SERVIVA I PIU’ POVERI DEI POVERI CON IL CUORE DI MARIA – Angelo Nocent

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La ricchezza di carisma mariano delle
“Missionarie della Carità”

di MARIA DI LORENZO   

Tutti conoscono le Suore in sari bianco orlato di blu di Madre Teresa di Calcutta, ma molti ignorano che il loro carisma missionario porta in sé il “contrassegno” di Maria.

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Suor Teresa Bojaxhiu lasciò il Convento di Entally con cinque rupie in tasca e il sari orlato di azzurro delle Indiane più povere, dopo quasi 20 anni trascorsi nella Congregazione delle Suore di Loreto. Era il 16 Agosto 1948. La sua abitazione divenne una baracca sterrata, dove ricoverava quelli che non venivano accolti negli Ospedali.

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Il 2 Febbraio del 1949 un funzionario dell’Amministrazione statale, Michael Gomez, le mette a disposizione un locale all’ultimo piano della sua casa, al numero 14 di Creek Lane. Qui il 19 Marzo Suor Teresa viene raggiunta dalla prima Consorella, Subashini Das, una ragazza di famiglia agiata, sua ex-alunna del Collegio di Entally.

– “Madre, sono venuta per restare con lei”, le dice Subashini.

– “Sarà una vita dura, pensaci bene”, risponde Madre Teresa.

– “Prega prima di deciderti”.

La ragazza, però, ha già deciso nel suo cuore. Lasciando il suo sari elegante, indossa la nuova veste a buon mercato e prende il nome di Agnes, quello di Battesimo della religiosa albanese.

Presto le Suore divennero quattro, poi otto, poi dodici; la Comunità andava formandosi. Ogni giorno le Sorelle andavano nella bidonville, con il sorriso sulle labbra e tanta gioia nel cuore, per incontrarvi Cristo e servirlo sotto le dolorose sembianze dei più poveri.

Impressionante immagine dell’amore senza riserve della Beata Madre Teresa, Fondatrice
delle “Missionarie della Carità”, e delle sue Religiose tra gli “ultimi” della società indiana [foto del 1967].

Cominciarono a funzionare i primi Dispensari; le Suore presero in affitto una stanza a Motijhil per portarvi i moribondi raccattati ogni giorno sui marciapiedi di Calcutta.

Il piccolo appartamento di Creek Lane diventò allora un Cenacolo di fede e di amore, in cui Teresa e le altre vivevano come “un cuore solo e un’anima sola” [At 4, 32], in un clima di gioiosa povertà, una vita quotidiana fatta di preghiera e di fervoroso servizio ai più poveri dei poveri.

Suor Teresa diventava così Madre Teresa e iniziava da questo momento la sua corsa da gigante.

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Maria conduce ai poveri

Il 7 Ottobre 1950 la nuova Congregazione delle “Missionarie della Carità” otteneva il primo riconoscimento, l’Approvazione diocesana. Si trattava di una ricorrenza mariana, la festa del Rosario; e di certo non era casuale, dal momento che a Maria veniva dedicata la nuova Famiglia religiosa.

“La nostra Società – si legge infatti nel primo Capitolo delle ‘Costituzioni’ – è dedicata al Cuore Immacolato di Maria, Causa della nostra Gioia e Regina del Mondo, perché è nata su sua richiesta, e grazie alla sua continua intercessione si è sviluppata e continua a crescere”.

L’abito della nuova Congregazione è una veste bianca, semplice e modesta, che copre ciascuna di loro dal collo fino alle caviglie e ai polsi, un sari bianco bordato di blu che avvolge il capo e la maggior parte dell’abito, un Crocifisso pendente sulla spalla sinistra e i sandali. “Quando ci vestiamo – spiega Madre Teresa alle sue Suore – dobbiamo renderci conto del significato di ognuno dei capi del nostro vestiario. Il sari con la striscia azzurra significa la modestia della Vergine, la cintura di corda significa la purezza, i sandali significano la nostra libera scelta, il Crocifisso è un simbolo d’amore”.

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Madre Teresa di Calcutta si intrattiene con Papa Giovanni Paolo II il 13 Dicembre 1979], al suo ritorno da Oslo, dove ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.

