Synode et surtout l’Eglise Universelle.

La lettre, strictement personnelle qu’ils vous ont envoyée, a été diffusée à la presse, comme lors de la parution de l’encyclique Laudato Si’, violant clairement les principes de l’éthique journalistique.

Ces groupes conservateurs revendiquent un retour à un modèle d’Eglise du passé, davantage conçue comme une forteresse fermée que comme un « hôpital de campagne aux portes ouvertes pour accueillir quiconque frappe pour demander aide et soutien » ; une Eglise qui doit « chercher, accueillir et accompagner l’homme de notre temps, parce qu’une Eglise aux portes closes se trahit elle-même et trahit sa mission, et au lieu d’être un pont devient une barrière ». Voilà les courageuses paroles que vous avez prononcées.

Les attitudes pastorales d’une Eglise que vous proposez dans vos discours et gestes symboliques se caractérisent par un amour chaleureux, par une rencontre vivante entre les personnes et avec le Christ présent en nous, par une miséricorde sans limite, par une « révolution de la tendresse » et par la conversion pastorale. Ceci implique que le pasteur porte « l’odeur de ses brebis », parce qu’il vit avec elles et les accompagne tout au long de leur chemin.

Nous regrettons que ces groupes conservateurs soient uniquement capables de dire non. Non à l’eucharistie pour les divorcés remariés ; non à la reconnaissance des homosexuels, non à une quelconque ouverture au monde qui implique des changements substantiels.

Nous devons rappeler à ces frères les éléments les plus évidents du message de Jésus. Lui, n’est pas venu au monde pour dire non. Au contraire, il est venu dire oui. Saint Paul, dans la seconde lettre aux Corinthiens nous rappelle qu’« en Jésus il n’y a que le Oui. En effet, pour toutes les promesses de Dieu, c’est en Jésus que se trouve le Oui » (2Cor 1,20).

Dans l’Evangile de Saint Jean, Jésus dit explicitement : « Je ne rejetterai pas celui qui vient à moi » (Jn 6,37). Qu’il s’agisse d’une prostituée, d’un lépreux, d’un théologien craintif comme Nicomède, il les accueillait tous avec amour et miséricorde.

La caractéristique fondamentale du Dieu de Jésus, “Abba”, est sa miséricorde sans limite (Lc 6,36) et son amour préférentiel pour les pauvres, les malades, les pêcheurs (Lc 5,32; 6,21). Plus que de vouloir fonder une nouvelle religion de pieux paroissiens, Jésus est venu nous enseigner à vivre et à concrétiser les manifestations du Royaume de Dieu : l’amour, la compassion, le pardon, la solidarité, la faim et soif de justice et le fait de se sentir aimés comme filles et fils de Dieu.

Les atteintes visant à délégitimer votre manière d’être Evêque de Rome et Pape de l’Eglise universelle resteront vaines. Car rien ne résiste à la bonté et à la tendresse, que vous incarnez merveilleusement. L’histoire nous montre que quand le pouvoir prédomine, comme ceux-ci le souhaiteraient, l’amour disparaît et la miséricorde s’éteint, alors que ce sont les valeurs centrales de votre prédication et de celle de Jésus.

Dans ce contexte, en tant que chrétiens ouverts aux défis du monde actuel, face à une nouvelle phase planétaire et aux menaces qui pèsent sur le système-vie et le système-terre (comme vous les avez courageusement évoquées dans votre encyclique Laudato Si’ pour la « sauvegarde de notre maison commune »), nous voulons resserrer les rangs à vos côtés et vous manifester notre soutien entier. Nous soutenons votre ministère, votre vision pastorale et ouverte de l’Eglise et cette manière charismatique de nous faire sentir de nouveau dans l’Eglise comme dans notre foyer spirituel. Et tant de personnes d’autres Eglises, religions et du monde séculaire encouragent et admirent également votre manière de parler et d’agir.

Il est très significatif que la grande majorité des catholiques vive en Amérique, en Afrique ou en Asie, continents où le dialogue entre les cultures est marqué par la vitalité et la créativité, dévoilant de multiples visages de la même Eglise du Christ. Aujourd’hui, seuls 25% des catholiques vivent en Europe. L’Eglise catholique est donc une Eglise du Sud et de l’Est. Le futur de l’Eglise se joue dans ces régions où l’Esprit souffle avec force. Ignorer ce fait marquant, c’est être européocentré ou vaticanocentré.

