VITA: caso, rischio o vocazione? – Carlo Maria Martini

SEMPRE ATTUALE

LETTERA ALLE FAMIGLIE 

“Vi scrivo per condividere con voi una preoccupazione. Mi sembra di intravedere in molti ragazzi e giovani uno smarrimento verso il futuro, come se nessuno avesse mai detto loro che la loro vita non è un caso o un rischio, ma è una vocazione. 

Ecco, vorrei parlarvi della vocazione dei vostri figli e invitarvi ad aprire loro orizzonti di speranza. Infatti i vostri figli, che voi amate tanto, sono amati ancora prima, e d’amor infinito, da Dio Padre: perciò sono chiamati alla vita alla felicità che il Signore annuncia nel suo Vangelo. 

Dunque il discorso sulla vocazione è per suggerire la strada che porta alla gioia, perché questo è il progetto di Dio su ciascuno: che sia felice. Non dovete dunque temere. il Signore chiama solo per rendere felici. Ecco perché oso disturbarvi. 

Mi sta a cuore la felicità vostra e dei vostri figli. E per questo mi stanno a cuore tutte le possibili scelte di vita: 

  • il matrimonio e la vita consacrata,
  • la dedizione al ministero del prete e del diacono,

  • l’assunzione della professione come una missione… 

Tutte possono essere un modo di vivere la vocazione cristiana se sono motivate dall’amore e non dall’egoismo, se comportano una dedizione definitiva, se il criterio e lo stile della vita quotidiana è quello del Vangelo. Vi scrivo, dunque, per dirvi con quale affetto vi sono vicino e condivido la vostra cura perché la vita dei vostri figli che tanto amate non vada perduta.

La famiglia è una vocazione.

La prima vocazione di cui voglio parlarvi è la vostra, quella di essere marito e moglie, papà e mamma. Perciò la mia prima parola è proprio per invitarvi a prendervi cura del vostro volervi bene come marito e moglie. tra le tanti cose urgenti, tra le tante sollecitazioni che vi assediano, mi sembra che sia necessario custodire un po’ di tempo, difendere qualche spazio, programmare qualche momento che sia come un rito per celebrare l’amore che vi unisce.

L’inerzia della vita con le sue frenesie e le sue noie, il logorio della convivenza, il fatto che ciascuno sia prima o poi una delusione per l’altro quando emergono e si irrigidiscono difetti e cattiverie, tutto questo finisce per far dimenticare la benedizione del volersi bene, del vivere insieme, del mettere al mondo i figli e introdurli nella vita.

L’amore che vi ha persuasi al matrimonio non si riduce all’emozione di una stagione un po’euforica, non è solo un’attrazione che il tempo consuma. L’amore sponsale è la vostra vocazione: nel vostro volervi bene potete riconoscere la chiamata del Signore. Il matrimonio non è solo la decisione di un uomo e di una donna: è la grazia che attrae due persone mature, consapevoli, contente, a dare un volto definitivo alla propria libertà. Il volto di due persone che si amano rivela qualcosa del mistero di Dio.

Vorrei pertanto invitarvi a custodire la bellezza del vostro amore e a perseverare nella vostra vocazione: ne deriva tutta una concezione della vita che incoraggia la fedeltà, consente di sostenere le prove, le delusioni, aiuta ad attraversare le eventuali crisi senza ritenerle irrimediabili.

Chi vive il suo matrimonio come una vocazione professa la sua fede: non si tratta solo di rapporti umani che possono essere motivo di felicità o di tormento, si tratta di attraversare i giorni con la certezza della presenza del Signore, con l’umile pazienza di prendere ogni giorno la propria croce, con la fierezza di poter far fronte, per grazia di Dio, alle responsabilità.

Non sempre gli impegni professionali, gli adempimenti di famiglia, le condizioni di salute, il contesto in cui vivete, aiutano a vedere con lucidità la bellezza e la grandezza della vostra vocazione. E’ necessario reagire all’inerzia indotta dalla vita quotidiana e volere tenacemente anche momenti di libertà, di serenità, di preghiera.

 Trovate il tempo per parlare tra voi

 Vi invito pertanto a pregare insieme, già questa sera, e poi domani e poi sempre: una preghiera semplice per ringraziare il Signore, per chiedere la sua benedizione per voi, i vostri figli, i vostri amici, la vostra comunità: qualche Ave Maria per tutte quelle attese e quelle pene che forse non si riescono neppure a dire tra voi. 

