IL FRATE CAMUNO FIORENZO PRIULI CHIRURGO NELLA SAVANA – Angelo Nocent


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Ogni tanto è bene ricordare coloro che con i nostri piccoli aiuti – come fa il mio amico “Frère Florence” – riescono a fare cose straordinarie. Ecco un piccolo resoconto.

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FRA FIORENZO, RELIGIOSO E MEDICO,

DA ANNI COMBATTE LE MALATTIE DELL’AFRICA

ROMANO D’EZZELINO (Vicenza) – L’annuale festa dell’Uta Onlus, l’associazione “Uniti per Tanguietà ed Afagnan”, si è svolta sotto il segno di un traguardo davvero importante: i 50 anni di professione religiosa di fra’ Fiorenzo Priuli, missionario dei Fatebenefratelli e medico dirigente dei due ospedali africani di Tanguietà in Benin e di Afagnan in Togo.

Sotto questa importante figura le raccolte di fondi per i bambini poliomielitici, per gli ammalati di Aids, per la formazione di personale ospedaliero locale che sono gli obiettivi portanti dell’Uta, continuano a raggiungere cifre elevate nonostante la crisi economica europea, grazie soprattutto alla trasparenza nell’utilizzo dei soldi e alla costante informazione sui loro tempi di utilizzo. E il gruppo di volontari con fulcro Romano d’Ezzelino è sempre tra i più attivi.


Nel 2014 sono stati
raccolti da Uta Onlus 352.592,83 euro, che sono serviti, tra l’altro, a creare alloggi per i primari, per medici e per stagisti, per ampliare l’accampamento a fianco dell’ospedale di Tanguietà dove possono alloggiare i pazienti ambulatoriali, per l’acquisto di quattro nuovi container dove poter conservare il materiale sanitario. La trasparenza nell’utilizzo dei fondi non è passata inosservata, tanto che la Fai, Foundation Assistance International, ha messo a disposizione per l’Uta un contributo di ben 910.000 euro da suddividere nei prossimi tre anni.

L’impegno dell’associazione nel raccogliere i fondi è nutrito dall’entusiasmo che fra’ Fiorenzo mette nel suo lavoro quotidiano: “L’epidemia di ebola che ha colpito l’Africa – ha spiegato il frate medico all’incontro di Romano -, a Tanguietà è arrivata in forma minore, ma ci ha portato via ugualmente il primario di pediatria e due infermiere. Abbiamo poi perso molto personale ospedaliero che è riuscito a spostarsi nelle grandi città attraverso una serie di concorsi pubblici. Così in questo momento i nostri ospedali si trovano a dover affrontare un numero immenso di ammalati con personale sanitario non preparato. E’ un momento difficile, ma ci conforta l’appoggio che continuiamo a ricevere dall’Italia”.

RACCONTI D’AFRICA TRA SPIRITI ANTICHI E MEDICINA MODERNA  

Fra Fiorenzo Priuli, di Cemmo in Valcamonica, chirurgo nella savana

Anna della Moretta

Premio Panzera-Incontro 14/12/2012Premio Panzera-Incontro Nella foto Anna della Moretta. Ph Christian Penocchio Fotolive

Premio Panzera-Incontro 14/12/2012Premio Panzera-Incontro Nella foto Anna della Moretta. Ph Christian Penocchio Fotolive

Un brivido percorre la schiena quando fra Fiorenzo Priuli da Cemmo racconta la sofferenza delle mamme-bambine nel cuore dell’Africa. Brivido che si trasforma in angoscia quando entra nei dettagli, spiegando che nei villaggi del Paese in cui è medico-missionario da quasi quarantacinque anni, le donne vengono sposate spesso quando donne ancora non sono.

Fra Fiorenzo Priuli - direttore SanitarioQuesto fa sì che il momento del parto, per un corpo ancora acerbo, si trasformi spesso in tragedia. Disumana tragedia. «Le ragazzine devono partorire accovacciate nella capanna del villaggio in cui, di solito, trovano rifugio le pecore e i maiali perché, secondo antiche credenze, in questo luogo aleggia lo spirito degli antenati – spiega -. Ma il bimbo spesso non riesce ad essere espulso, proprio per le difficoltà legate ad un fisico preadolescente. Le più fortunate, muoiono. Le altre, rimangono anche giorni, con il figlioletto nato a metà, in attesa che muoia per riuscire più facilmente ad espellerlo. Angosciante».

Una situazione di una crudeltà inaudita cui fra Fiorenzo, insieme alla sua comunità religiosa, ha cercato di dare risposta ampliando il più possibile l’accesso al parto cesareo nell’ospedale da lui diretto a Tanguietà, una realtà di frontiera dell’Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli che si trova nella savana nel nord del Benin. Realtà di riferimento per oltre undicimila malati ogni anno che giungono, dopo giorni e settimane di cammino a piedi, dai paesi confinanti del Togo, del Burkina, del Niger e del Mali.

Un milione di donne ogni anno nel mondo muore durante il parto, perché non vi è accesso al cesareo. Oppure – fra Fiorenzo ne è testimone – riportano lesioni permanenti per le quali vengono ripudiate in giovanissima età dai mariti e dalla famiglia. «Per aiutarle, è nata l’iniziativa “femme pour femme”, grazie alla quale si versa un contributo in una cassa di solidarietà che serve per chi non può pagare – continua fra Fiorenzo -. Chi può, paga il 40% dei costi del cesareo e del ricovero. Ma sono poche quelle che possono».

Riuscire a nascere vivi è solo il primo passo di un percorso a grande rischio, durante il quale un numero sempre più elevato di piccoli muore prima di giungere ai cinque anni di età.

«Nel nostro ospedale ricoveriamo tutti i malati, anche quelli che non hanno nulla. Negli ultimi tempi, a causa dell’aggravarsi della crisi economica in uno dei Paesi che è già tra i più poveri al mondo, è raddoppiato il numero di bambini che ricoveriamo per denutrizione, passando da tre a seimila – afferma fra Fiorenzo -. Il 20% arriva in Pediatria gravissimo ed occorre la terapia intensiva per evitare la morte per denutrizione. La Pediatria della struttura ha 80 posti letto, ma sono circa 120/150 le mamme che si sistemano senza problemi sulle stuoie con i loro figli. Di notte, nel corridoio adiacente, il personale assistente fa addirittura fatica a passare tra le stuoie».

In queste situazioni, il carattere camuno di fra Fiorenzo fa capolino: «Mi capita di arrabbiarmi: a volte non sono contento e vorrei che il progresso di queste terre fosse maggiore. Tuttavia, le persone che vivono nelle montagne dell’Atakora sono molto semplici e molto povere.

Credo che la semplicità sia un valore, una ricchezza. E, visto che la povertà porta ad essere semplici, forse posso concepire tutta questa povertà come un’autentica forma di ricchezza». Accoglienza e servizio,sempre. Sulle orme del fondatore San Giovanni di Dio.

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Le miracle de Tanguieta – Video

>>>>  http://www.arcoiris.tv/scheda/it/15838/

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