ERA CIRCA MEZZOGIORNO…DAMMI DA BERE – Angelo Nocent

QUANDO SUBENTRA IL CALO DEL DESIDERIO

Angelo Nocent

Al Centro Parrocchiale è ripreso l’incontro settimanale delle ore 21 di ogni mercoledì, aperto a tutti, per una riflessione dialogata in preparazione al Vangelo della Domenica. Il presbitero, Don Roberto e la comunità parrocchiale si mettono in ascolto di ciò che lo Spirito di Gesù vuol dire alla Chiesa che è in Monte Cremasco. La pagina evangelica viene per così dire vivisezionata, si analizza il testo che provoca inevitabilmente domande esistenziali, la comunità si confronta, il singolo si misura.

In questi giorni ho scoperto il significato etimologico di un verbo sul quale non mi ero mai soffermato: si tratta del fedelissimo “desiderare”, vocabolo che non ci abbandona mai nella vita. Viene da molto lontano, infatti de-sidera-re contiene “sidera” che in latino significa stelle, astri. Il “de” è la preposizione che indica un moto dall’alto in basso. Il suo significato, quindi, è quello di “trarre auspici dal cielo“.

A noi, per il momento, è stata risparmiata la fatica di dover tirare tanto il collo per osservare la volta celeste, perché il Cielo si è abbassato di molto e l’Astro, che si chiama VANGELO, non solo è a portata di mano ma perfino in grado di soddisfare i nostri desideri più veri e segreti.

Dolto Francoise psicanalista

Epperò, più che lasciarsi interrogare, come s’è fatto nei secoli con le stelle, il Vangelo provoca il contrario. E ce lo spiega Françoise Dolto, la celebre psicanalista cattolica francese: “Mai i vangeli smettono di interrogarci, quali che siano le risposte già trovate”. E lei, in libri di successo come , “PSICANALISI DEL VANGELO” e LIBERTA’ DI AMARE” , ci ha offerto la sua straordinaria “risposta” a “questi testi, queste successioni di parole”, che “colpiscono la nostra conoscenza e inviano onde d’urto fin nell’inconscio, facendone scaturire gioia e desiderio di conoscere”.

Emoroissa - Il lembo del mantelloMi sovviene la pagina dell’incontro dell’emorroissa con Gesù che è spinto e urtato da tutte le parti. Molti volevano toccarlo, ma una sola persona proiettava su di lui il suo “desiderio”. Soltanto da essa è stato toccato. Il seguito è noto.

Tutti sappiamo che il calo del desiderio in una coppia, se non deriva da disfunzioni organiche ma da interessi alternativi, la espone a seri problemi. Il calo del desiderio per il Vangelo ha conseguenze comportamentali analoghe, sempre più appariscenti nel tempo. Il passaggio dalla idealizzazione della dimensione religiosa (fase adolescenziale) ad una dimensione più realistica (maturità) è delicato e spesso conflittuale, doloroso. Preoccupazioni e problemi possono rendere più tiepido il “desiderio di Dio”. Ma il permanere in questo stato d’animo senza comunicare con la famiglia, la comunità, gli amici, il pastore, a lungo andare, può determinare distanze incolmabili e congelare gli slanci. E’ quel fenomeno così marcato che tutti siamo in grado di constatare.

Numeri mobiliBisogna che lo diciamo a noi stessi e ai nostri ragazzi: il Gesù dei Vangeli trascina al desiderio e non a una morale. Se facciamo ben attenzione, dentro di noi c’è un desiderio sempre presente, sempre altrove…mai raggiunto. E’ come il gioco dei quadrattini mobili. Nell’insieme vi è un quadrato vuoto, senza numero ma che, una volta colmato, è altrove, sempre altrove, un buco, un’assenza, una mancanza di quadrato. Grazie a quel vuoto, a quella lacuna, è possibile muovere gli altri numeri, uno per volta e metterli in progressione. Grazie a quel vuoto il meccanismo funziona. Tutto il gioco funziona intorno a quella lacuna che chiama. Una lacuna che dobbiamo colmare ma che una volta colmata è altrove.

Ora chiamato bisogno, ora chiamato desiderio, noi cerchiamo di riempire questo vuoto. Ma che cos’è un bisogno? Il più fondamentale è quello di respirare e si presenta subito, al momento dell nascita. Abbiamo bisogno d’aria. Ogni secondo, questo bisogno si fa sentire. Se viene appagato, siamo soddisfatti, se non può essere appagato, compare l’angoscia perché si profila la morte. Un altro bisogno è quello di mangiare che si manifesta con quel “vuoto” dello stomaco. E segue un nuovo desiderio, quello di convivialità, di comunicare con altri intorno alla tavola…E potremmo continuare.