Vi invito ad avere cura di qualche data, a distinguerla come un segno, come una visita a un santuario, una Messa anche in giorno feriale, una lettera per dire quelle parole che inceppano la voce; la data del vostro matrimonio, quella del battesimo dei vostri figli, quella di qualche lutto famigliare, tanto per fare qualche esempio. 

Vi invito a trovare il tempo per parlare tra voi con semplicità, senza trasformare ogni punto di vista in un puntiglio, ogni divergenza in un litigio: un tempo per parlare, scambiare delle idee, riconoscere gli errori e chiedervi scusa, rallegrarvi del bene compiuto, un tempo per parlare passeggiando tranquillamente la domenica pomeriggio, senza fretta. 

E vi invito a stare qualche tempo da soli, ciascuno per conto suo: un momento di distacco può aiutare a stare insieme meglio e più volentieri. 

Vi invito ad avere fiducia nell’incidenza della vostra opera educativa: troppi genitori sono scoraggiati dall’impressione di una certa impermeabilità dei loro figli, che sono capaci di pretendere molto, ma risultano refrattari a ogni interferenza nelle loro amicizie, nei loro orari, nel loro mondo. 

La vostra vocazione a educare è benedetta da Dio: perciò trasformate le vostre apprensioni in preghiera, meditazione, confronto pacato. 

Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto. 

Educare è una grazia che il Signore vi fa: accoglietela con gratitudine e senso di responsabilità. Talora richiederà pazienza e amabile condiscendenza, talora fermezza e determinazione, talora, in una famiglia, capita anche di litigare e di andare a letto senza salutarsi: ma non perdetevi d’animo, non c’è niente di irrimediabile per chi si lascia condurre dallo Spirito di Dio. 

E affidate spesso i vostri figli alla protezione di Maria, non tralasciate una decina del rosario per ciascuno di loro: abbiate fiducia e non perdete la stima né di voi stessi né dei vostri figli. Educare è diventare collaboratori di Dio perché ciascuno realizzi la sua vocazione. 

Carlo Maria Card. Martini

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Una risposta a VITA: caso, rischio o vocazione? – Carlo Maria Martini

  1. angelonocent ha detto:

    CARTA A LAS FAMILIAS

    “Le escribo para compartir con ustedes una preocupación. Me parece ver en muchos jóvenes y una pérdida para el futuro, como si nunca nadie les había dicho que su vida no es una coincidencia o un riesgo, pero es una vocación.

    Aquí, me gustaría decir acerca de la vocación de sus hijos y los invitamos a abrir horizontes de esperanza. De hecho, sus hijos, a los que tanto te gustan, incluso antes de que se les ama, y ​​del amor infinito de Dios, el Padre, son llamados a la vida la felicidad que el Señor proclama en su Evangelio.

    Así que la charla sobre la vocación es proponer a la carretera que conduce a la alegría, porque este es el plan de Dios para cada uno: ser feliz. Por lo que no debe temer. el Señor llama sólo para hacerte feliz. Por eso me atrevo a molestarlo.

    Me preocupo por la felicidad de usted y sus hijos. Y por eso me preocupo por todas las posibles opciones en la vida:

    el matrimonio y la vida consagrada,
    dedicación al ministerio del sacerdote y el diácono,
    la asunción de la profesión como una misión …
    Todos ellos pueden ser una manera de vivir la vocación cristiana si están motivados por el amor y no el egoísmo, si implican una dedicación última instancia, si el criterio y el estilo de vida de todos los días es la del Evangelio. Me dirijo a usted, entonces, si te digo cariño con el que yo estoy cerca de ustedes y comparto su preocupación por las vidas de sus hijos que le gustan tanto no se pierden.

    La familia es una vocación.

    La primera llamada que quiero hablar es de su propio, de ser marido y mujer, padre y madre. Así que mi primera palabra es simplemente invitarlos a cuidar de su volervi así como marido y mujer. entre las muchas cosas urgentes, entre las muchas tensiones que os tienen cercados, siento que es necesario tener un poco de tiempo, la defensa de un espacio, programe un tiempo que es como un ritual para celebrar el amor que los une.

