IO FRANCECO DI GENNARO “COMICOTERAPEUTA” – Angelo Nocent

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«Infermiere di professione, comico per vocazione».

Francesco Di Gennaro e la “COMICOTERAPIA”

Di Mirella D’Ambrosio

BARI«Il riso fa buon sangue» è il motto dell’infermiere-comico del Policlinico di Bari Francesco Di Gennaro, che da anni promuove la sua comico-terapia. La sua giornata in ospedale, oltre alle mansioni di routine, è composta da battute divertenti, gag, barzellette e scenette comiche in cui si cimenta senza sosta, lanciando in giro per i reparti quelli che definisce «proiettili d’amore che vanno dritti al cuore degli ammalati». Conciliando perfettamente in sé professionalità, competenza e ironia, l’infermiere-comico riesce sempre a strappare un sorriso ai pazienti ricoverati, consapevole che, oltre al corpo, anche l’anima necessita di cure.

IL LIBRO

Nonostante Di Gennaro abbia incontrato molti ostacoli lungo il suo percorso, come lo scetticismo e il pregiudizio dei colleghi infermieri, medici e direttori di reparto degli ospedali, è riuscito sempre a spuntarla grazie agli evidenti benefici riscontrati nei pazienti. La sua storia viene raccontata nel libro “Infermiere di professione, comico per vocazione” che verrà presentato il prossimo 22 maggio nel carcere minorile di Quartucciu, in provincia di Cagliari.

«Amo incontrare la gente e raccontare il valore e i benefici della mia comico-terapia – afferma Di Gennaro – voglio sensibilizzare gli operatori sanitari, ma anche tutti coloro che lavorano nelle carceri, centri per la terza età e residenze per persone affette da disturbi psichici». Ora, il sogno dell’infermiere-comico è divulgare la sua esperienza attraverso un film.

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Francesco Di Gennaro, infermiere “comico per vocazione” che porta risate TRA I DETENUTI

Francesco Di Gennaro ha presentato ai detenuti il suo libro “Infermiere per professione, comico per vocazione” al carcere di Barcaglione (Ancona). “Mi piacerebbe che la comicoterapia entrasse dappertutto: in tutti gli istituti penitenziari, nelle chiese, nelle case di riposo”.

ANCONA – Risate e sorrisi come “proiettili sparati dritti al cuore dei pazienti e dei detenuti, consapevoli che, oltre al corpo, necessita di cure anche la mente”.

Francesco Di Gennaro e’ un infermiere, lavora da 33 anni al Policlinico di Bari e ogni mattina insieme al camice che lo accompagna nei reparti indossa anche un gran sorriso e la voglia di trasmettere allegria. Perché, come ha insegnato Patch Adams, il medico-scrittore statunitense tra i padri della comico terapia negli ospedali, “realizzare le fantasie puo’ aumentare l’emissione di endorfine e accelerare la guarigione”.

Adams era stato tra i primi a credere nel potere di un sorriso e dopo di lui una lunga schiera di professionisti e associazioni hanno abbracciato la disciplina. Francesco Di Gennaro e’ uno di questi ma non si e’ accontentato di reparti ospedalieri: lui le risate le sta portando anche dietro le sbarre “per umanizzare la pena e restituire dignita’ a chi ha sbagliato”. Dopo le carceri per adulti di Brindisi, San Severo, Trani femminile, Pozzuoli, Santa Maria Capua Vetere e gli istituti minorili di Bari, Roma, Napoli e Cagliari, questa mattina l”infermiere-comico ha incontrato i detenuti del carcere di Barcaglione (Ancona) ai quali ha presentato il suo libro ”Infermiere per professione, comico per vocazione. La comicoterapia, benefici, valori e dinamiche“, edito da Albatros.

Manca poco alle 13 e Di Gennaro esce dal carcere.”Abbiamo finito adesso – racconta – ed e’ andata bene. All’incontro hanno partecipato una quarantina di detenuti, il direttore Maurizio Pennelli, il personale dell’area educativa e della polizia penitenziaria. Ho raccontato la mia storia, spiegato come e’ nata la comicoterapia. Ho parlato del mio libro, raccontando aneddoti divertenti della mia carriera da comicoterapeuta. I detenuti mi hanno ascoltato, erano interessati.

E’ stata una bella mattinata. Durante i miei incontri si ride, si sorride, ma ci si sofferma anche a riflettere sui concetti di educazione, rispetto, solidarieta’: valori che insieme all’allegria e alle gag formano una miscela esplosiva di positivita’”.

Dall’ospedale al carcere, i benefici della comicoterapia sono pressoché simili.”Anche le persone detenute sono pazienti e mi rivolgo a loro con l’obiettivo di umanizzare la pena. Spero che la mia storia e i messaggi che cerco di inviare contribuiscano al loro recupero. I presupposti ci sono e sono sicuro che questo lavoro dara’ buoni frutti. Speriamo in un’alta percentuale”.

Di Gennaro lancia un appello: “Mi piacerebbe che la comicoterapia entrasse dappertutto: in tutti gli istituti penitenziari, nelle chiese, nelle case di riposo. Sarebbe bello se fosse introdotta come terapia dopo un lutto, un divorzio, un evento traumatico, per colpire dove c’e’ sofferenza. Bisognerebbe inserirla nelle scuole come materia obbligatoria per aiutare i ragazzi a crescere nella solidarieta’, come persone perbene”.

Quando siete con altre persone guardatele sempre come vorreste che loro facessero con voi: con rispetto e simpatia – ha detto Di Gennaro ai detenuti – . Credo sia questa la chiave di lettura per entrare nella testa e soprattutto nel cuore delle persone”.

(Teresa Valiani) (www.redattoresociale.it)

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1-pictures1733l riso fa buon sangue”: è questo ormai da anni il motto d”Iell’infermierecomico del Policlinico di Bari. Francesco Di Gennaro racconta in queste pagine la sua storia: propugnatore della comico-terapia, ha sempre portato avanti le proprie idee, nonostante abbia incontrato molti ostacoli lungo il suo percorso, come ad esempio lo scetticismo e il pregiudizio di colleghi infermieri, medici e direttori di reparto degli ospedali.

Attraverso la testimonianza diretta dei pazienti e di alcuni giornali che si sono interessati a lui e al suo modo insolito di lavorare, si comprende quanto sia importante la comico-terapia e come debba andare di pari passo con la terapia tradizionale, volta, questa, solamente alla cura delle sofferenze del corpo. La comico-terapia non è fatta di medicinali, prognosi e cartelle cliniche, bensì di battute divertenti, gag, barzellette e scenette comiche in cui si cimenta Francesco Di Gennaro lanciando in giro per i reparti i suoi “proiettili dell’amore diritti al cuore dei pazienti”.

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