LA SENTINELLA PAMPURI MANDA A DIRE – Angelo Nocent

AI GIOVANI DI ETA’ e ai SEMPREGIOVANI

Le parole che non sappiamo dire ai giovani ma che essi vorrebbero sentire.

Parlo di me ma potrei non essere il solo: non so in quanteCaporettosono incappato nella vita! Più d’una volta sono arretrato in preda al panico, alla paura di affrontare situazioni a rischio…Avrei voluto vicino qualcuno che mi dicesse:non avere paura...”, ma non c’è stato. E così sono successi dei guai perché ho fatto, sbagliando, le scelte impulsive. Avrei anche dovuto essere più vicino a qualcuno per rinfrancarlo con lo stesso imperativo amoroso:non temere, non avere paura !...Ma sono stato assente o non sono stato capace.

Nell’ultima stagione della vita, non resta che la possibilità di tramandare il testimonio, nella speranza che qualcuno lo raccolga e lo passi a sua volta. Perché il messaggio non è fatto di parole di sapienza umana ma della stessa Parola di Dio che un giorno si è rivestito di carne per l’azione dello Spirito, in una ragazza di nome Myriam, che ha voluto nella Chiesa comestella del mattino”. Di generazione in generazione, ci stiamo tramandando questa biblica invocazione:Stella matutina, ora pro nobis !”.  Maria, la stella del mattino, che rischiara le notti del cuore.

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Conservo nella mente – e con gratitudine me le ripeto dentro – le parole di un Padre: Carlo Maria Martini. Le condivido affinché si moltiplichino con il “passaparola”, perché facciano bene ai giovani di età e a chi si sforza di esserlo nello spirito, come i grandivegliardiche ci è stato dato di conoscere nel nostro tempo. 

++ MORTO CARDINAL MARTINI / SPECIALE ++Non abbiate paura di essere i santi del terzo millennio!

Vi chiedo di non lasciar cadere questa coraggiosa parola profetica, che è anche il segreto della vostra felicità. Il desiderio di essere felici è il sogno e il progetto più grande che portate nel cuore. Il Papa Giovanni Paolo II ve lo ha detto a Tor Vergata: «È Gesù che cercate quando sognate la felicità»; per questo voi, sentinelle del mattino, volete che la vostra libertà sia orientata secondo il progetto misterioso e affascinante che Dio ha su ciascuno di voi.

Abbiate il coraggio di attraversare le città. Passate tra le folle nel nome di Gesù, andate diritto per la via dell’obbedienza della fede, qualcuno di inaspettato vi attende, vi farà entrare nella sua casa e darete gioia alla sua e alla vostra vita. Le nostre città hanno bisogno di voi, non abbiate un’idea della fede troppo intimistica, Gesù parlava per le strade, entrava nelle case, non faceva differenze, sapeva meravigliare, era discreto e deciso. Al suo passaggio saliva la lode a Dio perché annunciava l’evangelo. Non rinchiudetevi mai, la Chiesa è aperta al mondo.

A tutti voi, guardando in particolare alle generazioni nuove, vorrei affidare tre consegne decisive: sono le stesse che l’evangelista Luca ha affidato alla comunità cristiana attraverso la pagina di Zaccheo. Questa solida tradizione vi accompagni, alimenti la vostra vita e sia l’anima del vostro futuro.

a. Abbiate la forza di cercare Gesù. Qualcosa attirava irresistibilmente Zaccheo verso di lui; tuttavia qualcosa lo faceva sentire molto distante da lui. A volte ci sentiamo piccoli, non ci sentiamo all’altezza delle situazioni, spesso siamo in pochi. È necessario salire sull’albero, ascoltare la Parola del Signore, ricevere il suo invito ed entrare in un rapporto singolare con lui. Siate contenti di essere cristiani; chi si lascia raggiungere dal Signore è contento. Sostenete il primato della Parola e custodite la Bibbia nel cuore, ve la affido come il dono più bello: entrate con fiducia e con amore nel terzo millennio e portate questa preziosa eredità. Domandate il dono della preghiera per poter vedere Gesù, perché essa è luogo della comunione intima con Dio e fonte della gioia che ogni giovane è chiamato a dire con la propria vita. I sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione siano il sostegno della vostra fede.

b. Costruite esperienze di vita fraterna secondo la tradizione più vera delle nostre comunità. La Parola di Dio per essere ascoltata ha bisogno di un contesto comunitario, e l’Eucaristia ha bisogno di una mensa intorno alla quale condividere la vita. Siate accoglienti, aprite le vostre relazioni, i vostri rapporti umani. Imparate a salutare, a stabilire nuove amicizie, ad allargare il numero dei conoscenti e degli amici. Abbiate la gioia di una casa comune: una domus ecclesiae. Il Signore vuole che il vostro amore sia singolare, fedele, apace del dono grandissimo di voi stessi, corpo e anima, nella singolarità di ogni vocazione.