L’Eglise catholique ne peut être otage de la culture occidentale, qui reste une culture régionale, même si elle a accumulé de grands mérites. Il est nécessaire qu’elle se désoccidentalise, en s’ouvrant à un processus de mondialisation qui favorise la rencontre des cultures et les chemins spirituels.

Cher Pape François, vous suivez le chemin du Christ et des apôtres, qui furent également à leur époque incompris, calomniés et poursuivis.

Mais nous sommes tranquilles car nous savons que vous vivez ces épreuves dans l’esprit des Béatitudes. Vous les supportez avec humilité. Vous demandez pardon pour les péchés de l’Eglise et vous suivez les pas du Nazaréen.

Nous voulons être à vos côtés et vous appuyer dans votre vision évangélique et libératrice de l’Eglise. Nous voulons vous donner le courage et la force intérieur pour que vous puissiez actualiser, en paroles et en gestes, la tradition de Jésus, faite d’amour, de miséricorde, de compassion, d’intimité avec Dieu et de solidarité avec l’humanité qui souffre.

Enfin, cher Pape François, puissiez-vous continuer à montrer à tous que l’évangile est une bonne nouvelle pour l’ensemble de l’humanité et que le message chrétien est une force inspiratrice pour « la sauvegarde de notre maison commune ». Il annonce avant l’heure une Terre réconciliée avec elle-même, avec tous les êtres humains, avec la nature et surtout, avec le Père nous montrant qu’il possède des traits maternels de bonté infinie et de tendresse. A terme, nous pourrons dire tous ensemble : « Tout cela était bon » (Gn 1,31).

Bandiera ingleseLETTER OF SUPPORT TO POPE FRANCIS

Dear Pope Francis:

Many of us in Latin America, the Caribbean, and in other parts of the world are following with concern the opposition and attacks against you by a conservative but powerful minority in and outside the Church. Perplexed, we have witnessed something unheard of in recent centuries — a stand taken by some cardinals against your way of conducting the Synod and, most of all, the universal Church.

A strictly personal letter addressed to you was leaked to the press, as happened with your encyclical Laudato Si’, in clear violation of the principles of ethical journalism.

Such groups posit a return to the model of Church of the past, conceived more as a closed fortress than as “a field hospital always open to welcome those who knock at her doors,” a Church that should “seek to welcome humankind today not with closed doors, which would betray herself and her mission, and that instead of being a bridge, would become a barrier.” These were your brave words.

The pastoral attitude of the kind of Church proposed in your speeches and in your symbolic gestures, is characterized by warm love, by a living encounter between people and with Christ present among us, by mercy without limits, by the “revolution of tenderness,” and by pastoral conversion. This implies that the pastor has a “sheep smell” because he lives with them and accompanies them along the way.

We regret that the most such groups do is say “no.” We remind our brothers of the most obvious things in Jesus’ message. He didn’t come to say “no.” On the contrary, he came to say “yes.” Paul in the Second Letter to the Corinthians reminds us that “the Son of God was always ‘yes,’ because all of God’s promises are ‘yes’ in Jesus.” (2 Cor. 1:20)

In the Gospel of John, Jesus states explicitly, “If anyone comes to me, I will not send them away.” (Jn. 6:37) It could be a prostitute, a leper, a fearful theologian like Nicodemus – he welcomed everyone with love and mercy.

The basic characteristic of the God of Jesus, “Abba,” is His limitless mercy (Lk. 6:36) and His preferential love for the poor, the sick, and sinners (Lk. 5:32, 6:21). Rather than founding a new religion with the pious faithful, Jesus came to teach us to live and carry out the central message of the Kingdom of God whose properties are love, compassion, forgiveness, solidarity, hunger and thirst for justice, and the joy of everyone feeling like the beloved sons and daughters of God.

The attempts to delegitimize your way of being Bishop of Rome and Pope of the universal Church, being guided more by charity than by canon law, more by collegiality and cooperation than by the solitary exercise of power, will be in vain because nothing resists goodness and tenderness, of which you have given us a splendid example. From history, we learn that where power prevails, love disappears and mercy becomes extinct, core values of your preaching and of Jesus’.

