REGALO DI NATALE 2018- Angelo Nocent

1-Aggiornato di recente2167

Questo ho ricevuto in dono come regalo di Natale, questo: “Un miracolo che fa venire il batticuore: PRENDETE”. No, non mi chiede di ADORARE, CONTEMPLARE, PREGARE quel Pane. Vuole solo che

  • tenda le mani,

  • lo prenda,

  • lo stringa,

  • lo mangi,

  • lo assimili,

vuole che diventi CELLULA DEL MIO CORPO,  fusione totale:

  • respiro,

  • gesto,

  • pensiero, 

  • globuli rossi per ossigenarmi dalla testa ai piedi.

DIO IN ME: una totale fusione, una cosa sola: «NON SONO PIU’ IO CHE VIVO, MA CRISTO VIVE IN ME»v(Gal 2,20). Mi fai comprendere che non sei venuto in questo mondo solo per cancellare peccati, debiti. Sei andato oltre ogni immaginazione dei nostri profeti, padri…

  • Hai portato il Cielo in Terra,

  • Dio nell’Uomo,

  • l’Immensità nel mio Nulla che pure esiste.

  • Sei venuto a dare TE STESSO,

  • lo Sposo che si dà alla sposa.

.

Sì, sei Padre perché portatore di quell’amore che serve per nascere; ma anche Madre, che nutre di sé, del suo corpo i suoi figli. Incontrarti è sperimentare l’amore del Cantico: dono e giubilo, intensità e tenerezza, fecondità e fedeltà.

Nel TUO CORPO ci doni 

  • tutta la tua storia,

  • di come amavi, piangevi, gioivi,

  • ciò che ti univa agli altri: PAROLA, GESTO, ASCOLTO, CUORE. 

Prendete, questo è il mio corpo” vuol dire che

  • ci fai nuovo il modo di pensare,

  • di stare al mondo;

  • c’insegni ad aprire le braccia,

  • a mettere la schiena a disposizione per alleggerire i pesi degli altri (Gal,62).

7-1-Messa1Ma lo sconvolgimento è totale se penso che il tuo Corpo non è paralizzato sull’altare tra ceri e fiori. Pane spezzato, il vento dello Spirito ti moltiplica, trasferisce nei vuoti tabernacoli umani: poveri, piccoli, forestieri, malati, anziani, disabili, terremotati, soli. Ho provato a stendere un elenco. Fa impressione:

  • bambini, adulti, giovani, maturi,

  • vegliardi, affamati, assetati, ignudi,

  • malati, prigionieri, stranieri,

  • senza amici, senza sepoltura, vecchi,

  • posseduti dal demonio, tentati di suicidio,

  • torturati dallo spirito immondo,

  • disperati e dubbiosi, nell’anima e nel corpo,

  • deboli, sofferenti in prigionie e tormenti,

  • condannati a morte, orfani, vedove,

  • viandanti, partorienti, lattanti,

  • prostitute,  ridotti in schiavitù,

  • nelle miniere, nei ceppi,  nella solitudine.

  1.  

Quanti altri mancano all’appello, Signore? Ai miei calcoli sfuggono certamente, ai tuoi occhi nessuno, perfino gli invisibili. Viene in mente quel sabato in Sinagoga: Gesù prende il rotolo di Isaia, ne legge un passo famoso, il capitolo 61, e offre la sua spiegazione: ‘Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi’.

Gli abitanti di Nazaret avevano ascoltato questo brano tante volte, ma nessuno lo aveva commentato come Gesù. Egli si appropria del testo di Isaia. E’ lui il profeta per eccellenza, consacrato dallo Spirito ,’mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista: per mettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore’. Si parla di poveri, di prigionieri, di ciechi, di oppressi: sono quattro immagini che descrivono e riassumono bene la miseria dell’uomo di ogni tempo. Il compimento che Cristo porta è in ordine a questa situazione di miseria. Gesù è l’OGGI di questo momento di grazia, di salvezza. Alla sua persona è legato un messaggio carico di speranza, un vangelo di salvezza e di liberazione per una umanità di sofferenza. La sua presenza, il suo ‘oggi‘ è un reale coinvolgimento nella povertà umana per offrire una speranza e per generare comportamenti nuovi. (Antonio Lanfranchi vescovo di Piacenza-Bobbio).

