Mons. ANDREA GHETTI – BADEN – Profumo di santità – Angelo Nocet

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ALLA MEMORIA DEL PRETE CHE MI HA CAMBIATO LA VITA

Questa sera sento il bisogno di ritornare sui miei passi: il ’68 e dintorni. Di lui, il prete che è stato la mia guida spirituale, ho casualmente trovato una registrazione. Riudire la sua indimenticabile voce, la forza penetrante del suo dire, hanno risvegliato in me due sentimenti: la coscienza di essere stato un discepolo mediocre ma tanto tanto fortunato; il desiderio di partecipare questa ricchezza spirituale che non è facile trovare di questi tempi.

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Aggiornato di recente1280
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Così scriveva della mamma quando non c’era più:
Mamma carissima,

sento il bisogno di fermare un po’ sulla carta il tuo ricordo: mi sembra di parlare con Te. Ti ricordi quando ti chiamavamo fiore e dicevi: “Sì fiore appassito”. Ho pensato a Te nell’udire la passione di Gesù. La sera dicevi a tua figlia: “Carla, sta vicino, ho paura!”. Anche Gesù ha avuto paura della morte.
Oh! le tue notti: quanto hai pensato a noi: a uno a uno: ci hai seguito col cuore e con tutta l’anima: “Che sarà di te, povero bambino mio che sarà di te?”. Mamma come vorrei poterti dire che sono contento.
L’ultima notte. Il silenzio della casa: la tua casa: dormivamo. “…così non avete potuto vegliare un’ora con me?” E tu ti sei andata preparando a morire: quella notte hai sentito la fine: i dolori non ti costernavano più: hai sentito l’ora della tua morte. Forse hai avuto paura: e noi dormivamo. Poi la tua messa: il tuo pontificale. Che Messa santa: tu offerta, tu vittima:l’accettazione della volontà divina, lo strumento del Sacrificio.
Quale vuoto! Dove non c’è più la mamma come è vuota la casa. Mamma, più conosco a che cosa consiste la santità, più io vedo che tu sei santa: il dovere: compiuto a fondo senza mia lamentarsi, senza mai scoraggiarsi. Il dovere delle piccole azioni quotidiane, dei piccoli sacrifici.
Piccole mani tagliate dal freddo, rugose: e a scuola tenevi i guanti perchè ti vergognavi farle vedere.
90 lire messe ogni mese alla Cassa di risparmio nel libretto di Vittorio: 90 lire risparmiate per la vocazione e a costo di quali sacrifici.
Alle tue scolare, mi han detto, io insegno di non far peccati, perchè Dio ci vede: tutto alla presenza di Dio.
Vestiti raccolti, piena miseria, aggiustati: Quale povertà: anche morta ti hanno messo un vestito regalato. I funerali fatti con denaro a prestito. Perchè questa tua luce deve restare nel buio?

  • Mamma insegnami il cammino
  • Mamma guardami
  • Mamma confortami
  • Mamma aspettami.
  • Vorrei scrivere “chiamami…”, ma ho paura che sia troppo dolore per gli altri, e forse troppo presto per me.
  • Questi esercizi mi hanno indicato una meta: la santità del dovere. E basta. Tu corrobora il mio carattere.
  • Mi benedica il Signore, come ci ha amato.
  • Amore: Signore te lo voglio restituire nei poveri, nei bambini, nei peccatori.
  • Addio mamma prega per me.
Fonte: RS SERVIRE; 54,1-2 (S) ultima di copertina
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Così aveva scritto un giorno dell’ ABBÈ PIERRE:

 

