MENTRE UN GRANDE SILENZIO…Angelo Nocent

Aggiornato di recente1550
SAPIENZA 18

14Quando un ilenzio profondo  avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo ammino, 15la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, si lanciò in mezzo a quella terra maledetta. Era come un guerriero implacabile; 16suoi piedi toccavano terra, ma la sua mano arrivava fino al cielo; come spada affilata portava il tuo decreto irrevocabile e là dove si fermò riempì tutto di morte…

19 6Dio modellava di nuovo tutta la creazione nei suoi vari elementi e ogni cosa obbediva  ai tuoi comandi, per custodire i tuoi figli sani e salvi.
7Si poteva vedere la nube coprire d’ombra tutto l’accampamento, la terra asciuta apparire là dove prima cìera acqua, una strada libera aprirsi in mezzo al mar Rosso  e una pianura verdeggiante sorgere al posto dei suoi flutti violenti. 8Di là potè passare il popolo tutto intero. Protetti della tua mano, erano spettatori di prodigi stupendi.
9Correvano qua e là come cavalli al pascolo e saltavano come agnelli e cantavano inni a te, Signore, perchè li avevi liberati.

Aggiornato di recente1551

“Era come un guerriero implacabile”. Così lo aspettava Israele, come al mar Rosso. E invece…

MENTRE UN GRANDE SILENZIO…

Meditare sul silenzio per incontrare “l’onnipotente tua Parola” significa esplorare l’intimo, le pieghe dell’animo pù misteriose e recondite. Non tutti accettano di affrontare  questa esperienza. Ma il motivo è che c’è silenzio e silenzio, come c’è parola e parola:

  1. c’è il silenzio vuoto che fa paura,che genera ansia, angoscia;
  2. c’è il silezio gremito di voci, di volti, di vicende, di richiami, laboratorio continuo di spiritualità, di riflessioni, di relazioni già vissute, di altre da vivere;
  3. cìè il silenzio dell’ascolto, disposizione dell’animo ad accogliere l’altro, senza pregiudizi, che può essere ilare, gioioso ma anche complesso, misterioso, sofferente;
  4. c’è il silenzio imbarazzante, mortificante, del non saper cosa dire, delle situazioni imprevedibili, dolorose;
  5. c’è il silenzio  di chi non osa per il timore delle conseguenze prevedibili e non, di chi ha paura di non essere capito e giudicato;
  6. c’è il silenzio ce sustodisce segreti personali o depositati nel profondo di reazioni rivelatrici;
  7. c’è il silenzio della verifica, del pentimento;
  8. c’è il silenzio del sogno e del progetto;
  9. c’è il silenzio che deriva da veti ed inibizioni, svalutazioni, mancate conferme, da pregiudizi nei confronti dell’interlocutore considerato vuoto di valori e significari;
  10. c’è il silenzio della preghiera che prima di diventare parola espressa, canto comuntario è mettersi alla “Presenza”, lo stare davanti a Dio, al suo cospetto, in sua compgnia; è solo così che sgorga la preghiera del dialogo con Dio,  della gratitudine, della lode, dell’invocazione, de dell’affidamento… Se la preghiera diventa “formule”, vuota ripetizione, perde il contatto con il reale.

Il nostro NATALE corre il rischio di essere risucciato nella mastodontica e implacabile macchia dei rumori che stordiscono, dei messaggi  senza fine, delle proposte commeriali, del cono, del consumo ossessivo di cose, degli affolamenti snervanti, riducendo lo spazio per le relazioni e ridcendo al minimo l’eperienza del sacro, scontata e superficiale.

E ci sono prole e parole… un elenco interminabile.

Aggiornato di recente1552

 

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