In this context, given the new planetary phase of history and threats to the life-system and system-Earth boldly pointed out in your encyclical Laudato Si’ on “care for our common home,” we want to close ranks around you and show our full support for you and your ministry, your open pastoral vision of the Church and the charismatic manner through which you makes us feel like the Church is our spiritual home again. And there are many from other denominations and religions and in the secular world who support and admire you for your way of speaking and acting.

It is not insignificant that most Catholics live in the Americas, in Africa, and in Asia where one notes great vitality and creativity in dialogue with the different cultures, showing various faces of the same Church of Christ. The Catholic Church today is a Third World church since only 25% of Catholics live in Europe. The future of the Church is being decided in these regions where the Holy Spirit is blowing strongly.

The Catholic Church can not remain hostage to Western culture which is a regional culture, however great the merits that it has accumulated. It is necessary for it to de-westernize, opening up the process of globalization which favors the meeting of cultures and spiritual paths.

Dear Pope Francis: You share the fate of the Master and the Apostles who were also misunderstood, maligned and persecuted.

But we are calm because we know that you take such tribulations in the spirit of the Beatitudes. You bear them with humility. You ask forgiveness for the sins of the Church and follow in the footsteps of the Nazarene.

We want to be by your side, supporting you in your liberating gospel vision of the Church, giving you courage and inner strength to refresh for us, through words and gestures, the tradition of Jesus, made of love, mercy, compassion, intimacy with God and solidarity with suffering humanity.

Finally, dear Pope Francis, continue to show everyone that the gospel is good for all humankind, that the Christian message is an inspirational force in the “care for our common home,” generating a bit of anticipation of an Earth reconciled with herself, with all human beings, with nature, and especially with the Father who has shown a Mother’s traits of infinite goodness and tenderness. In the end, we can say together, “all is very good” (Gen. 1:31).


Bandiera_SpagnaCARTA DE APOYO AL PAPA FRENCISC

Este texto que nació dentro del II Congreso de Teología Continental realizado entre los dias 26-30 de octubre en la ciudad de Belo Horizonte, Brasil bajo el titulo:”Iglesia que camina con Espíritu y desde los pobres” con la presencia de cerca de 300 representantes de Latinoamerica, del Caribe, de Europa, de Canada y de Estados Unidos. Este testo se divulgará en varias lenguas y por las redes sociales para reforzar el apoyo al Papa Francisco.

                                           Carta de apoyo al Papa Francisco

Querido Papa Francisco:

En América Latina, en Brasil y en el Caribe y en otras partes del mundo somos muchos los que seguimos con preocupación la cerrada oposición y los ataques que le hacen minorías conservadoras, pero poderosas, desde dentro y fuera de la Iglesia. Perplejos, hemos presenciado algo inusitado en los últimos siglos: la rebelión cardenales conservadores contra su modo de conducir el Sínodo y, sobre todo, la Iglesia Universal.

La carta estrictamente personal, de un grupo de Cardinales. dirigida a Usted, fué vasada a la imprensa como anticipadamente la encíclica Laudato Si’ en clara violación los principios de un periodismo ético.

Tales grupos conservadores postulan una vuelta al modelo de Iglesia del pasado, concebida como una fortaleza cerrada más que como «un hospital de campaña con las puertas abiertas para acoger a quien llama»; Iglesia que deberá «buscar y acompañar a la humanidad de hoy, con las puertasabiertas, ya que con las puertas cerradas se traiciona a sí misma y a su misión y, en vez de ser puente, se convierte en barrera». Estas fueron sus valientes palabras.

Las actitudes pastorales del tipo de Iglesia propuesto en sus discursos y en sus gestos simbólicosse caracterizan por el amor cálido, por el encuentro vivo entre las personas y con Cristo presente entre nosotros, por la misericordiasin límites, por la “revolución de la ternura” y por la conversión pastoral. Esto implica que el pastor tenga “olor a oveja”, porque convive con ella y la acompaña a lo largo del camino.

Lamentamos que tales grupos conservadores, lo que más haden, es decir no. No a la comunión de los divorciados vueltos a casar; no alreconocimiento de los homoafectivos; no a cualquier apertura al mundo que implique cambios sustantivos.
Tenemos que recordar a estos hermanos las cosas más obvias del mensaje de Jesús. Él no vino a decir no. Al contrario, él vino a decir sí. San Pablo, en la segunda epístola a los Corintios,nos recuerda que “en el Hijo de Dios todo ha sido sí… porque todas las promesas de Dios son síen Jesús” (2Cor 1,20).