Amate il matrimonio e tenete alta la considerazione della verginità cristiana: entrambi sono segni dell’amore di Dio che non abbandona mai il suo popolo.

Considerate l’amore un’autentica vocazione da ricercare, con profondo discernimento e con evangelico coraggio. Amate la castità che è forza interiore e capacità di attesa, signoria su se stessi e preambolo di fecondità.

Dedicate pensiero e volontà all’esplorazione di questi aspetti della vita, con rigore, con capacità critica, con profonda onestà. Amate la Chiesa e in essa non vi sentirete mai da soli. Possiate essere nella Chiesa adulti nella fede e partecipare in prima persona a qualche ministero.

c. Restate vicino ai poveri, ai poveri di ogni categoria (poveri di pane, di affetto, di cultura, di libertà, di salute…) mediante il rapporto personale e attraverso una convinta dedizione alle istituzioni civili. Sappiate prendervi a cuore la dimensione civile della vita, perché chi incontra Gesù sa evitare la frode e sa pagare di persona in misura generosa. Siate vicini al soffrire e al dolore del mondo. Il mistero del dolore e della morte esige una giusta collocazione nel quadro della vita e delle sue espressioni. Lavorate per la pace, sapendo – come ha detto il Papa – che non c’è pace senza giustizia e senza perdono.

Attraversate la città contemporanea con il desiderio di ascoltarla, di comprenderla, senza schemi riduttivi e senza paure ingiustificate, sapendo che insieme è possibile conoscerla nella sua varietà diversificata, nelle reti di amicizie e di incontri, nella collaborazione tra i gruppi e le istituzioni. Favorite i rapporti tra persone che sono diverse per storia, per provenienza, per formazione culturale e religiosa.

Possiate essere il fermento e i promotori di nuove «agorà» dove si possa dialogare anche tra coloro che la pensano diversamente in una ricerca appassionata e comune.

(C.M. Martini, Attraversava la Città. Risposta al Sinodo dei giovani, Centro Ambrosiano, Milano 2002)

Dove porta l’esperienza della Lectio Divina

Che un giovane si senta interpellato direttamente da Dio, che impari cioè ad ascoltarlo; non semplicemente che conosca la Scrittura o ascolti un bravo biblista, ma che si senta personalmente interpellato dalla Parola: quando questo accade, facciamo un’esperienza indimenticabile. Basta farla una volta perché si radichi nella vita e continui ad attrarci verso la Scrittura. Allora non abbiamo più bisogno di altre raccomandazioni, di sussidi esterni, perché la Parola ha colpito dentro; allora la risposta di chi si sente interpellato diventa anche risposta vocazionale: «Signore, che cosa vuoi da me?».

Dunque, il nostro desiderio è di aiutare tutti i giovani a lasciarsi interpellare da Dio, a imparare ad ascoltarlo anche (non solo) a partire dalle pagine bibliche dove Dio parla oggi all’uomo nello Spirito, così da rispondergli; e allorché un giovane capisce che le Scritture parlano di lui e a lui, si inizia quel dialogo che non si fermerà più, di cui si sentirà sempre nel profondo del cuore una grande nostalgia. La conoscenza di Gesù e del cristianesimo sarà solida, integrata, non appiccicata, e la persona diverrà essa stessa, in qualche modo, Parola di Dio per gli altri. (Servizio Giovani di Pastorale Giovanile, Parole, parole, Parola… Iniziare alla Lectio Divina, In Dialogo, Milano 2011)

Confido in voi, giovani: siate «sentinelle del mattino»

Carissimi giovani, mi rivolgo a voi, che siete in cammino, alla ricerca del senso della vita; che non vi siete arresi alle favole di questo mondo, che portate nel cuore l’amore per il Vangelo, che vi sentite figli di questa Chiesa. A voi giovani, che siete generosi nel servizio dei fratelli, che non avete paura di vivere gesti di accoglienza e di solidarietà, che desiderate essere artefici di pace, che non sapete resistere al fascino della radicalità evangelica dei testimoni. A voi giovani, che state affrontando le scelte importanti della vita, che guardate al vostro futuro con disponibilità alla chiamata del Signore e con responsabilità verso i bisogni della società.

A tutti voi io mi rivolgo per dirvi con lo sguardo di tutta la Chiesa che «vedo in voi le sentinelle del mattino in quest’alba del Terzo millennio». Vedo in voi giovani che sono entrati nel «laboratorio della fede», che hanno percepito la luce del mattino di Pasqua, che stanno condividendo con molti coetanei le prove di un cammino ancora nella notte.