SAbbè Pierreotto i ponti della Senna, negli ambulacri dei metrò, tra i ruderi di case abbandonate, ogni notte, dormono migliaia di persone relitti sociali, “ribelli” ad ogni assistenza ufficiale. Il freddo dello scorso inverno ha messo a repentaglio la loro astuzia. Un prete ha lanciato l’allarme tra le brume della metropoli è passato un affetto di carità: Parigi si è mossa e commossa. Il suo gesto non è stato sporadico: questo prete ha proseguito ed ha vinto una nuova più dura battaglia ha rovesciato le lentezze burocratiche, ha scosso le incertezze governative, per merito suo sorgono villaggi per chi crea una nuova famiglia, per chi, nel XX secolo vive in tuguri indegni della dignità di uomo. Questo prete – partigiano – perseguitato – organizzatore, ex deputato al Parlamento – è conosciuto col nome di abbé Pierre. Si chiama Henri Grouès: è stato “Routier” degli Scouts de France. Dallo Scoutismo ha ricevuto il senso della concretezza e del Servizio: nello Scoutismo è nata la sua vocazione.
 Ad Assisi durante il pellegrinaggio della “Route” francese, desiderò di farsi Cappuccino. Ragioni di salute lo obbligano più tardi a lasciare l’Ordine: gli è rimasta una barba ispida. È un rivoluzionario della Carità che trascina e converte in nome di Cristo. È un sacerdote che attua il messaggio evangelico con sconcertante coerenza. Nelle tristi ore di tanti scandali morali, di “rivelazioni” di un mondo di miserie di egoismi, di marciume, nel quale sono compromesse categorie sociali e politiche, noi guardiamo oltre e sentiamo l’orgoglio di questo fratello Rover che testimonia, in umiltà ed amore, la feconda ricchezza di una Legge e di una Promessa.
Baden

Nasce l’11 marzo del 1912 ed è ordinato sacerdote, a Milano, nel 1939.
Intensissima la sua vita: dall’attività di docente di filosofia presso il Collegio Arcivescovile S.Carlo di Milano, alla sua opera di assistente spirituale della FUCI, al suo lavoro di Ispettore delle Scuole di Religione presso la segreteria dell’ufficio catechistico dove risultava aggiunto per la sezione Apologetica, al suo lavoro di giornalista per l’Italia prima ed in seguito per Avvenire.
Fu con il card. Montini tra i fondatori de “Il Segno”, che diresse per vent’anni e uno degli animatori più entusiasti di ogni iniziativa diocesana prima tra tutte la Missione di Milano.
Assistente regionale dell’ASCI contribuì a ricostituire, durante il periodo fascista, le “Aquile Randagie”, il movimento scout clandestino.  Fa il suo ingresso solenne come parroco al Suffragio il 4 ottobre 1959 e vi rimane fino al 5 agosto 1980 giorno della sua tragica morte a Tours.

Il 5 Agosto 1980 Baden tornava alla casa del Padre, “nel verde dei suoi pascoli lassù”. Oggi lo ricordiamo pubblicando il bellissimo filmato “LA LUNGA TRACCIA” uscito in VHS nel 1997 (giusto 20 anni fa). 40 minuti di fotografie e video originali e tante testimonianze di persone che hanno conosciuto e amato Baden (compresi alcuni che con lui hanno scritto la storia dello scautismo italiano). https://www.youtube.com/watch?v=kHNMoUjX1tg

Mons. Andrea Ghetti – Baden (per gli scout) è una pietra angolare dello scautismo italiano. Leader con Kelly delle Aquile Randagie, fondatore di OSCAR, protagonista della Rinascita dell’ASC I e dell’istituzione del Campo Scuola di Colico, ispiratore del Roverismo italiano, Assistente del Milano 1, “vescovo” della Val Codera, parroco a S.Maria del Suffragio, promotore dei foulard blancs lombardi, direttore del periodico della diocesi milanese “Il Segno”, assistente FUCI… una vita spesa senza risparmio nel Servizio e nell’Educazione.

Dai perseguitati aiutati da Oscar all’assistenza ai reduci dei campi di concentramento, dai profughi dell’Ungheria agli alluvionati del Polesine e del Vajont, dalla freccia Rossa per i mutilatini del don Gnocchi ai pellegrinaggi a Lourdes per i malati. Dai barboni di Fratel Ettore ai poveri della parrocchia. E naturalmente gli scout. Campi Estivi, Campi Scuola, Route, la rivista Servire… don Andrea Ghetti era un uomo infaticabile, creativo, innovatore… che viveva il sacerdozio come “la più grande delle avventure”.

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