En el Evangelio de San Juan, Jesúsdice explícitamente: “Si alguno viene a mí yo no le rechazaré nunca” (Jn 6,37). Podía ser una prostituta, un leproso, un teólogo temeroso como Nicodemo: a todos acogió con su amor y su misericordia.

La característica fundamental del Dios de Jesús, “Abba”, es su misericordia sin límites (Lc 6,36) y su amor preferencial por los pobres, los enfermos y los pecadores (Lc 5,32; 6,21). Más que fundar una nueva religión con feligreses piadosos, Jesús vino a enseñarnos a vivir y a realizar los bienes de su mensaje central, el Reino de Dios, que son: el amor, la compasión, el perdón, la solidaridad, el hambre y sed de justicia y el hacernos sentir hijos e hijas amados de Dios.

Los intentos de deslegitimar su modo de ser Obispo de Roma y Papa de la Iglesia universal serán vanos, porque nada se resiste a la bondad y a la ternura de las que Usted nos da un ejemplo espléndido. Por la historia sabemos que cuando prevaleceel poder, como a ellos les gustaría que prevaleciese, desaparece el amory se extingue la misericordia, valores centrales de su predicación y de la de Jesús.

En este contexto, nosotros cristianos abiertos a los desafíos del mundo actual, ante la nueva fase planetaria de la historia y las amenazas que pesan sobre el sistema-vida y el sistema-Tierra, valientemente señaladas en su encíclica Laudato Si’ sobre “el cuidado de la Casa Común”, queremos cerrar filas a su alrededor y mostrar nuestro total apoyo a su persona y a su ministerio, a su visión pastoral y abierta de Iglesia y a la forma carismática por la cual hace que sintamos nuevamente a la Iglesia como nuestro hogar espiritual. Y tanta gente de otras Iglesias y religiones y del mundo secular lo apoyan y lo admiran por su manera de hablar y de actuar.

No es destituido de significaciónel hecho de que la gran mayoría delos católicos viva en las Américas, en África y en Asia, donde se constata una gran vitalidad y creatividad en diálogo con las distintas culturas, mostrando múltiples rostros de la misma Iglesia de Cristo. La Iglesia católica es hoy una Iglesiadel Tercer Mundo, pues sólo el 25% de católicos vive en Europa. El futuro de la Iglesia se juega en estas regiones donde el Espíritu soplacon fuerza. No darse cuenta de este hecho es seguir siendo eurocéntrico y vaticanocéntrico.

La Iglesia Católica no puede ser rehén de la cultura occidental, que es una cultura regional, por grandes que sean los méritosque haya acumulado. Es necesario que se desoccidentalice, abriendose al proceso de mundialización que favorece el encuentro de culturas y caminos espirituales.

Querido Papa Francisco: Usted participa del destino del Maestro y de los apóstoles, que también fueron malentendidos, calumniados y perseguidos.

Pero estamos tranquilos porque sabemos que Usted asume tales tribulacionessegún el espíritu de las bienaventuranzas. Las soporta con humildad. Pide perdón por los pecados de la Iglesia y sigue los pasos del Nazareno.

Queremos estar a su lado, apoyarle en su visión evangélicay liberadora de la Iglesia, darle coraje y fuerza interior para actualizarnos, con palabras y gestos, la tradición de Jesús hecha de amor, de misericordia, de compasión, de intimidad con Dios y de solidaridad con la humanidad que sufre.

En fin, querido Papa Francisco, siga mostrándonos a todos que el evangelio es una propuesta buena para toda la humanidad, que el mensaje cristiano es una fuerza inspiradora en el “cuidado de la Casa Común” y generadora de una pequeña anticipación de una Tierra reconciliada consigo misma, con todos los seres humanos, con la naturaleza,y en especial con el Padre que mostró tener características de Madre deinfinita bondad y ternura. Al final, juntos podremos decir: “todo es muy bueno” (Gn 1,31). 