Confido nella vostra capacità creativa ed esemplare, dono che viene dalla grazia del Signore. Come «sentinelle del mattino» vivete anche voi, giovani, la straordinaria e impegnativa esperienza di Chiesa, chiamata a discernere oggi i segni dello Spirito, presenti nel mutare dei tempi, per essere la Chiesa che annuncia con gioia il Vangelo e che invita tutti a guardare al futuro con fiducia e speranza.

(C.M. Martini, Liberi di credere. I giovani verso una fede consapevole, In Dialogo, Milano 2009)

Martini - Pampuri

L’AMICIZIA CON I GIOVANI

Soprattutto i giovani chiedono del senso della vita. Per lei in che cosa consiste?

Spesso sento i giovani dire: «Vorrei essere felice, essere amato e conoscere lo scopo della mia esistenza». Ma io aggiungo: per questa felicità vale la pena di lavorare, trovare il giusto rapporto con se stessi. Devo fare attenzione a mantenermi in salute per poter concludere qualcosa anche per comprendere i miei limiti e non esagerare. Sport e preghiera sono parte della cura di sé.

Fermarsi di tanto in tanto per ringraziare Dio. Anche nei momenti buoi non dobbiamo perdere di vista la felicità che abbiamo avuto. Chi rende grazie riesce a vedere la propria felicità, sente di essere molto più forte. Alcuni sono ricchi e non se ne accorgono, per questo sono infelici. Accanto alla gratitudine, l’amicizia è una fonte del senso della vita, amicizia verso persone alle quali posso chiedere sempre, con cui posso parlare non solo dei successi, ma anche delle preoccupazioni. Gli amici si rivelano tali quando, diventato debole, posso confidarmi con loro. Del senso della vita fanno parte le persone che possono contare su di me e i compiti da svolgere. Il senso è come l’acqua in cui nuoto. Il senso evolve. Se ti fai forte per coloro che hanno bisogno di particolare protezione e ti cercano, se diventi per loro avvocato, pastore, amico, il senso si consolida nella tue e nella loro vita. Per quanto riguarda il senso della vita, per i giovani è fondamentale trovare la giusta vocazione e il relativo lavoro, naturalmente anche la donna o l’uomo giusto, magari persino il coraggio di entrare in un ordine religioso e di non sposarsi per dedicarsi a una missione. Il rapporto con Gesù, che può crescere in ogni cosa, è per me la più profonda fonte di senso, di gioia di vivere.

Perché la Chiesa ha bisogno soprattutto dei giovani?

La Chiesa della “vecchia Europa” ha proprio bisogno di novità e di una ventata di aria fresca. Non è forse vero che anche la gioventù ha bisogno del nuovo, del “magis”, di qualcosa di più del benessere? Nella ricerca del nuovo ho sempre visto un elemento positivo, la volontà di cambiare qualcosa: vi si cela la fede nella Chiesa e la nostra fede nella gioventù. Altrimenti non varrebbe la pensa di criticare al Chiesa. Mi dicono che un tempo la gioventù era più combattiva e critica di oggi. Se la gioventù è diventata silenziosa, ciò desta in me la preoccupazione che il suo cuore sia altrove, che non nutra alcun interesse per la Chiesa e il suo sviluppo, per le sue grandi missioni nel mondo. Se nella Chiesa regna troppa calma, se nella società si diffonde a macchia d’olio una sensazione di sazietà, sento la nostalgia di Gesù di lanciare sulla terra il fuoco ardente dell’entusiasmo.

Qual è il contributo peculiare dei giovani?

Nella predica di Pentecoste, Pietro riprende le parole del profeta Gioele del IV secolo a.C. e racconta l’opera dello Spirito Santo in tre fasi della vita, ognuna differente: «I vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni». I “figli e le figlie saranno profeti” significa che essi devono essere critici. La generazione più giovane verrebbe meno al suo dovere se con la sua spigliatezza e con il suo idealismo indomito non sfidasse e criticasse i governanti, i responsabili e gli insegnanti. In tal modo fa progredire noi e soprattutto la Chiesa. Il contributo «dei figli e delle figlie» è fondamentale.

Essi sono ancora interessati oggi a criticare noi, la Chiesa, i governanti, oppure si ritirano in silenzio? Dove esistono ancora conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo è all’opera. Nella ricerca di collaboratori e vocazioni religiose dovremmo forse prestare attenzione innanzitutto a coloro che sono scomodi e domandarci se proprio questi critici non abbiano in sé la stoffa per diventare un giorno responsabili e alla fine sognatori. Responsabili che guidino la Chiesa e la società in un futuro più giusto e «sognatori» che ci mantengano aperti alle sorprese dello Spirito Santo, infondendo coraggio e inducendoci a credere nella pace là dove i fronti si sono irrigiditi.