    La inercia de la vida con sus delirios y sus problemas, el desgaste de la convivencia, el hecho de que tarde o temprano, todo el mundo es una decepción para el otro cuando emergen y se endurecen defectos y malicia, todo esto termina por olvidar la bendición de cuidar de sí mismo, de vivir juntos, de poner a los niños en el mundo y traerlos a la vida.

    El amor que ella ha convencido que el matrimonio no se puede reducir a la emoción de una temporada a po’euforica, una atracción que no sólo es mucho tiempo. El amor conyugal es su vocación en su volervi así se puede reconocer la llamada del Señor. El matrimonio no es sólo la decisión de un hombre y una mujer es la gracia que atrae a dos personas maduras, conscientes, feliz, poner un rostro a su libertad final. La cara de dos personas que se aman revela algo del misterio de Dios

    Por tanto, quisiera invitar a usted a apreciar la belleza de su amor y de perseverar en su vocación: como consecuencia toda una concepción de la vida que anima a la lealtad, le permite tomar las pruebas, desilusiones, ayuda a pasar por una crisis sin creer irremediable.

    ¿Quién vive su matrimonio como una vocación profesa su fe: no es sólo las relaciones humanas que pueden ser una fuente de la felicidad o la miseria, es a través de los días con la certeza de la presencia del Señor, con la humilde paciencia de tome su cruz cada día, con el orgullo de ser capaz de hacer frente, con la gracia de Dios, las responsabilidades.

    No siempre compromisos profesionales, obligaciones a la familia, condiciones de salud, el contexto en el que vive, nos ayudan a ver con claridad la belleza y la grandeza de su vocación. Y ‘necesario reaccionar a la inercia provocada por la vida cotidiana y de la voluntad tenaz también momentos de libertad, serenidad, oración.

     Por favor, tómese el tiempo para hablar con usted

     Los invito a orar juntos, incluso esta noche, y mañana, y luego siempre una oración sencilla de dar gracias al Señor, para pedirle su bendición para usted, sus hijos, sus amigos, su comunidad: unos pocos Ave María todas esas expectativas y las molestias que tal vez ni siquiera pueden contar con usted.

    Los invito a hacerse cargo de una fecha, para distinguirlo como una señal, como una visita a un santuario, una misa en los días laborales, una carta para decir esas palabras que jam del tema, la fecha de su boda, la del bautismo de sus hijos, que de alguna desgracia familiar, sólo para nombrar unos pocos.

    Los invito a encontrar tiempo para hablar con usted con sencillez, sin necesidad de encender todos los puntos de vista en un pique, diferente en una pelea: un tiempo para conversar, intercambiar ideas, reconocer los errores y pedir disculpas, se regocijan en el bien realizado, tiempo de hablar en un domingo por la tarde paseando tranquilamente, sin prisas.

    Y los invito a quedarse un rato a solas, cada una en su propio: un momento de desprendimiento puede ayudarle a mantenerse juntos mejor y más a gusto.

    Yo invito a tener fe en la incidencia de su trabajo educativo: muchos padres se ven desalentados por la impresión de una cierta impermeabilidad de sus hijos, que son capaces de esperar mucho, pero son refractarios a cualquier injerencia en sus amistades, en sus tiempos, en su mundo.

    Su vocación es la de educar bendecido por Dios: por lo tanto, dar vuelta a sus temores en la oración, la meditación, la confrontación pacífica.

    Educar es como la siembra: el resultado no está garantizada y no es inmediato, pero si usted siembra es seguro que no habrá cosecha.

    Educar es una gracia que el Señor os ofrece: acogerlo con gratitud y sentido de responsabilidad. A veces se necesitará paciencia y condescendencia amable, a veces, la firmeza y determinación, a veces, en una familia, que también pasa a discutir e ir a la cama sin decir adiós, pero no te desanimes, no hay nada de esperanzas para los que se dejan guiar por el Espíritu de Dios

    Y a menudo confiadas a sus niños a la protección de María, no se olvide de una decena del rosario para cada uno de ellos: tener confianza y no te pierdas ni la estimación de sí mismo o de sus hijos. Educar es llegar a ser colaboradores de Dios, porque cada uno puede realizar su vocación.

    El cardenal Carlo Maria Martin

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