Bandiera TedescaUnterstützung für den Papst Franziskus

Dieser offene Brief entstand innerhalb des Zweiten Kontinentalen Kongresses der Theologie, der von 26-30 Oktober in der Stadt Belo Horizonte, Brasilien stattfand, unter dem Titel:”Iglesia que camina con Espiritu y desde los pobres”. Circa 300 Teilnehmer waren dabei aus ganz Lateinamerika aber auch aus Europa, Kanada und USA. Wir bitten solchen Text zu verbreiten, damit eine grosse Kette von Unterstützern enstehen kann.

Unterstützung für den Papst Franziskus

Lieber Papst Franziskus,

In Brasilien, in der Karibik, in ganz Lateinamerika und in anderen Teilen der Welt gibt es viele Menschen, die sehr besorgt sind angesichts der starken Opposition und der Angriffe gegen Dich durch eine kleine, doch mächtige, konservative Minderheit sowohl innerhalb als auch außerhalb der Kirche. Wir sind verblüfft, dass etwas so Ungewöhnliches geschieht, das es während der letzten Jahrhunderte nicht gab: eine Rebellion konservativer Kardinäle gegen Deinen Stil, eine Synode abzuhalten und vor allem, wie Du die Weltkirche leitest.

Diese Gruppe von Kardinälen schrieb Dir einen streng vertraulichen Brief, der an die Presse durchsickerte und veröffentlicht wurde, ebenso wie Deine Enzyklika “Laudato Si”, bevor sie freigegeben worden war, was ganz klar gegen die Prinzipien des ethischen Journalismus verstößt.

Diese konservativen Gruppierungen sehnen sich danach, zu einem Modell von Kirche zurückzukehren, wie sie früher war, als sie eher als eine geschlossene Festung wahrgenommen wurde denn als ein „funktionierendes Krankenhaus mit offenen Türen, das alle willkommen heißt“; eine Kirche, die „die Menschheit von heute mit offenen Türen sucht und sich zu ihr gesellt, denn mit geschlossenen Türen begeht sie Verrat an sich selbst und an ihrer Aufgabe, und anstatt als Brücke zu fungieren, wird sie zu einer Barriere“. Dies waren Deine mutigen Worte.

Der pastorale Zugang der Art von Kirche, die Du in Deinen Reden und symbolischen Gesten vorschlägst, ist gekennzeichnet von Herzenswärme, lebendigen Begegnungen unter Menschen und mit dem unter uns gegenwärtigen Christus, von grenzenloser Barmherzigkeit, von einer „Revolution der Zärtlichkeit“ und von einer pastoralen Umkehr. Dies bedeutet, dass der Hirte den “Geruch der Schafe” aushalten muss, denn der Hirte lebt mit den Schafen und begleitet sie auf ihrem ganzen Weg.

Wir beklagen, dass das Beste, was solch konservative Gruppierungen tun können, ist “nein” zu sagen. „Nein“ zur Kommunion für die Geschiedenen und Wiederverheirateten, „nein“ zur Anerkennung von gleichgeschlechtlichen Beziehungen; „nein“ zu jeglicher Öffnung hin zur Welt, die substantielle Veränderungen mit sich bringen würde.
Wir müssen diese Brüder an die offensichtlicheren Aspekte der Botschaft Jesu erinnern. Er ist nicht gekommen, um „nein“ zu sagen. Im Gegenteil, Er kam, um “ja” zu sagen. Der Hl. Paulus erinnert uns im 2. Korintherbrief daran, dass im Sohn Gottes alles ein “Ja” war, denn „Er ist das Ja zu allem, was Gott verheißen hat” (2 Kor 1,20).

Im Johannesevangelium sagt Jesus ausdrücklich: „Wer zu mir kommt, den werde ich nicht abweisen“ (Joh 6,37). Es könnte sich um eine Prostituierte handeln, um einen Leprakranken oder um einen ängstlichen Theologen wie Nikodemus: Er heißt alle in seiner Liebe und Barmherzigkeit willkommen.

Die grundlegenden Züge des Gottes Jesu, „Abba“, sind Seine grenzenlose Barmherzigkeit (Lk 6,36) und Seine Vorliebe für die Armen, die Kranken und die Sünder (Lk 5,32; 6,21). Jesus kam nicht so sehr, um eine neue Religion für fromme Gläubige zu gründen, sondern um zu lehren, wie wir leben sollen, und um der Lehre Seiner zentralen Botschaft vom Reich Gottes Leben einzuhauchen, d. h.: Liebe, Mitgefühl, Vergebung, Solidarität, Hunger und Durst nach Gerechtigkeit und dass wir spüren, dass wir die geliebten Söhne und Töchter Gottes sind.

