LA MIA / LA TUA CRESIMA – Angelo Nocent

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jacques_jean_edmond_georges_gaillot_02JACQUES GAILLOT è un vescovo francese, oggi ottantenne, che appartiene alla categoria dei “ribelli” perché mangia, beve, dorme, prega…con i peccatori (divorziati, omosessuali, prostitute…). In un certo momento della sua vita di pastore, sollevato da incarichi ufficiali, ha dovuto crearsi uno spazio per poter esercitare il suo ministero. Così lo ha definito: Partenia è uno spazio di libertà che consente di dialogare con tutti i popoli della terra“.

In questi giorni, 66° anniversario della mia prima Comunione e Cresima (29 Settembre 1950), ho riflettuto molto, pregato, gioito, ringraziato e anche sofferto per questi due eventi sacramentali che lasciano il segno.

A Partenia, non sono finito casualmente. Stavo sfogliando “ECCO LE COSE IN CUI CREDO” del vescovo Galliot che Papa Francesco ha ricevuto di recente come un amato fratello. Così m’è venuto il desiderio di sapere di lui, avendolo perso di vista da un po’ di tempo. Sul suo sito ho trovato quello che cercavo: ripassare LA PENTECOSTE.

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PENTECOSTE – Atti 2

résurrection

L’elemento centrale della fede cristiana è la resurrezione di Gesù di Nazareth, che è festeggiata il giorno di Pasqua.

Ma quest’evento ha diverse sfaccettature che si dispiegano in altre feste come l’Ascensione e la Pentecoste, che fanno parte del mistero pasquale. C’è un modo di celebrare Pasqua che fa dimenticare che, prima della resurrezione, c’è stata la morte di Gesù, una morte vera. E’ quello che ci richiama la festa dell’Ascensione, durante la quale Gesù scompare da questo mondo. La resurrezione non è la rianimazione del corpo di Gesù. Già la tomba vuota significava che bisognava rinunciare al corpo di Gesù. Anche nelle apparizioni di Gesù, dopo la sua resurrezione, i suoi discepoli non lo riconoscono, è qualcun altro e tuttavia, in un secondo tempo, hanno la certezza che è anche lui. E’ riconosciuto da segni:

  • la frazione del pane per i discepoli di Emmaus (Lc 24, 13-35),
  • una pesca miracolosa per gli apostoli che avevano ripreso il loro mestiere dopo la morte di Gesù (Gv 21).

Pentecôte

Curiosa presenza! E’ la Pentecoste che significa questa nuova forma di presenza. Questa festa potrebbe chiamarsi la festa della nuova presenza di Gesù tra di noi, una presenza non più materiale, ma spirituale. E’ ora il tempo dello Spirito che Gesù aveva promesso di mandare (Gv 16, 7 e seguenti).

L’irruzione dello Spirito si riconosce dai suoi effetti:

  • apertura delle porte del Cenacolo, nel quale i discepoli si erano rifugiati;
  • sparizione della paura  capitato di vederti affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere, straniero e ti abbiamo accolto, nudo e ti abbiamo vestito, malato o prigioniero e siamo venuti a visitarti? Ed il re risponderà loro: “In verità vi dico, quando lo avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me”» (Mt 25, 37-40).
  • E’ nella qualità della condivisione e del dialogo con gli altri che Gesù si rende presente. Così come nella condivisione eucaristica possiamo parlare di presenza reale; a contrario, possiamo dubitare di quella in alcune Eucaristie nelle quali manca una dimensione comunitaria.

Jésus les envoie

La forza che spinge ad uscire da casa propria, da se stessi, è il segno di un invio.

Poco prima di sparire agli occhi dei suoi discepoli, Gesù li manda: «Riceverete una forza..Mi sarete allora testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8).

Si tratta di una missione universale, valida per tutti e tutte. «Andate nel mondo intero, proclamate la Buona Notizia a tutta la creazione» (Mc 16,15). E’ ciò che iniziano a fare nel giorno di Pentecoste. Non si tratta di fermarsi a guardare il cielo.

Questa Buona Notizia è la stessa di quella annunciata da Gesù con i suoi comportamenti. Quando i discepoli escono dal Cenacolo dopo quest’evento, la loro lingua è capita da tutti, perché è la lingua dei comportamenti, una lingua che parla a tutti e tocca ciascuno al cuore: è la possibilità per tutte e tutti di essere amati ed accolti, di vivere pienamente e liberamente, di ritrovare la propria dignità, di conoscere ed essere conosciuti. E’ così che Gesù può promettere: «Ed io sono con voi per sempre» (Mt 28,20).

LA MIA LA TUA PENTECOSTE – COMUNIONE E CRESIMA

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IN PAROLE POVERE

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1-1-collage-copia261-angelo-nocent-cresima1Pietro, dopo aver preso la parola, nel giorno di Pentecoste a Gerusalemme, subito dopo il dono dello Spirito Santo, dichiara che “SONO APPENA LE NOVE DEL MATTINO” (Atti 2,15).

E’ proprio a quell’ora che lo Spirito Santo invade il mondo e riempie la casa in cui si trovano i discepoli di Gesù. E’ l’ora in cui nasce la comunità cristiana, il nuovo popolo d’Israele.

E Pietro voleva dire che nessuno di loro era ubriaco, farneticava.
Per ogni donna e ogni uomo c’è un tempo della vita nel quale Lo Spirito del Signore agisce e trasforma l’esistenza.

Dicono gli Atti che gli apostoli stavano insieme “assiduamente” (2,42). L’invito è rivolto anche a noi che corriamo il rischio di “avere occhi e non vedere; orecchie e non sentire“. Ez 12,2

 

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Questo il sunto teologico. Ma c’è di più, di più…1-1-Pictures1460.jpg

I DONI

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Fra i sette doni, il miracolo degli occhi:

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Nella mia Parrocchia di Monte Cremasco, la provocazione di un bambino…

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“Usque ad sanguinem”: DISPONIBILITA’ AL MARTIRIO

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Una risposta a LA MIA / LA TUA CRESIMA – Angelo Nocent

  1. lucetta ha detto:

    Mi sembra di capire che ad ogni anniversario di cresima riscopri che lo Spirito ha agito ed agisce in te con i suoi doni . Anch’io ho un ricordo indelebile della mia cresima: dopo la cerimonia ed aver ricevuto l’eucarestia mi sono detta che dovevo iniziare a fare sul serio con il Signore. E così è stato nonostante le fughe, i ritorni, i peccati, le sbandate. Ciao Angelo, proviamo a farci santi.

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