Il sari, del tipo più economico, serviva a identificarle con i poveri. Esso sostituiva lo scapolare e il velo, fungendo al tempo stesso da veste e abito religioso. Il blu stava appunto a indicare il colore della Madonna.

Nell’Antico Testamento, nel libro dei Numeri, si legge che il blu e le strisce rappresentano per il popolo di Israele la fedeltà all’Alleanza con Dio. Per le “Missionarie della Carità” le strisce simboleggiano i loro quattro Voti: povertà e obbedienza sono le più piccole, la castità e il servizio ai poveri sono la striscia più grande, perché – come spiega Madre Teresa – il frutto della castità è il servizio reso di tutto cuore ai più poveri dei poveri. I quattro spilli che reggono il sari servono a ricordare i quattro Voti, mentre il Crocifisso appuntato sulla spalla sinistra sta a rammentare che Gesù sulla Croce è il padrone assoluto dei loro cuori.

Nelle Costituzioni si ricorda anche alle “Missionarie della Carità” che “il dono della vocazione religiosa e la perseveranza in essa, come pure l’amicizia con Dio fino alla fine della vita, sono le grazie supreme che la Madre di Dio senza dubbio otterrà per ciascuno che si rivolge a Lei in fiduciosa preghiera“.

Tutto per Gesù, attraverso la Madre

L’amore profondo di Madre Teresa per la Madonna aveva salde radici nella sua infanzia, a Skopje, quando la religiosissima mamma Drane portava i suoi figli – Age, Ganxhe (la futura Teresa) e Lazër – in Chiesa e a visitare i poveri, ed ogni sera recitavano insieme il Rosario.

Bambina mia, fatti sempre guidare dalla Madonna, che è la tua vera madre. Cerca di farti sempre tenere per mano da Lei, come io faccio con te adesso!“: glielo diceva tante volte la madre nei primi anni della sua infanzia conducendola a passeggio; e la piccola Ganxhe, diventata negli anni Madre Teresa, non avrebbe mai dimenticato questa raccomandazione materna. La stessa cosa desiderava inculcare alle sue figlie spirituali: “Ricorrere con fiducia a Maria in tutte le proprie gioie e pene, con confidenza come di bambini”.

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Madre Teresa recita il Rosario al Castello Sforzesco di Milano, durante una manifestazione organizzata [il 22 Maggio 1978] dal “Movimento per la Vita” nell’anniversario dell’approvazione in Italia della Legge sull’aborto.

È un cammino molto semplice, come possiamo vedere, dall’aspetto feriale, fatto alla scuola della Vergine, per poter attraverso di lei arrivare fino a Gesù. “Tutto per Gesù attraverso Maria”, raccomandava lei. La Madonna, infatti, è la scala spirituale che conduce alla perfezione e alla mistica unione con Cristo.

Non a caso Madre Teresa volle chiamare “Dono di Maria” la casa donatale da Giovanni Paolo II, a due passi da San Pietro, per farne una Mensa aperta a tutti i poveri e diseredati di Roma. Un regalo del Papa alla Fondatrice delle “Missionarie della Carità” che, come lo stesso Pontefice ricordò all’indomani della sua scomparsa, “ha fatto sentire a tutti gli sconfitti della vita la tenerezza di Dio”.

Convinta che la santità è possibile a chiunque s’impegni seriamente nel seguire Gesù, Madre Teresa ne conosceva il segreto: l’affidamento a Maria. Lei stessa aveva sempre la corona del Rosario in mano e lo recitava in continuazione.

Una volta le era capitato di recarsi in una grande Farmacia con la lista delle medicine di cui aveva bisogno per i poveri. La Madre infatti non si vergognava di mendicare cibo e medicinali per i suoi assistiti. Il farmacista sembrava molto occupato. La Madre allora gli aveva mostrato la lista che aveva con sé, chiedendogli di fornirle le medicine gratis.

Ha sbagliato indirizzo, signora“, rispose lui con tono seccato; “mi lasci terminare in pace il mio lavoro”.

Madre Teresa però non demorde. Si mette seduta in un angolino e comincia a recitare il Rosario.

Quand’ebbe finito, ecco il farmacista avvicinarsi a lei con in mano il pacco delle medicine richieste: “Le consideri un regalo della Ditta”, dice lui porgendogliele, vinto da una fede così caparbia.