Allora Natale è per dirci che possiamo diventare tuo Corpo: CORPO DI CRISTO. Mirabile Misterium ! 

Quando curo un malato, assisto un bisognoso, ecco il prodigio:

  • tocco la tua carne, 

  • accarezzo la tua pelle, 

  • ho in mano il tuo polso, 

  • conto i battiti del tuo cuore…

ECCOMI, SONO PRONTO ALLA CHIAMATA! 

Fratello, Padre, Madre, SposoTU SEI TUTTO PER NOI.

1-Aggiornato di recente2171

Dalle «Istruzioni» di san Colombano, abate (Istr. 13 su Cristo fonte di vita, 2-3; Opera, ublino, 1957, 118-120)

1-Aggiornato di recente2172DIO E ‘ TUTTO PER NOI
Ascoltiamo, o fratelli, l’invito, con cui la Vita stessa, che è sorgente non solo di acqua viva, ma anche fonte di vita eterna e di luce, ci chiama a sé. Da lui infatti provengono la sapienza, la vita, la luce eterna. L’autore della vita è sorgente della vita, il creatore della luce, la fonte stessa della luce. Non curiamoci delle cose che ci circondano, ma puntiamo lo sguardo verso l’alto, verso la sorgente della luce, della vita e dell’acqua viva. Facciamo come fanno i pesci che emergono nel mare attratti dalla fonte luminosa. Eleviamoci per bere alla sorgente d’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Gv 4,14).

Oh, se tu, o Dio misericordioso e Signore pietoso, ti degnassi di chiamarmi a questa sorgente, perché anch’io, insieme con tutti quelli che hanno sete di te, potessi bere dell’acqua viva che scaturisce da te, viva sorgente! Potessi inebriarmi della tua ineffabile dolcezza senza staccarmi mai più da te, tanto da dire: Quanto è dolce la sorgente dell’acqua viva; la sua acqua che zampilla per la vita eterna non viene mai a mancare!

O Signore, tu stesso sei questa fonte eternamente desiderabile, di cui continuamente dobbiamo dissetarci e di cui sempre avremo sete. Dacci sempre, o Cristo Signore, quest’acqua perché si rasformi anche in noi in sorgente di acqua viva che zampilli per la vita eterna!

Domando certo una grande cosa; chi non lo sa? Ma tu, o re della gloria, sai donare cose grandi e cose grandi hai promesso. Nulla è più grande di te: ma tu ti sei donato a noi e ti sei immolato per noi. 

Per questo ti preghiamo di farci conoscere quello che amiamo, poiché nulla cerchiamo di avere all’infuori di te. Tu sei tutto per noi: la nostra vita, la nostra luce, la nostra salvezza, il nostro cibo, la nostra bevanda, il nostro Dio. Ti prego, o Gesù nostro, d’ispirare i nostri cuori col soffio del tuo Spirito e di trafiggere col tuo amore le nostre anime perché ciascuno di noi possa dire con tutta verità: Fammi conoscere colui che l’anima mia ama (cfr. Ct l,6 volg.); sono infatti ferito dal tuo amore. 

Desidero che quelle ferite siano impresse in me, o Signore. Beata l’anima trafitta dalla carità! Essa cercherà la sorgente, ne berrà. Bevendone, ne avrà sempre sete. Dissetandosi, bramerà con ardore colui di cui ha sempre sete, pur bevendone continuamente.

In questo modo per l’anima l’amore è sete che cerca con brama, è ferita che risana. Il Dio e Signore nostro Gesù Cristo, medico pietoso, si degni di piagare con questa salutare ferita l’intimo della mia anima, egli che insieme col Padre e con lo Spirito Santo è un solo Dio nei secoli dei secoli. Amen.

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