CHI SONO I SANTI? – Angelo Nocent

Nell’odierna liturgia domenicale (XIX dopo Pentecoste) così si prega:
Onnipotente e misericordioso Iddio, allontana propizio da noi quanto ci avversa: affinché, ugualmente spediti d’anima e di corpo, compiamo con libero cuore i tuoi comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli”. 

E’ sott’inteso che la meta è il Paradiso. Epperò mi ha colpito quel spediti d’anima e di corpo“,  perché non mi sento spediti  nè l’una nè l’altro. E m’è venuto in mente il “paradiso in carrozza” di cui parla San Riccardo. A sentir lui che vi è già arrivato – ma quando scriveva alla sorella, missioInaria al Cairo, era ancora qui – parrebbe una passeggiata. E dire che di salute era proprio messo male.

L’autore dell’articolo, don Giacomo Tantardini che di queste cose se ne  intende, parlando di una santa allora sconosciuta, Santa Margherita Maria Alacoque, una donna vissuta nel 1600, vissuta 300 anni fa, questa suora, perché era una suora di un convento di clausura, che agli occhi della gente di allora non aveva nulla di straordinario, dunque, nulla di eccezionale come san Riccardo Pampuri (in comune la grandissima devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù e il corpo fragile e malaticcio), indirettamente tratteggia anche la santità del medico condotto di Morimondo, Dr. Erminio Pampuri,  successivamente discepolo di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli) col nome di Fra Riccardo. Naturalmente, in soli trentatre anni, non tutti trascorsi in carrozza: molti studiando, poi al fronte durante la prima guerra, spesso in ginocchio, febbricitante su e giù dal letto, consumato dalla tisi, e sempre, sempre servendo e amando, Dio e la gente, a cominciare dai più poveri.

Chi sono i Santi?

Chiesa di Sant’Orsola – Brescia. L’altare maggiore, prima della riforma liturgica. Qui San Riccardo, nei ritagli di tempo, ha trascorso molte ore in adorazione davanti al tabernacolo.

I santi sono coloro che già qui su questa terra, perché in paradiso tutti sono santi, quindi per grazia di Dio e per la nostra buona volontà andiamo in paradiso, siamo tutti santi, ma i santi sono quelli che già su questa terra hanno incontrato con una semplicità e con una evidenza grande, hanno incontrato il bene della loro vita, hanno incontrato già su questa terra la felicità nella loro vita, hanno incontrato già su questa terra quella cosa grande che l’uomo continuamente ricerca, nel bene e nel male, e l’hanno incontrata come la risposta al desiderio e all’attesa della loro vita.

L’uomo nasce come se nella mente e nel cuore avesse la nostalgia, avesse il desiderio di qualcosa grande che però non riesce normalmente ad intuire che cos’è, non riesce normalmente ad incontrare e ad abbracciare; ecco, i santi sono coloro che già su questa terra hanno incontrato questo bene.

E’ come se l’uomo avesse perduto un grande tesoro che non riesce a trovare, ma tutta la vita è la ricerca di questo grande tesoro che non sa bene che cos’è, che non sa bene dove l’ha perduto. Tutta la vita è la ricerca di questo grande tesoro per poter essere contenti. Finché uno non lo incontra non può essere veramente contento.

I santi sono coloro che l’hanno trovato qui su questa terra, perché, vedete, l’uomo dopo un po’ per forza si accontenta di beni più piccoli perché il peccato è che l’uomo si accontenta di un bene che non è vero fino in fondo, che non è adeguato all’ampiezza del suo cuore. I santi sono coloro invece che questo bene vero, che questo bene grande, che questo tesoro unico, perché l’uomo vive alla ricerca di questo tesoro, nel bene e nel male, pregando o bestemmiando, amando con verità o “violentando” una persona.

Don Giacomo Tantardini con Papa Francesco

Don Giacomo Tantardini  con Papa Francesco – Che forte somiglianza !

L’uomo qualsiasi cosa fa, la fa per ricercare questa felicità, questo bene che è lontano. C’è un canto che a me piace molto, un canto abruzzese che dice “Luntane, cchiù luntane de li luntane stelle, luce la luce cchiù belle…”, perché è proprio l’espressione di questa ricerca di una luce, di un tesoro, di un bene che l’uomo intuisce che senza quel bene non può vivere….e allora cosa deve fare?