(C.M. Martini, Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede, Mondadori, Milano 2008)

Il Gruppo Samuele

Lo scopo del nostro cammino del Gruppo Samuele è di essere aiutati a cercare la volontà di Dio nella propria vita. Ci aspettiamo che la grazia di Dio ci insegni un metodo per orientare la nostra libertà verso la realizzazione del progetto di Dio sul mondo, per quella parte che mi riguarda. Dunque ci aspettiamo che la grazia, il dono di Dio, che chiediamo nella preghiera, ci insegni un metodo per orientare la nostra libertà, la nostra creatività, la nostra scelta, verso non tanto un progetto individuale ma verso la realizzazione del progetto di Dio sul mondo per quella parte che mi riguarda, in quanto cioè io entro, col mio progetto personale, in quello di Cristo, re e Signore, sull’umanità.

Vorremmo uscire dal cammino di quest’anno con qualche impegno concreto, almeno temporaneo. Ho colto che qualcuno vive una certa ansietà: “Sto facendo l’università e non avrò tempo di fare altro”. Non dovete temere, perché sono certo che il Signore ci illuminerà per capire quale dovrà essere l’impegno temporaneo.

Questo secondo aspetto deve essere presente in modo da comprendere subito che il cammino del Gruppo Samuele non è innocuo, non può finire in niente, ma tende ad un progetto concreto. Per qualcuno potrà forse essere già un progetto definitivo, a seconda del grado di maturazione; per altri sarà un progetto che prelude a scelte più definitive e che però, per il momento non le blocca.

Il mezzo per raggiungere questo scopo è fondamentalmente unico: il discernimento spirituale. […] E’ un esercizio di attenzione e di ascolto dello Pneuma divino nella mia storia.

(C.M. Martini, Il Vangelo per la tua libertà. L’itinerario vocazionale del “Gruppo Samuele.”, Àncora, Milano 1991)

La Redditio Symboli e la Regola di Vita

La Redditio Symboli ti chiede di “investire” la tua libertà mettendoti dalla parte di Gesù e dei suoi discepoli. Con essa riconosci nuovamente la verità della Chiesa, ratifichi nel tempo della “maggiore età” la decisione dei tuoi genitori di averti donato il battesimo e ti apre al futuro quale tempo della fedeltà: perché questo gesto non è per un momento solo o per qualche aspetto periferico della tua esistenza, bensì per tutta la tua persona e tutta la tua storia.

Inoltre, la Redditio Symboli avviene mediante la consegna al Vescovo della tua regola di vita che, da un alto, rappresenta un vero abbandono della tua libertà a Dio che vuole visitare ogni dimensione della nostra esistenza, dall’altro lato resta uno “strumento”, non quindi qualcosa che, una volta elaborato, abbia risolto tutto.

La regola è uno strumento che guida nei gesti, nei ritmi, in uno stile di vita donatoci da Gesù che si è fatto uomo come noi, e che si esprime nelle beatitudini evangeliche. Dovrebbe comprendere:

  • – un’indicazione di pochi principi;
  • – alcuni propositi importanti da realizzare come mete;
  • – un breve regolamento di orario quotidiano, settimanale, mensile.

Ovviamente, il Vescovo e la Diocesi non si attendono da te semplicemente i buoni propositi e le buone azioni elencati nella regola, pur se devi viverli e attuarli in somma fedeltà con l’aiuto dello Spirito santo; ci attendiamo, quale frutto, che tu diventi «una cosa sola con il Signore Gesù e con i fratelli», che tu diventi “Chiesa”.

Ecco allora l’estrema importanza di quella salda vita interiore a cui vi formano gli educatori.

Senza una profonda vita interiore, senza il rapporto interpersonale con Gesù, non potrai vivere seriamente la regola e assumere responsabilità educative e pastorali nella Chiesa. Tale vita interiore, che ti matura come persona e ti dà la gioia di esistere, richiede familiarità con la sacra Scrittura, in particolare col vangelo; richiede la pratica dei sacramenti dell’eucaristia e della riconciliazione; richiede disponibilità al silenzio e alla contemplazione.

Ancora, la Redditio Symboli sottolinea la tua sincera volontà di continuare l’itinerario formativo all’interno della tua comunità parrocchiale; il gruppo giovanile della tua parrocchia deve diventare, grazie al tuo generoso contributo, il luogo dove la fede nel Signore si manifesta come vita del mondo.

Infine, la Redditio Symboli mette il sigillo del Vescovo e della comunità cristiana sul tuo cammino; ha dunque pure un valore di onferma della tua maturazione umana e cristiana, di profonda accoglienza e di stima per la tua persona, di impegno nella volontà di affiancare e sorreggere i tuoi passi nel futuro.

Mi auguro che questa lettera sia per te un annuncio di vita bella e gioiosa, che non puoi non desiderare alla tua età.

Card. Carlo Maria Martini

(Lettera del card. Martini ai 19enni che si preparano alla Redditio Symboli)

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