Die Versuche, die Legitimität Deiner Art und Weise Bischof von Rom und Papst der Weltkirche zu sein, zu leugnen, werden vergebens sein, denn nichts kann der Güte und Zärtlichkeit widerstehen, von denen Du uns ein so leuchtendes Beispiel gibst. Die Geschichte hat uns gelehrt, dass, wenn die Macht so vorherrscht, wie diese es wünschen, die Liebe verschwindet und Barmherzigkeit ausgelöscht wird – und somit die zentralen Werte eliminiert werden, die Du predigst und die auch Jesus predigte.

Wir Christen, die offen sind für die Herausforderungen der heutigen Welt und die der neuen planetarischen Phase der Geschichte ins Auge sehen sowie den Drohungen, die über dem Lebenssystem und dem Erdsystem schweben, welche Du mutig in Deiner Enzyklika “Laudato Si” über die “Sorge für das Gemeinsame Haus” angesprochen hast, möchten uns in diesem Kontext zusammenschließen und Dir unsere volle Unterstützung zusagen für Deine Person und Dein Amt, für Deine pastorale Vision einer offenen Kirche und für die charismatische Art, mit der es Dir gelingt, dass die Kirche für uns wieder zu einer spirituellen Heimat wird. Ebenso unterstützen und bewundern Dich viele Menschen aus anderen Kirchen und Religionen und aus der säkularen Welt für Dein Handeln und Sprechen.

Es ist von großer Bedeutung, dass eine große Mehrzahl der Katholiken in beiden Teilen Amerikas leben, in Afrika und in Asien, wo eine große Vitalität und Kreativität im Dialog mit den unterschiedlichen Kulturen zu beobachten ist, die die vielfältigen Gesichter derselben Kirche Christi reflektieren. Die Katholische Kirche ist nun eine Kirche der Dritten Welt, denn nur 25 % der Katholiken leben in Europa. Die Zukunft der Kirche entfaltet sich in diesen Regionen mit großer Kraft, wo der Geist weht. Dies zu übersehen heißt weiterhin Europa- und Vatikan-zentriert zu denken.

Die Katholische Kirche kann nicht von der abendländischen Kultur in Geiselhaft genommen werden. Dies ist eine regionale Kultur, wie groß und wichtig ihre gesammelten Verdienste auch sein mögen. Die Kirche muss aufhören, abendländisch zu sein, und sie muss sich dem Prozess öffnen, weltweit zu werden, dem Prozess. der Begegnungen unter den kulturellen und spirituellen Wegen favorisiert.

Lieber Papst Franziskus: Du nimmst Teil am Geschick des Meisters und der Apostel, die ebenfalls missverstanden, verleumdet und verfolgt wurden. Doch wir sind gelassen, denn wir wissen, dass du solches Leiden im Geist der Seligpreisungen annimmst. Du erträgst sie mit Demut. Du bittest um Vergebung für die Sünden der Kirche und wandelst in den Fußstapfen des Nazareners.

Wir wollen Dir nahe sein, Dich in deiner evangeliumsgemäßen und befreienden Vision der Kirche unterstützen, Dir inneren Mut und die Kraft geben, die Tradition Jesu mit Worten und Taten ins Heute zu bringen, d. h. Liebe, Barmherzigkeit, Mitgefühl, Nähe zu Gott und Solidarität mit der leidenden Menschheit.

Und schließlich, lieber Papst Franziskus, bitten wir Dich, dass Du uns weiterhin zeigst, dass das Evangelium für die Menschheit ist, dass die christliche Botschaft eine inspirierende Kraft für die “Sorge um das Gemeinsame Haus” ist und ein kleiner Vorläufer für eine Erde, die mit sich selbst versöhnt ist, mit der ganzen Menschheit, mit der Natur und insbesondere mit dem Vater, der die Eigenschaften einer Mutter zum Vorschein bringt: grenzenlose Güte und Zärtlichkeit.

Am Ende werden wir gemeinsam in der Lage sein zu sagen: „Alles ist sehr gut“ (Gen 1,31).

1-Elena Maya Akisada Nocent148

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