CRISI DI VOCAZIONI ? – IL PUNTO DI VISTA DI MADRE TERESA – Angelo Nocent

2013-07-055

Aggiornato di recente455-001

preghiera27P. Pierluigi Marchesi è nel centro, dietro al Ministro Tina Anselmi e a Madre Teresa di Calcutta.

A pagina 155 della Biografia  del PADRE PIERLUIGI MARCHESI viene posta la questione CRISI VOCAZIONALE. I Biografi elencano le responsabilità che distribuiscono a destra e a manca. Anche Fra Marchesi sente il problema, stupito perché Madre Teresa riesca proprio là dove lui stesso, pur pieno di idee stellari e progetti spaziali, è costretto ad assistere, impotente, al fallimento.

Fra Pierluigi Marchesi Priore generale Fatebenefratelli o.h. 2

Fra Pierluigi Marchesi Priore generale Fatebenefratelli o.h.

 

IL PUNTO DI VISTA DEL PADRE MARCHESI

Mi impressiona la quantità di vocazioni in questa congregazione che è in fondo la congregazione che aiuta i sofferenti, i moribondi, i lebbrosi. E mi chiedo se tutte quelle vocazioni siano frutto solo del carisma di quella suora, oppure quella beata ha saputo interpretare in termini moderni quello che noi chiamiamo il carisma dell’ospitalità?

Io sono convinto, per quel poco che conosco di madre Teresa, che dando immediatamente soccorso a chi non ha niente, e a quelle che chiamano le “nuove povertà”, ha saputo far presa sulla mentalità del giovane, e allora è attirante“.

Ma non si ferma qui e, per spiegare la crisi che attraversa il suo Ordine si dilunga in un’analisi  che evito di riprendere.

IL PUNTO DI VISTA DI MADRE TERESA


Madre_Teresa_di_Calcutta1A pag. 294 del “MADRE TERESA – DOVE C’è AMORE C’E’ DIO” lei dice:

Benché io abbia ormai alle spalle cinquant’anni di vita religiosa, le nostre giovani sorelle all’inizio del loro cammino spirituale continuano a insegnarmi la gioia, l’umiltà con cui ci si deve mettere nelle mani di Dio.

Voi ed io dobbiamo essere consapevoli di quale grande dono siano i giovani. Sono scettica quando mi dicono che negli Stati Uniti non ci sono più vocazioni. Ci sono molte vocazioni, persino più di un tempo. Ma i giovani ora sono molto più esigenti, vogliono essere santi, vogliono abbandonarsi, vogliono rinunciare a tutto e non avere nulla. E questo ovunque, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa. Abbiamo un noviziato a Roma e uno qui in India; l’ho visto in Africa e anche nelle Filippine. Ogni volta vedo quella stessa urgenza:

  • “Voglio dare tutto, voglio essere santa,
  • voglio crescere a immagine e somiglianza di Cristo,
  • voglio consentire a Gesù di vivere la Sua vita attraverso di me,
  • voglio condividere la Sua Passione,
  • voglio[…]”

Ed è allora che noi dobbiamo intervenire per mostrare loro come viviamo la Passione di Cristo, come consentiamo a Gesù di vivere la Sua vita in noi, come condividiamo quella gioia di amare con gli altri. Loro vogliono vedere“.

MA ANDIAMO AL SODO…

Il Cardinale Angelo Comastri ha avuto molti incontri con Madre Teresa di Calcutta e nel libro, pertanto, riporta alcuni dialoghi avuti con lei. Don Angelo ebbe il suo primo incontro con la Madre da giovane sacerdote. E in quell’occasione le chiese:

  • Madre, mi dia qualche indicazione per vivere bene il mio sacerdozio”.

  • E Madre Teresa, pronta: “Quante ore preghi al giorno?”.

  • Don Angelo dà la sua risposta, sicuro che sia una riposta esatta : S. Messa, tutta la Liturgia delle Ore (Mattutino, Lodi, Ora media, Vespri, Compieta), Rosario, Visita al Santissimo”.

  • E pensi che può bastare?”, gli dice di rimando la madre. “Tutto comincia dalla preghiera ed è sostenuto dalla preghiera”.

  • E don Angelo, quasi a giustificarsi: “Madre, io pensavo le lei mi avrebbe chiesto quanto sono importanti per me i poveri”.

  • E Madre Teresa: “No. Non si amano veramente i poveri se prima non c’è dialogo con il Signore. Non c’è vita di carità se prima non si è attinto alla sorgente”.

Mons. Comastri andò a trovare Madre Teresa per parlare un po’ della PASTORALE e soprattutto di quale pastorale vocazionale portassero avanti le Suore Missionarie della Carità.

La madre portò anzitutto il Vescovo in cappella dove si trattenne a lungo. Mons. Comastri racconta che pensava si trattasse di un momento di preghiera in preparazione al colloquio, ma vedendo che la preghiera si prolungava, si rivolse alla Madre:

  • Possiamo allora avere questo colloquio sulla pastorale vocazionale?”.

  • E la Madre, sorridendo gli rispose: “Ma allora non hai proprio capito? La nostra pastorale vocazionale è questa: pregare, pregare, pregare per essere piene dell’amore di Gesù. E’ Gesù che attira… non noi”.

    LEI E’ FATTA COSI’

Valige e scarpe

– “[Talvolta quando viaggio porto i miei effetti personali] in una scatola di cartone e la gente si offre di donarmi una valigia. Io rispondo: “Non mi sento in imbarazzo. Non è sbagliato che io abbia una valigia, ma ho scelto di non averla. Questo è il punto. Si deve avere il coraggio di scegliere, perfino con la propria superiora”.

Un’altra volta qualcuno [che voleva sostituire le mie scarpe consumate] mi disse: “Madre, ti do trecento dollari, dammi le tue scarpe”. “Trecento dollari? Dammi i dollari [per i poveri] ma le scarpe me le tengo”.

E da un’altra parte:

  • Potrei avere ma ho scelto di non avere, e quella scelta di NON AVERE richiede molto coraggio, perché a tutti piace avere…”
  • Non abbiamo ventilatori, anche se potremmo, non li vogliamo. Così possiamo provare quello che provano i poveri…”.
  • Il denaro è un pericolo: può fare danni molto gravi ed essere causa di sofferenza. E’ una pericolosa arma nelle mani del diavolo. Il mio attaccamento alla povertà svanisce.
  • Dobbiamo essere libere. Siate molto esigenti con voi stesse. Il diavolo non verrà mai a dirvi di fare qualcosa che non potete fare[…] Nessuno di noi è tanto al sicuro da potersi permettere di giocare con il fuoco.
  • Il diavolo non cercherà mai di tentarvi con grandi cose, ma con piccole cose. Se il diavolo dovesse ricevere un Premio Nobel, sarebbe per la pazienza“.
  • La povertà deve essere una realtà vivente. Devo volerla, e ogni volta che lo faccio io scelgo con Cristo, e poiché la voglio, [la] amo. […]
  • La povertà volontaria non consiste nel chiedere il permesso di usare le cose, ma nell’essere auteticamente povere di spirito e nello scegliere la povertà di Cristo:Da ricco che era, si è fatto povero per voi” (2 Corinzi 8,9)

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Che strano! Con queste “balordaggini” nel cervello, è riuscita perfino a diventare santa.

Pictures1247

Madre Teresa

Madre Teresa

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