IL POLO D’ATTRAZIONE HA UN NOME: EUCARISTIA – Angelo Nocent

Crocifisso Duomo di Milano

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Carlo Maria Martini - Tomba ai piedi del Crocefisso

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Brasilia

1-Risultati della ricerca per cuore

Oggi un amico sacerdote che diffonde il Vangelo nell’America Meridionale e precisamente a Brasilia, mi ha inviato come riflessione di fine anno uno stralcio della Lettera Pastorale del Card. Martini 1982-1983, dal titolo ATTIRERO’ TUTTI A ME.

Sono andato a ripescare il volumetto con il testo integrale e vi ho trovato dentro due foglietti di appunti di trentadue anni fa. In uno si legge:

Brasilia -Cattedrale - Esterno

Brasilia – La Cattedrale

Niente, Signore, al di sopra della tua Parola. Niente meno di essa. Distruggi, o Signore, in ciascuno di noi, tutto ciò che alla Parola si oppone: le nostre paure, le infedeltà, le indolenze. Metti in noi, per la forza del tuo Spirito, l’atteggiamento vero per accogliere la Parola.

Brasilia - cattedrale

 Interno della Cattedrale, una delle tante, costruite dopo il Concilio Vaticano II.

La tua Parola.

Se la sollecitazione viene da fuori, può essere dono che il Signore fa a coloro che sono come imprigionati dalle negatività di una tradizione legalistica che ha lasciato i segni. Pur restando vivo il carsima originale, è venuta meno quella scioltezza di vedute e di movimento che il momento storico richiederebbe.


I problemi, visti da fuori, da chi non subisce certi condizionamenti che derivano dalla rigidità interpretativa delle norme e dall’incertezza delle soluzioni da adottare, finiscono per essere più facilmente risolvibili perché aggirano l’ostacolo delle contraddizioni
.”

Il secondo appunto è in forma di preghiera:

  • Fa’, o Signore, che ogni mio respiro
  • sia una boccata di ossigeno
  • ma anche una preghiera perenne
  • fino all’ultimo,
  • quando renderò lo spirito.
  • Anche quando non mi rendo conto,
  • respirazione e preghiera
  • si muovano all’unisono,
  • perché non resti ossigenato solo il sangue
  • ma anche l’anima.”

Passano gli anni ma si ha la sensazione che non muti niente intorno a noi. Ma il mondo va nella direzone stabilita dal suo Creatore. Noi possiamo solo rallentare la corsa. Così ogni tanto ci viene inviato qualche profeta a scuoterci.

1-Martini - Attirerò

IL POLO D’ATTRAZIONE HA UN NOME: EUCARISTIA

Carlo Maria Martini con il bastoneL’Eucaristia è il centro della comunità cristiana e della sua missione. È un centro dinamico: ci accoglie dalle regioni della nostra lontananza spirituale, ci unisce a Gesù e ai fratelli e ci sospinge con Gesù e con i nostri fratelli verso il Padre. Non è facile mettere l’Eucaristia al centro! Non è facile accogliere il messaggio del sacramento dell’Eucaristia nella sua forza.

Nell’Eucaristia l’amore di Dio si manifesta nelle sue forme più pure e sconvolgenti e incontra un uomo spaesato dinanzi a cose immensamente più grandi di lui.
L’Eucaristia al centro è la meta di un lungo cammino. Confessare umilmente le nostre lacune o anche semplicemente le nostre incertezze e difficoltà è il primo passo da compiere per riscoprire l’inesauribile ricchezza di questo mistero.

Mettere l’Eucaristia al centro vuol dire riconoscere la forza plasmatrice dell’Eucaristia, disporsi a lasciarla operare in noi non solo come singoli, ma anche come comunità cristiana, e accettare le condizioni e le implicazioni di questo evento unico e rivoluzionario che è la Pasqua immessa nel tempo dell’uomo.

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Una comunità che si lascia veramente formare dall’Eucaristia comprende, anzitutto, che Gesù vuole attirare a sé tutti gli uomini. Diventa quindi una comunità che va sempre oltre sè stessa, si sente mandata da Cristo a ogni uomo, non si dà pace finché il Vangelo della Pasqua non ha raggiunto tutte le situazioni umane. L’Eucaristia attrae veramente “tutto” e “tutti” a sé. Tutto ciò che è umano viene assunto e insieme purificato, rigenerato, approfondito in quel movimento di carità che promana costantemente dall’Eucaristia.

Duomo di Milano

Duomo di Milano

Carlo Maria Martini dall'ambone del Duomo di MilanoGesù manifesta la sua capacità e volontà di comunicare agli uomini l’amore salvifico del Padre anche attraverso un gesto simbolico. Egli mangia con i discepoli. L’umile, quotidiano gesto del mangiare è ricco di potenzialità espressive. Gesù assume questo gesto umano e lo carica di prodigiose potenzialità. Quando l’uomo si apre così al mistero di Dio, scopre se stesso e tutto ciò che lo circonda come dono e si mette in un atteggiamento di gratitudine. Una certa dimensione “eucaristica” accompagna l’esistenza dell’uomo, che ha scoperto veramente se stesso: eucaristia vuol dire, appunto, rendimento di grazie.
L’Eucaristia si presenta come la maniera sacramentale con cui il sacrificio pasquale di Gesù si rende perennemente presente nella storia schiudendo ad ogni uomo l’accesso alla viva e reale presenza del Signore.

L’Eucaristia rivela l’esigenza della missione. Proprio nel confronto con la carità di Cristo presente nell’Eucaristia, la Chiesa scopre che la propria carità deve continuamente oltrepassare i limiti della comunità per aprirsi a tutti gli uomini, che Cristo ama e vuole attrarre nel proprio amore verso il Padre. Si tratta di prodigi che fioriscono su quel prodigio di inesauribile amore, che è il mistero pasquale.

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Vivendo lo spirito profondo dell’Eucaristia, un credente è portato a desiderare un rapporto sempre più intenso con Gesù; è spinto a chiedersi come in concreto egli possa fare la volontà del Padre; è aiutato a capire che il dono più grande che si può fare a un fratello è quello di coinvolgerlo nella scoperta del mistero di Dio. L’Eucaristia può diventare così il fattore decisivo per l’apertura alle grandi vocazioni cristiane,

  • da quella matrimoniale
  • a quelle di speciale consacrazione,
  • del sacerdozio ministeriale
  • e della totale dedizione alla missione in patria o fuori della patria.

Inoltre il cristiano riceve dall’amore pasquale, presente nell’Eucaristia, un messaggio di speranza, che lo rende incrollabile anche di fronte ai pericoli e alle sconfitte.


Tratto da “Attirerò tutti a me”ang

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Padre Nostro in brasiliano

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