LA MESSA IN CUCINA – Angelo Nocent

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Lucetta ha scritto sul blog:

“OFFRIRE E’ COME CHIEDERE AIUTO“.

Le ho risposto:

“Mi fa pensare alla “MESSA IN CUCINA” che ognuno può fare OGNI GIORNO, quando di fretta fa colazione per andare al lavoro:

Cuore divino di Gesù…

IL COLMO E’ CHE SIAMO SOCCORSI

ANCOR PRIMA DI OFFRIRE.

PERCHE’ DIO CI PREVIENE.

MA GRADISCE IL NOSTRO OFFRIRCI.
E LA NOSTRA PREGHIERA SI ELEVA COME NUBE D’INCENSO ODOROSO.

Incensazione altare - Benedetto XVI

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LA MIA MESSA IN CUCINA

Di Angelo Nocent

Da qualche tempo, mi sono fatto promotore sul web di una proposta che ha trovato un discreto consenso: LA MESSA IN CUCINA. Non è un’alternativa al Sacramento che ogni giorno la Parrocchia celebra, ma solo un aiutino a chi, di buon mattino è costretto a prepararsi di corsa, a trangugiare un caffè in piedi…per non fare tardi al lavoro.

LA MESSA COME ATTO COSMICO

Sotto la spinta dell’ecologismo si sta affermando una vera e propria rivalutazione del creato. Se ne avvantaggia anche l’Eucaristia di cui si coglie la «dimensione cosmica» presente nel pane e nel vino consacrati. Si tratta di un insegnamento che getta le radici nel magistero dei Padri della Chiesa e che è stato riproposto ai nostri giorni da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Pierre Teilhard Du ChardinUn forte influsso lo ha esercitato Pierre Teilhard de Chardin, il sacerdote paleontologo gesuita che, nel 1923, impossibilitato a ‘dire’ la Messa, trovandosi nella solitudine del deserto degli Ordos, regione della Mongolia meridionale, limitata a Sud dalla Grande Muraglia e compresa nell’ansa settentrionale del Hwang-ho (fiume giallo), celebrava il contenuto umano prendendo come dimensione della sua patena ‘Il cerchio infinito delle Cose‘:

Poiché ancora una volta, o Signore, non più nelle foreste dell’Aisne ma nelle steppe dell’Asia, sono senza pane, senza vino, senza altare, mi eleverò al di sopra dei simboli sino alla pura maestà del Reale; e Ti offrirò, io, Tuo sacerdote, sull’altare della Terra totale, il lavoro e la pena del Mondo.

Ricevi, o Signore, questa Ostia totale che la Creazione, mossa dalla Tua attrazione, presenta a Te nell’alba nuova. Questo pane, il nostro sforzo, so bene che, di per sé, è solo una disgregazione immensa. Questo vino, la nostra sofferenza, non è purtroppo, sinora, che una bevanda dissolvente. Ma, in seno a questa massa informe, hai messo – ne sono sicuro perché lo sento – un’irresistibile e santificante aspirazione che, dall’empio al fedele, ci fa tutti esclamare: «O Signore, rendici uno!».

E’ solo un piccolo riferimento alla sua famosa “MESSA SUL MONDO”.

IL “MI OFFRO” DI PRIMO MATTINO

Ma troniamo alla cucina. Quell’ “O Signore, rendici uno!” lo possiamo – lo dobbiamo – dire anche noi ogni giorno, con grande slancio, mentre la moka sul fornello svolge la sua buona azione mattutina. In che modo? Con l’ “OFFERTA DELLA GIORNATA”, stabilendo un collegamento con tutte le Messe che si stanno celebrando nel mondo in quel momento e sono davvero tante: “Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.”

Più facile di così !


Rita, una signora delle Puglie, mi ha scritto: Sai, Angelo, recito questa preghiera ogni giorno, spesso anche più di una volta. L’ho copiata di mio pugno e l’ho affissa in mezzo alle scale di casa, sotto un bel quadro di Gesù della Divina Misericordia.

Chi esce, inevitabilmente, deve guardare quella parete e può, nello stesso momento, leggerla, visto che i caratteri sono abbastanza grandi… I miei non la leggono sempre ma mi hanno detto che spesso pregano in questo modo uscendo di casa”. In quel momento mi sono accorto di aver scoperto l’acqua calda.

Lucetta, di Roma, ha scritto: “Offrire è come chiedere aiuto”.


Silvia, un medico-pediatra di Padova:
“MESSA IN CUCINA: la sola Messa che mi è dato vivere.”

Scrivendo, avevo proprio pensato a lei che ha difficoltà ad uscire di casa. E, come lei, sono tante le persone che, pur desiderandolo, non hanno alternative. A cominciare da chi è inchiodato in un letto o deve assistere qualche familiare. E c’è chi, lavorando, non riesce a combinare con gli orari del Culto…

Dunque, non un invito al “fai da te”, perché il “presbitero” è indispensabile, ma un modo per sentirsi partecipi di quel quotidiano EVENTO pasquale che è la Messa, creando nella cucina di casa un piccolo “milieu divin”, un ambiente divino, dove stabilire il contatto di comunione con l’Eterno, con la Famiglia Umana e con il Creato.

Chiara_LubichCHIARA LUBICH: “Quando soffro e il mio soffrire è tale che mi impedisce ogni attività, mi ricordo della Messa.Tu nella Messa, Signore Gesù, oggi come allora, non lavori, non predichi: ti sacrifichi per amore.

Nella vita si possono fare tante cose, dire tante parole, ma la voce del dolore,
del dolore offerto per amore, è la parola più forte, quella che ferisce il cielo.

Quando soffro, immergo il mio dolore nel Tuo: dico la mia Messa; e lascio scorrere la mia sofferenza a beneficio dell’umanità: come hai fatto Tu, mio Signore!

LA TESTIMONIANZA DI RITA:

“Sai, Angelo, recito questa preghiera ogni giorno, spesso anche più di una volta. L’ho copiata di mio pugno e l’ho affissa in mezzo alle scale di casa, sotto un bel quadro di Gesù della Divina Misericordia.

Chi esce, inevitabilmente, deve guardare quella parete e può, nello stesso momento, leggerla, visto che i caratteri sono abbastanza grandi… I miei non la leggono sempre ma mi hanno detto che spesso pregano in questo modo uscendo di casa”. 

UN INCORAGGIAMENTO A DIFFONDERE QUESTO MESSAGGIO CHE CI METTE IN COMUNIONE CON TUTTI GLI ALTARI DEL MONDO DOVE SI CELEBRA L’EUCARISTIA.

San Paolo

Cartoline

Crocifisso

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GNI

2 risposte a LA MESSA IN CUCINA – Angelo Nocent

  1. msilvia2 ha detto:

    Celebriamo sempre questa Messa.
    Aiutami Gesù a viverla sempre nel mio cuore.
    Nel Tuo Cuore.
    Aiutami ora: ora, è la Messa!

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