1-Angelo56Paradigmatica è la pagina del Vangelo riguardante Gesù e la Samaritana al pozzo. Lì ci sono una fame, una sete, dei bisogni affettivi da appagare. A guardar bene, quella donna, coinvolta in complicate storie sentimentali ma anche religiose, avrebbe avuto bisogno dello psicanalista. Ha ragione il giornalista che ha scritto il libro dal titolo IL MIO PSICOLOGO E’ GESU‘. La Dolto psicanalista, è venuta a dirci che Gesù ci insegna a comprendere tutto su due piani diversi:

  • il piano dello spazio-tempo, come lo conosciamo mediante i nostri sensi e attraverso la biologia e le scienze,

  • e il piano di un “altro spazio” e di un “altro tempo”.

Per concludere che “Sì, esiste una vita del desiderio sconosciuta alla vita dei bisogni”.

Sulla Samaritana che ci rappresenta in tutte le nostre deformazioni spirituali, cito solo una delle tante considerazioni che fa la menzionata psicanalista: “Quella samaritana fa un “transfert” su Gesù…Essa è sedotta da quell’uomo. Gesù le risponde: “No, non con me. Vai a chiamare tuo marito…” Poiché Gesù non vuole iniziare quella donna a una vita spirituale se essa confonde vita sessuale con vita spirituale”. In altre parole Gesù le dice: “ Per il corpo, per l’affettività della tua vita quotidiana, hai bisogno di un uomo che non sarò io. Anche se in modo fulmineo, tu sei innamorata di me, ma io non posso soddisfarti su questo piano. Potrà farlo tuo marito. Io ti porto la vita spirituale”.
E, proprio per la vita spirituale, torniamo ai mercoledì per il Vangelo. La mia personale impressione su questa iniziativa non può essere che lodevole, lodevolissima. Ma… Sento mancare una cosa importante che mi rattrista. Avete in mente lo sguardo di un bambino davanti alla vaschetta di gelato sul tavolo? La sua salivazione aumenta, lo fissa, lo mangia con gli occhi prima ancora di averlo nella sua tazza, sul cucchiaino. E’ l’effetto del
desiderio di cui sopra.

image1Ho notato che anche adesso come nei mercoledì sera passati, davanti alla “BELLA NOTIZIA” che è il Vangelo di Gesù, lui Parola eterna, adesso carne della nostra carne, mancano gli occhi stupiti, innamorati, pieni di desiderio, di ragazze e ragazzi intelligenti, istruiti, pieni di energia, curiosi, critici, potenzialmente capaci di grandi cose. Non so perché, ma non ci sono. Li vorrei lì, di fronte a me, incantati, affascinati dalle parole del Maestro. Vorrei che la loro presenza mi fosse d’incoraggiamento sull’imbrunire della vita, occasione come per un passaggio del testimone. Perché “leggere i Vangeli- scrive la Doltovuol dire ascoltare, tramite quelli che lo hanno visto, udito, e ne sono stati testimoni, la voce di Gesù, essere di carne e ossa mentre viveva sulla terra nella sua individualità scomparsa ormai ai nostri occhi. Egli parla al mio cuore e incita la mia intelligenza ad ascoltarlo e a desiderare l’incontro con lui”.


E’ da duemila anni che vengono letti i Vangeli. Faccio mia la conclusione cui giunge l’acuta intelligenza di una donna di scienza, priva di pregiudizi:
“La lettura dei vangeli, ripeto, provoca innanzitutto uno shock nella mia soggettività; poi, a contatto con questi testi, scopro che Gesù insegna il desiderio e trascina a esso. Scopro che questi testi di duemila anni orsono non sono in contraddizione con l’inconscio degli uomini d’oggi. Scopro che illustrano e chiariscono le leggi dell’inconscio scoperte il secolo scorso” .
Dunque, leggere i VENGELI fa bene, perché “sono un fantastico torrente di sublimazione delle pulsioni
”. Parola di psicanalista, in perfetta sintonia con il papa Francesco della EVANGELII GAUDIUM – “La gioia del Vangelo”.

Che non svanisca nel nulla la voce stimolante del successore di quel Pietro che è stato per anni al fianco di Gesù, che con lui ha mangiato, bevuto, pianto, sofferto e che, per il Suo Vangelo, è stato in catene ed è finito sulla croce con la testa in giù:

  •  “non lasciamoci rubare l’entusiasmo missionario” (n. 80);
  • “non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione”(n.83)
  • “non lasciamoci rubare la comunità” (n. 92);
  • non lasciamoci rubare il Vangelo” (n. 97).

Repetita iuvant.

IL FATTO

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