Dopo un po’ è come se fosse costretto ad accontentarsi. I santi sono coloro invece che già su questa terra lo hanno incontrato.

L’unica cosa che vorrei dire a ciascuno di voi è che è possibile per tutti, che non si tratta di essere particolarmente bravi, non si tratta di essere particolarmente buoni,

  • è possibile per noi peccatori incontrare questo bene ed essere felici già su questa terra;
  • è possibile vivere vicino a questo bene, è possibile abbracciare questa felicità,
  • è possibile già su questa terra, i santi mostrano che è possibile, i santi mostrano che si può essere contenti veramente già su questa terra, i santi mostrano che ci si può alzare al mattino non come normalmente ci alziamo noi più o meno annoiati, oppure più o meno preoccupati delle cose che dobbiamo fare, ma ci si può alzare avendo nel cuore quello stupore perché abbiamo ricevuto una grazia grande, abbiamo ricevuto un tesoro grande, perché siamo stati veramente fortunati nella vita.

Ecco, è possibile incontrare questo bene, non è un’isola lontana che non esiste, che l’uomo cerca ma nessuno ha mai visto e che in fondo forse non c’è (per citare una famosa canzone). La felicità è una cosa che si può realmente incontrare, questo tesoro si può realmente scoprire.

Come ho nel cuore il desiderio che questo bene, che questa felicità, che questo tesoro lo possiate incontrare tutti, poi sarà il tempo della vita a renderlo più grande, a renderlo più vicino, a renderlo più vero…perché io 10 o 15 anni fa non avevo la certezza che ho oggi; e non è che 10 anni fa facessi più peccati e adesso ne faccio di meno, non so, questo lo sa il Signore, ma in ogni caso adesso sono più certo che Gesù Cristo è la felicità della mia vita, sono più certo che Gesù Cristo è il bene della mia vita, sono più certo che Gesù Cristo è il tesoro della mia vita.

E allora comincio a soffrire quando tradisco questo bene, comincio a soffrire quando non ricordo questo bene.

Ecco io vorrei proprio comunicare a ciascuno di voi che è possibile questa felicità, che se uno segue Gesù Cristo è possibile questo cuore grande, è possibile incontrare “…ho un amico grande grande…”, è possibile incontrare un’amicizia che non tradisce, anzi che rende vera ogni altra amicizia, perché questo bene rende vero ogni altro bene.

Se non si incontra questo bene che è Gesù Cristo, non si può amare veramente un’altra persona. Questo bene, questo tesoro non esclude altri beni e altri tesori ma anzi li rende veri e li rende “per sempre”. Senza incontrare questo tesoro l’uomo non può amare per sempre e veramente una donna e volerle veramente bene. Questo bene, questo tesoro che è Gesù Cristo non esclude nulla ma rende possibile amare tutto, rende possibile essere contenti di tutto, rende possibile ringraziare di tutto.

Ecco io vorrei veramente che preghiamo il Signore, preghiamo Santa Margherita Maria Alacoque ciascuno per sé e per gli altri, perché così se siamo tutti più contenti, se siamo tutti più certi, se siamo tutti più entusiasti di questo bene grande che è Gesù Cristo è più facile che gli altri se ne accorgano.

Gli altri diventano cristiani solo perché vedono che i cristiani sono più contenti di loro, non c’è nessun altro motivo per diventare cristiani. I vostri figli diventeranno cristiani se vedono che i loro genitori sono contenti di essere cristiani. Non si può diventare cristiani per dovere, non si può diventare cristiani perché bisogna esserlo. Si può diventare cristiani solo se l’essere cristiani rende la vita più bella, più vera e più piena di gioia, altrimenti per quale motivo seguire Gesù Cristo?

Allora chiediamo che questo essere più contenti, che questo essere più veri sia possibile per tutti.

E’ questa cosa che rende l’uomo capace di voler bene; questa è una cosa che man mano che gli anni passano diventa sempre più chiara. Se l’uomo non ha incontrato questo tesoro non ci si può voler bene, dopo un po’ la violenza, l’interesse, l’istintività domina, si diventa ostili l’uno all’altro.

Invece se uno ha incontrato questo tesoro è come se avesse già incontrato tutto nella vita e allora può realmente volere bene, può realmente desiderare che anche l’altro sia contento così.

Chiediamo che queste cose non siano parole ma possano essere, poco o tanto, una realtà, possano essere un’esperienza per ciascuno di noi.

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