NOVENA DI NATALE – 23 DICEMBRE – Angelo Nocent

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La Chiesa si sente toccata da questa nascita del Figlio di Dio e qui e adesso esprime la forza della sua nascita.

Come una mamma canta perché le è nato un figlio, come un fratello canta perché ha un nuovo fratello in casa, come una sposa canta per lo sposo, come una donna canta per l’uomo che riempie la sua vita, così la Chiesa canta per il Cristo che riempie di pienezza ogni uomo.

1-Pictures320La Chiesa canta questa notte la nascita del Figlio di Dio che è la nostra vita, che cambia la nostra esistenza, che tocca i singoli momenti della nostra esperienza, perché assume le nostre povertà, i nostri peccati, le nostre tristezze, i nostri desideri e le nostre speranze.

Si legge in un racconto che un giorno Gesù tornò visibilmente sulla terra: era Natale, e c’erano molti bambini riuniti per una festa. Gesù si presentò in mezzo a loro che lo riconobbero e lo acclamarono. Poi uno di loro cominciò a chiedere che dono Gesù avesse portato e a poco a poco tutti i bambini gli chiesero dove fossero i doni. Gesù non rispondeva e allargava le braccia.

Finalmente un bambino disse: “Vedete, non ci ha portato niente? Allora è vero ciò che dice mio papà: che la religione non serve a niente, non ci dà niente, non ha nessun regalo per noi!”.    

Ma un altro bambino replicò: “Gesù, allargando le braccia, vuol dire che ci porta se stesso, che è lui il dono, è lui che si dona a noi come fratello, come Figlio di Dio per farci tutti figli di Dio come lo è lui”.

E’ per questo che la nascita di Gesù è un evento che tocca ciascuno di noi, e che tocca i nostri problemi, in modo che possiamo vederli con cuore nuovo. Potremmo ricordare alcuni di questi gravi problemi: la violenza, la guerra, i sequestri, la droga, la crisi di lavoro. Problemi che hanno un denominatore comune: la lacerazione del tessuto umano, la sofferenza dell’uomo.

Gesù è tra noi per ricomporre il tessuto umano lacerato, per ricomporre un tessuto veramente umano. Gesù è in noi per farci vivere con umanità e dignità queste cose, per aprirci il cuore e l’intelligenza. Noi dobbiamo metterci in cammino verso Betlemme, per riconoscere questo grande avvenimento che è in mezzo a noi.

(Cardinale Carlo Maria Martini, Omelia nella Messa di mezzanotte 1983)

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Papa Francesco ed Enzo Bianchi priore di BoseQuando sappiamo guardare l’altro e discernere il suo bisogno, la sua sofferenza sempre diversa, quando riconosciamo la sua singolarità nel patire, allora “ci diamo pensiero”, ci prendiamo cura di lui, come fa il nostro Dio!

Così facendo, scopriremo la miseria materiale, il bisogno di cibo, vestito e casa, presente nell’altro; scopriremo la miseria morale, l’alienazione al vizio, la degradazione delle persone in cammini di schiavitù, che spingono uomini e donne sulla via della morte, vittime della storia e dell’egoismo umano; scopriremo anche la miseria spirituale di chi è alienato agli idoli, non conosce una vita interiore, non dà senso alla propria vita.

Il papa ci invita dunque alla diakonía, parola del Nuovo Testamento che indica il servizio agli altri. Se il Figlio di Dio si è fatto povero per stare in mezzo a noi, per essere come noi, si è fatto anche “servo” per servirci, per piegarsi davanti a noi, per lavarci i piedi (cf. Gv 13,1-15): “io sto in mezzo a voi come colui che serve” (Lc 22,27), ha detto Gesù.

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2 risposte a NOVENA DI NATALE – 23 DICEMBRE – Angelo Nocent

  1. msilvia2 ha detto:

    Buon Natale Angelo.
    A te e a tutti.
    Che Gesù Bambino ti dia, ci dia sempre, oggi in particolare, ora, la Luce e la Forza necessaria per essere Lui. Hic et nunc.

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