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“Missionarie della Carità” 

La prima Missionaria

Il 12 Aprile 1953, nella Cattedrale del Santo Rosario di Calcutta, il primo gruppo di Suore “Missionarie della Carità” pronunciava i Voti temporanei, mentre Madre Teresa emetteva quelli perpetui nella nuova Congregazione.

Nella Cappellina di Creek Lane la Madre aveva messo il quadro del Cuore Immacolato di Maria avuto in dono dal gesuita P. Celeste Van Exem, suo Direttore spirituale. Lo porterà con sé nella nuova Casa in Lower Circular Road, additando alle sue figlie spirituali l’imitazione delle virtù della Madre di Dio, in modo particolare l’umiltà, il silenzio e la sua profonda carità.

Nel redigere lo ‘Statuto’ della Congregazione delle “Missionarie della Carità”, Madre Teresa si ispira alla figura della Vergine, a tal punto che ciascuno dei dieci Capitoli di cui si compone la ‘Regola’ viene introdotto da una citazione tratta dai passi “mariani” dei Vangeli.

Nelle ‘Costituzioni’ la Madonna viene definita “la prima Missionaria della Carità“, e ciò in ragione della sua visita a Santa Elisabetta, in cui Maria dette prova di ardente carità nel servizio gratuito offerto all’anziana cugina, bisognosa di aiuto.

Così, in aggiunta ai tre Voti di povertà, castità e obbedienza, uguali per ogni Istituto religioso, ogni “Missionaria della Carità” ne farà un quarto di “dedito e gratuito servizio ai più poveri tra i poveri”, riconoscendo proprio in Maria l’icona del servizio reso di tutto cuore, della più autentica carità.

Il mistero della visita ad Elisabetta e la devozione al Cuore Immacolato di Maria sono dunque alla base della spiritualità di Madre Teresa.

“È molto, molto importante per noi – soleva dire la Madre – nutrire un amore profondo per Maria. Poiché fu Lei che insegnò a Gesù a camminare, a pregare, a lavarsi, a compiere tutti quei piccoli atti che rendono così bella la vita umana. Sarà sempre disposta ad aiutarci, ad insegnarci come essere una cosa sola con Gesù, come amare Lui soltanto, come toccarlo e vederlo, come servirlo mentre si cela dietro la maschera della sofferenza”.

Ecco allora perché ogni Missionaria deve domandarsi tutti i giorni con estrema sincerità: “Il mio servizio verso i poveri è devoto, tenero, intimo? Faccio verso di loro quello che fece Maria con Elisabetta?”.

Servire i più poveri dei poveri con il cuore di Maria. Questo chiede la Fondatrice delle Missionarie della Carità alle proprie Figlie. Ed è quello che loro, le Suore, fanno in tutti i luoghi della terra dove l’amore di Cristo le spinge, con l’esempio della carità operosa della Beata Madre Teresa di Calcutta e l’imitazione di Maria, la prima missionaria.

Maria Di Lorenzo

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2013-07-055

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3 risposte a SERVIVA I PIU’ POVERI DEI POVERI CON IL CUORE DI MARIA – Angelo Nocent

  1. msilvia2 ha detto:

    (Madre Teresa di Calcutta)

    Chi è Gesù per me

    Gesù è la parola che va proclamata.
    Gesù è la verità che dev’essere narrata.
    Gesù è la vita che dev’essere vissuta.
    Gesù è l’amore che dev’essere amato.
    Gesù è la gioia che dev’essere condivisa.
    Gesù è la pace che dev’essere donata.
    Gesù è l’affamato che dev’essere nutrito.
    Gesù è l’ignudo che dev’essere vestito.
    Gesù è il malato che dev’essere sanato.
    Gesù è il reietto che dev’essere accolto.
    Gesù è il piccolo che bisogna abbracciare.
    Gesù è il cieco che bisogna guidare.
    Gesù è il muto cui bisogna parlare.
    Gesù è il drogato che bisogna aiutare.
    Gesù è lo straniero che bisogna accogliere.
    Gesù è il povero che bisogna soccorrere.
    Per me Gesù è il mio tutto di tutto.
    Gesù, è lUnico.

  2. angelonocent ha detto:

    Ecco perché GESU’ è LA BUONA NOTIZIA PER ME, PER NOI, PER TUTTI…

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